Goggia torna sugli sci dopo il virus: "Tremavo, faticavo a camminare e a parlare. Ora voglio..."
L’olimpionica è tornata ad allenarsi allo Stelvio ed è in ripresa dopo lo spavento: "Sto meglio, ma per tornare a gareggiare ho bisogno di qualche settimana"
L’olimpionica è tornata ad allenarsi allo Stelvio ed è in ripresa dopo lo spavento: "Sto meglio, ma per tornare a gareggiare ho bisogno di qualche settimana"
Sergio Arcobelli Giornalista 21 ottobre - 08:02 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa paura, la confusione, una stanchezza che non passa e la difficoltà persino di salire le scale o trovare le parole. Sofia Goggia, abituata a sfidare il dolore e a rialzarsi dopo una lunga serie di infortuni, si è trovata questa volta in Argentina davanti a un avversario diverso, invisibile e imprevedibile: una doppia infezione virale, prima la Chikungunya e poi il Parvovirus B19. Una prova che l’ha costretta a fermarsi, a rientrare in anticipo da Ushuaia e a fare i conti con i propri limiti. Ora, però, la campionessa bergamasca è tornata sulla neve. Un primo passo verso il ritorno in Coppa del Mondo: salterà il debutto stagionale del fine settimana a Soelden, ma ha nel mirino il gigante americano di Killington, il 28 novembre. Per la prima discesa, invece, si dovrà attendere quella dell’11 dicembre a Beaver Creek.
Sofia, dopo tutto quello che ha passato, che cosa significa riuscire di nuovo a sciare sullo Stelvio?
"Ho rimesso gli sci e ho sentito la felicità. È stata un’emozione bellissima tornare a fare ciò che più amo. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno aiutata in questo periodo".
Come si sente?
"Sono in ripresa. Dovrò continuare ad assumere un po’ di farmaci, ma la strada è quella giusta. L’obiettivo è riuscire a fare la trasferta nordamericana stando bene. Ho ancora questa stanchezza atavica che mi perseguita, motivo per cui devo dosare molto bene le energie. Quando ho ripreso ad allenarmi e a muovermi, dopo neanche un’ora si chiudeva la saracinesca a livello neurologico".
Lei ha imparato a convivere con il dolore e a ricominciare, stavolta il nemico era diverso. Si è spaventata?
"Sì, io tremavo, tremavo forte. Non riuscivo più a fare le scale e neanche a scandire bene le parole. Ero rallentata. Mi mancava una parola in un momento di assenza. La pensavo e in quel momento la trovavo, ma mi dimenticavo il filo del discorso. Ho avuto momenti di confusione".
Questa esperienza le ha cambiato la prospettiva?
"Sì, mi ha dato una prospettiva diversa non solo sullo sci, ma sulla vita in generale. Voglio vivere gli anni che mi rimangono più in leggerezza. Era un pensiero che avevo già prima di questa stagione, ma dopo quello che è successo lo è ancora di più".
In questa stagione festeggia 10 anni dal suo primo podio e dalla sua prima vittoria. Come ripensa al percorso compiuto?
"Dal mio primo successo in Coppa del Mondo, nel marzo del 2017, ho sempre vinto almeno una gara in tutte le stagioni. Nelle ultime settimane sono riuscita a guardare con fierezza quello che ho fatto nella mia carriera".
Anche Sinner sta vivendo problemi fisici: cosa gli direbbe?
"Con Jannik ci siamo già scritti".
In un anno segnato anche dalla malattia, è arrivato il bronzo olimpico in discesa. A distanza di quasi 9 mesi, che valore dà a quella medaglia?
"È stata una giornata molto particolare. Già lo era di per sé: era l’evento più atteso delle Olimpiadi, quello che ha fatto più audience. È successo di tutto, sin dal sorteggio dei pettorali. Potevo essere fra il 6 e il 15 e ho sorteggiato il 15. In più, era una giornata caldissima. La gara è partita alle 11.30 e durava due minuti e mezzo. La Vonn la sentii urlare dalla terza porta. Io non sapevo chi fosse in testa, nulla. Sono scesa dopo mezz’ora, la luce era cambiata, la neve diversa. Poi che abbia fatto quell’errore sullo Schuss delle Tofane, sì. Ma è stato già bello prendere quel bronzo".
Una medaglia conquistata in una giornata di imprevisti e difficoltà. La tiene insieme alle altre?
"Una, due, tre. Una dopo l’altra".
Così ha completato la collezione olimpica.
"Sì, ma avrei preferito non completarla e prendere due ori. Però diciamo che va bene così".
E la Coppa del Mondo di superG vinta? Anche quella è accanto alle medaglie?
"Una, due, tre, quattro, cinque. Sopra le medaglie".
La Vonn è stata inserita nella squadra americana per la stagione, nonostante debba sottoporsi a un altro intervento. La sorprende questa decisione?
"No, non sono sorpresa. Ci sta".
VIDEO: Goggia all'evento Audi: “Obiettivo tornare a stare bene”. Paris: “Testimone a Franzoni? Contento che ci siano giovani come lui”Shiffrin, invece, farà meno slalom e si concentrerà maggiormente su gigante e superG.
"Greg Paltrinieri ci insegna che, dopo aver vinto tutto, per trovare motivazione hai due possibilità. O continuare a vincere e a fare quella specialità, con il peso di non poter perdere, oppure cimentarti in qualcos’altro, che ti dia di nuovo quel brivido, quella gioia di dover imparare qualcosa di diverso".
Emma Aicher può essere la donna da battere?
"Sì, ha tutte le caratteristiche fisiche e tecniche, va forte sugli sci e fa quattro discipline. È favorita per vincere la Coppa del Mondo".
Leggi anche Italia senza Brignone e Goggia a Soelden. E Sofia: "Avevo sintomi neurologici, ora sto meglio"Pirovano: "Io metà gattino e metà pantera. Bella la Sardegna con Brignone, ma ora sotto col Mondiale"© RIPRODUZIONE RISERVATA