Gilles dal cancro al bronzo olimpico in 40 mesi. Grazie a Van Gogh e a un polsino preso al volo
La Gazzetta dello Sport

Gilles dal cancro al bronzo olimpico in 40 mesi. Grazie a Van Gogh e a un polsino preso al volo

Giovedì 12 febbraio 2026
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La pattinatrice canadese a dicembre 2022 è stata operata per un tumore ovarico e prima ancora aveva lasciato il pattinaggio per lo spettacolo. È rinata assieme al compagno e sono stati la sorpresa della danza

La pattinatrice canadese a dicembre 2022 è stata operata per un tumore ovarico e prima ancora aveva lasciato il pattinaggio per lo spettacolo. È rinata assieme al compagno e sono stati la sorpresa della danza

Luca Bianchin Giornalista 12 febbraio - 14:40 - MILANO

“Nella salute e nella malattia” (finché un sollevamento sbagliato non ci separi). Piper Gilles ieri sera ha vinto il bronzo con Paul Poirier nella danza su ghiaccio e per il pubblico italiano sono stati due avversari, la coppia canadese che ha tolto la medaglia a Charlène Guignard e Marco Fabbri. Guardiamo oltre, c’è di più. Gilles è una donna sopravvissuta alle difficoltà della vita. Nel dicembre 2022 è stata operata per un tumore ovarico… e non ci sono molti medagliati all’Olimpiade che hanno superato un intervento per un cancro. Gilles ha detto che Poirier le è stato vicino nella salute e nella malattia, “perché le coppie di pattinaggio sono come matrimoni sul lavoro”, ed è una delle frasi più belle di questa settimana.

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gilles-poirier: 15 anni e due traumi

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Gilles, durante la premiazione, è salita sul podio fuori tempo: troppo presto, sbagliando clamorosamente la grammatica da cerimonia. Aveva troppa voglia di prendersi una medaglia inseguita per una vita e sembrata più volte del tutto fuori programma. Gilles e Poirier vengono da lontano – pattinano insieme da 15 anni – e ne hanno superate molte. Sono passati oltre il cancro in fretta: a febbraio 2023 già si allenavano, a marzo prendevano il bronzo mondiale. Per Piper, non era il primo impatto con il cancro. Nel 2018, sua mamma aveva lasciato questo mondo per un glioblastoma, un tumore cerebrale che le tolse lucidità in fretta. “Era la mia prima tifosa, sapevo che cosa avrebbe voluto che io facessi – ha raccontato Piper -. Così ho continuato a pattinare, anche se era dura finire le gare e non sentirla urlare dall’eccitazione”.

meglio paul di hollywood

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Piper Gilles sa rialzarsi, questo ormai è chiaro, e la coppia con Poirier ha qualcosa di speciale. Racconta Piper, e bisogna tornare molto indietro nel tempo: “Da giovane, ho perso l’amore per questo sport. Ho smarrito la chimica con il mio vecchio compagno e ci siamo divisi, così ho fatto quello che ogni 18enne confusa e innamorata dei riflettori avrebbe fatto: sono andata a Los Angeles. Volevo partecipare a Skating With the Stars e ho fatto un colloquio. La donna che mi stava valutando mi ha chiesto: ‘Sei sicura di aver chiuso con il pattinaggio professionistico?’. Le ho risposto che avevo smesso, senza alcun dubbio”. Non proprio. “Dopo un anno a Los Angeles, Paul Poirier mi ha chiamato e mi ha chiesto se volessi allenarmi con lui. Ero lusingata che un atleta olimpico avesse bussato alla mia porta e ho dato un’ultima chance allo sport che amavo. Abbiamo fatto click immediatamente, dentro e fuori il ghiaccio, cosa che ha rianimato completamente il mio amore per il pattinaggio”.

Gilles e Poirier alla fine della danza ritmica. Nel cerchio, il polsino nero di Paul tenuto in mano da Piper

il polsino preso al volo

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Altri tempi difficili dovevano arrivare – una caviglia di Poirier rotta costata a entrambi i Giochi di Sochi, la paura che il tumore tornasse, un’idea di ritiro nel 2024 – ma Piper e Paul hanno tirato dritto ed eccoli qui, a Milano, con un costume ispirato a “Notte Stellata” di Van Gogh e un programma libero ripescato dal 2019 ma sempre di grande successo. Gli imprevisti, sempre dietro l’angolo: durante la danza ritmica, un polsino di Paul si è impigliato nelle calze di Piper, lei lo ha raccolto al volo e lo ha tenuto in mano, evitando la penalizzazione che sarebbe scattata se l’oggetto fosse caduto sul ghiaccio. Morale: quando una competizione deve andare bene, andrà bene a prescindere, e in questo bronzo c’è molta più anima che gambe, molta più vita che calcolo. Piper riassume per tutti: “Ogni volta che faccio un passo sul ghiaccio, mi sembra un dono”. Che altro vuoi dirle?

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