Serie A, abbiamo un problema: il Napoli è il campione nazionale che cresce meno in Europa
La Gazzetta dello Sport

Serie A, abbiamo un problema: il Napoli è il campione nazionale che cresce meno in Europa

Giovedì 12 febbraio 2026
6 visualizzazioni

Football Benchmark ha messo a confronto i club che nel 2024-25 hanno trionfato nelle otto principali leghe. Nell'arco di un decennio, la squadra azzurra ha visto i ricavi aumentare solo del 25%. È la spia di un fenomeno che riguarda tutto il calcio italiano

Football Benchmark ha messo a confronto i club che nel 2024-25 hanno trionfato nelle otto principali leghe. Nell'arco di un decennio, la squadra azzurra ha visto i ricavi aumentare solo del 25%. È la spia di un fenomeno che riguarda tutto il calcio italiano

Marco Iaria Giornalista 12 febbraio - 12:43 - MILANO

Il Napoli scudettato è il campione nazionale 2024-25 che è cresciuto meno nell’arco dell’ultimo decennio. È quanto emerge dall’European Champions Report 2026, lo studio di Football Benchmark che mette a confronto le performance economiche dei vincitori delle otto principali leghe europee (Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue 1, Serie A, Süper Lig turca, Eredivisie olandese e Primeira Liga portoghese). Tra il 2015-16 e il 2024-25 i ricavi operativi del Napoli sono aumentati solo del 25%, contro il +118% dello Sporting, il +107% del Liverpool, il +81% del Galatasaray, il +79% del Psv, il +60% del Barcellona, il +59% del Psg e +il 45% del Bayern. In termini assoluti, il Barcellona è in testa con quasi un miliardo di fatturato, al netto del player trading: 985 milioni di euro, grazie a un +44% degli introiti commerciali trainato dal nuovo accordo con Nike, dal consolidamento della partnership con Spotify e dalle vendite record di merchandising. Seguono Bayern (861 milioni), Psg (837), Liverpool (836), Galatasaray (282), Napoli (179), Psv (171) e Sporting (148). 

VIDEO: Conte critica il calendario: "Vorrei sapere di chi è stata la brillante idea di..."

napoli

—  

È vero che la squadra azzurra è stata penalizzata l’anno scorso dall’assenza dalla Champions, che le ha fatto perdere il 30% degli introiti rispetto al 2023-24. Ma è altrettanto vero che il dato di medio-lungo periodo rivela un handicap che non riguarda solo il Napoli: è tutto il calcio italiano, salvo annate eccezionali come il 2024-25 dell’Inter finalista di Champions, a mostrare un problema di crescita, soprattutto se confrontato con i trend della concorrenza internazionale. Non a caso, nell’ultima inchiesta della Gazzetta sui bilanci della Serie A è emersa una stagnazione dei ricavi caratteristici, legata soprattutto alle difficoltà da parte della Lega nel valorizzare i diritti tv del campionato in un’era dominata dalla Super Champions. Nel caso del Napoli, il rallentamento delle entrate si riflette su una gestione più complicata. Nel 2024-25 gli stipendi hanno inciso per il 79% sui ricavi operativi: si tratta dell’indicatore peggiore tra i campioni nazionali esaminati da Football Benchmark, a fronte del 49% del Psv, del 52% di Barcellona e Bayern, del 59% dello Sporting, del 60% del Liverpool e del 63% del Galatasaray. Il risultato d’esercizio più negativo è stato però quello del Psg, con un deficit di 40 milioni, mentre tre club hanno chiuso in utile: Bayern (+27 milioni), Sporting (+20) e Psv (+8). Grazie ai proventi del calciomercato, il Napoli è riuscito a contenere la perdita a 21 milioni, attenuando così l’effetto combinato dei mancati premi Champions e della lievitazione dei costi della rosa. D’altronde, il club di De Laurentiis si è sempre distinto per una rigorosa disciplina di bilancio. Ha potuto permettersi di sforare perché negli anni precedenti aveva accumulato utili su utili: al 30 giugno 2025 la liquidità era pari a 174 milioni e il patrimonio netto era positivo per 190 milioni. 

Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80€, il modo più veloce e conveniente per completare la collezione!

scenario

—  

Il report sottolinea come, al di fuori dei Big Five, la partecipazione alle competizioni europee rappresenti una quota determinante del giro d’affari stagionale. Allo stesso tempo, il reclutamento, lo sviluppo e la cessione dei calciatori rimangono pilastri centrali dei modelli gestionali. Psv e Sporting sono stati gli unici due tra gli otto campioni analizzati a registrare un saldo netto positivo nel mercato dei trasferimenti nell’ultimo decennio. “Dieci edizioni dell’European Champions Report rafforzano un concetto semplice: non esiste un unico modello finanziario per ottenere il successo a livello nazionale in Europa. I club vincono titoli operando in realtà di mercato molto diverse, e le differenze di dimensione rimangono significative anche ai livelli più alti del calcio. Ciò che distingue sempre di più i club sostenibili dagli altri non è quanto siano grandi, ma quanto bene comprendano il proprio contesto economico e riescano a tradurlo in decisioni disciplinate su costi, investimenti nella rosa e gestione del rischio, invece di inseguire guadagni a breve termine che possono portare a successi immediati sul campo ma generare pressioni a lungo termine sulla solidità del business”, spiega Andrea Sartori, fondatore e ceo di Football Benchmark.

Leggi anche Tre attaccanti da schierare al fantacalcio nella 25ª giornataLys Gomis: "Alcol e cocaina mi hanno distrutto, ho chiesto aiuto. Scaricai un estintore contro Ogbonna e..."

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo