Pietro Sighel, l'azzurro che punta a vincere un altro oro a Milano Cortina
Nato a Trento e cresciuto a Baselga di Pinè, 26 anni, nella sua carriera olimpica vanta un oro, un argento e un bronzo. Undici medaglie ai mondiali
Nato a Trento e cresciuto a Baselga di Pinè, 26 anni, nella sua carriera olimpica vanta un oro, un argento e un bronzo. Undici medaglie ai mondiali
Andrea Buongiovanni Giornalista 12 febbraio - 14:56 - MILANO Pietro Sighel. GettyÈ cresciuto a Baselga di Pinè, culla tricolore della pista lunga. Papà Roberto, cinque Olimpiadi con tre settimi posti (tra Calgary 1988 e Salt Lake City 2002) e quattro medaglie mondiali con un titolo allround (oltre a tanto altro), è stato uno dei migliori interpreti italiani della disciplina. Sulle tracce di papà (nonno) Mario, negli anni Cinquanta e Sessanta campione italiano dei 3000. Ma lui, Pietro Sighel, 26 anni, le prime “passeggiate” lame ai piedi dietro casa, sui laghi ghiacciati di Pinè, come da tradizione di famiglia (il Serraia, ma anche il Laghestel, poco più di una pozza in ombra tra i boschi), dopo aver sfogliato la margherita per qualche stagione, ha scelto la pista corta, lo short track.
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—Come la sorella Arianna, maggiore di tre anni, a sua volta azzurra e olimpica, con la quale a Bormio, sede permanente del centro federale, condivide un appartamento. È pur sempre pattinaggio di velocità, ma è proprio un altro mondo, un altro sport: dall’anello da 400 metri a quello da 111 cambia tutto. Resta che la prima foto postata da Sighel junior su Instagram, nel 2014, lo ritrae con Sven Kramer, re olandese della pista lunga. Pietro, diploma da elettricista nel cassetto, cresciuto con lo Sporting Club Pergine, è un predestinato. Già sul podio ai Mondiali giovanili di Montreal 2019, si è rivelato a inizio 2021, subito dopo lo stop per la pandemia di Covid, con tre argenti agli Europei di Danzica, in Polonia e tre bronzi ai Mondiali di Dordrecht, in Olanda. Il salto di qualità, nel mentre, era arrivato anche grazie all’ingresso, nel dicembre 2019, nelle Fiamme Gialle, il Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza. La consacrazione al debutto olimpico, a Pechino 2022: argento con la staffetta mista e bronzo con quella maschile. Da lì, nel quadriennio successivo, tra qualche normale alto e basso, una lunga serie di prestigiosi risultati in Coppa del Mondo e diverse medaglie nelle rassegne globali.
sighel a milano cortina
—Fino a Milano Cortina 2026. Pronti-via e Pietro è tra i grandi protagonisti dell’oro della staffetta mista. L’ultima frazione - noblesse oblige - è sua. E lui, sfruttando il buon margine di vantaggio costruito dai compagni, taglia il traguardo… di spalle. Non per irridere gli avversari, bensì per ringraziare il pubblico italiano. Quell’immagine, già iconica, fa il giro del mondo. I suoi pattini rossi, poi, stanno diventando oggetto di culto. “Simboleggiano fuoco, passione, energia, anche la Ferrari. Ma nulla di filosofico” spiega. Pietro ha anche un bel caratterino. Non le manda mai a dire. Come quando, poco prima del via dei Giochi, sottolinea con veemenza il costo esagerato dei biglietti per assistere alle gare (“Promozione mancata”) o, durante, riapre le polemiche con Arianna Fontana, rea a suo dire di aver abbandonato la squadra otto anni fa per scegliere strade diverse e aver portato due compagni di fronte al tribunale sportivo, dopo averli accusati di aver tentato di farla cedere in allenamento. Meglio, probabilmente, rimanere concentrati sulle gare. Sighel, al Forum di Assago, ha ancora quattro cartucce da sparare. A cominciare da stasera, con i 1000. In questa stagione, sulla distanza, ha vinto la Coppa del Mondo.
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