Dalla Serie B alla nobiltà: gioco e leggerezza, così il Como può fare la storia contro lo United
La Gazzetta dello Sport

Dalla Serie B alla nobiltà: gioco e leggerezza, così il Como può fare la storia contro lo United

Mercoledì 21 ottobre 2026
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La squadra di Fabregas sfida la nobile decaduta inglese: i lariani sono favoriti ma non devono snaturarsi

La squadra di Fabregas sfida la nobile decaduta inglese: i lariani sono favoriti ma non devono snaturarsi

Luigi Garlando Giornalista 21 ottobre - 08:25 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Como-Manchester United, prima di essere una partita, è un premio per il lavoro straordinario fatto dalla proprietà, dalla dirigenza, da Cesc Fabregas e dalla squadra in questi tre anni. Nella stagione 2023-24 il Sinigaglia ospitava ancora squadre di Serie B, stasera spalanca le porte al club di Best, Beckham e CR7, a un pezzo di storia del calcio: 68 trofei, tra i quali 20 Premier League e 3 Champions. Il punto più alto della parabola calcistica di Como, un evento che rientra anche nella storia grande della città. Lo ha confermato ieri Fabregas: "Una giornata storica". Vero. Un ballo del genere i lariani non lo hanno mai fatto. Indimenticabile il trionfale debutto contro il Lipsia (4-1), ma i Diavoli Rossi sono di un altro rango. Se Old Trafford è per antonomasia lo Stadio dei Sogni, questa sera il Sinigaglia lo sarà anche di più. 

VIDEO: Como-Manchester United, Fabregas al giornalista: "Domanda brutta e irrispettosa"

Nobile decaduta 

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E poi è anche una partita, certo. Una partita che il Como vuole vincere, dopo lo scivolone col Feyenoord, e che, soprattutto può vincere, perché lo United è una nobile decaduta che non si rialza più. Conclusa l’epoca d’oro di Sir Alex Ferguson (1986-2013), due volte sul tetto d’Europa e del mondo, i Diavoli Rossi non hanno più vinto una Premier e hanno alternato 11 allenatori. Un fallimento dietro l’altro, Amorim compreso. Oggi arranca al timone l’ex centrocampista Michael Carrick, che 17 anni fa si giocò una semifinale Champions contro Fabregas (Arsenal). Il suo Manchester, che in campionato ha vinto una sola partita, nessuna nelle ultime 5, galleggia tristemente al 13° posto. E in Champions non va meglio. Dopo il comodo esordio contro gli azeri del Sabah (4-0), è caduto in casa dell’Atletico Madrid (2-0). Una sola vittoria nelle ultime 10 trasferte di Champions e un solo clean sheet nelle ultime 15. Ai numeri scoraggianti si aggiunge il bollettino medico. Mazraoui gioca a sinistra perché Shaw e i terzini alternativi sono fermi. Emergenza anche in mezzo: ieri non si sono allenati i nazionali Rashford e Mainoo, mentre Bruno Fernandes non è al top. Nessun totem che inquieti. Solo buoni giocatori, come l’enciclopedico Tielemans. Occhio a Mbeumo, che ha fisionomia e cattiveria offensiva da Malen (4 gol stagionali). Insomma, Carrick è messo maluccio, infatti ha sulla spalla la stessa scimmia di Spalletti: Antonio Conte. Ma il Como non deve dimenticare che, anche se decaduti, i nobili restano nobili e in certe notti speciali sanno far fruttare d’incanto il loro sangue blu. 

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Palla mia 

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Se nel 2023-24, dal cuore della Serie B, qualcuno avesse profetizzato: "Presto il Como ospiterà il Manchester United da favorito", l’avrebbero sottoposto al test del palloncino. Oggi la verità è questa. A differenza degli inglesi, i lariani, quinti in classifica con il record storico di punti, vengono da una bella vittoria a Firenze (3-1) e, nonostante il passo falso di Rotterdam, vantano numeri da grande in Champions League. Il Como è terzo per durata media di sequenza di passaggi (13,8”), dietro solo alle regine di Inghilterra (Arsenal, 14,4”) e di Spagna (Barcellona, 15,8”). Sette giocatori di Fabregas hanno registrato il 90% o più di passaggi recapitati. Solo Inter e Barcellona ne vantano uno in più: 8. Significa che al gran ballo, il Como non ci va da Cenerentola, ma con il calcio sfarzoso dei potenti che vogliono tenere la palla e governare il gioco. È così che dovrà cercare di vincere, con la leggerezza e la sfrontatezza che l’hanno resa grande, senza cedere alla tentazione della prudenza, snaturandosi, come accaduto nel primo tempo con la Roma. Neppure dall’infermeria lariana escono bollettini euforici. Ieri si è fermato Jesus Rodriguez per un infortunio piuttosto serio. Altre tre assenze particolarmente dolorose: l’esperienza e la fisicità di Chalobah al centro della difesa; l’esplosività e la corsa tecnica di Diao; i guizzi offensivi di Kean. Ma la panchina profonda di Cesc, ben attrezzata, saprà attutire le assenze, magari confermando il giovane Liberali, dopo il debutto con magia di Firenze. Sarebbe una favola in più. Di sicuro Douvikas e Baturina hanno la velocità nel breve per mettere in crisi il vecchio e pesante gattone Maguire e chi gli starà accanto, magari l’ex juventino De Ligt, perché anche qui, nel cuore della difesa, Carrick è in emergenza. Naturalmente, le attese maggiori cadranno sulle giovani spalle di Nico Paz. Nel cielo di Como-Manchester United non c’è astro più luminoso. E quando un 10 argentino attacca gli inglesi, bisogna sempre aspettarsi di tutto.

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