Italia, impresa al Mondiale di cricket! Batte il Nepal sotto gli occhi... di Sandokan
Fatta la storia: primo successo azzurro in un Mondiale. Vittoria per per 10 wickets in una gara perfetta. In tribuna c'era Kabir Bedi, attore indiano famoso per aver intepretato il personaggio di Salgari. Primo successo in un Mondiale per gli azzurri
Fatta la storia: primo successo azzurro in un Mondiale. Vittoria per per 10 wickets in una gara perfetta. In tribuna c'era Kabir Bedi, attore indiano famoso per aver intepretato il personaggio di Salgari. Primo successo in un Mondiale per gli azzurri
Dal nostro inviato Mario Salvini 12 febbraio - 16:46 - MUMBAI (INDIA)Gli occhi di Sandokan, gli occhi della tigre. Un’Italia che nessuno si sarebbe mai aspettato ha lasciato di stucco il mondo, ha impietrito il Nepal e scatenato Kabir Bedi, elegantissimo eppure esaltato a fine match, in tribuna insieme alla moglie Parveen Dusany. Perfettamente consapevole della portata di questo successo.
VIDEO: Cricket, Sandokan ha dato gli occhi della Tigre all’Italiagli occhi di sandokan
—Stupefatto come tutti per un’impresa che entra nell’antologia del nostro sport. “La storia ha bussato, e l’Italia ha aperto”, ha detto con le lacrime agli occhi Simone Gambino, per trent’anni presidente federale, oggi al seguito del team e della presidentessa da poco eletta Lorena Haz Paz, a sua volta raggiante. La totale sorpresa destata dalla vittoria degli azzurri, esattamente come era stato per la sconfitta nella partita d’esordio contro la Scozia, è anche nella misura e per come si è concretizzata. Perché è stata per 10 wickets, cioè è stata pressoché perfetta. “Ma lunedì, a Calcutta, era la prima volta che eravamo in uno stadio e un contesto del genere”, avrebbe detto a fine partita Harry Manenti, vice-capitano, promosso dall’assenza di Wayne Lee Madsen, a riposo dopo la lussazione ad una spalla patita contro gli scozzesi. A conferma che l’emozione e lo spaesamento avevano giocato il loro ruolo. Peraltro di Harry Manenti, e di suo fratello Ben, molti rugbisti ricorderanno il papà John nella Benetton Treviso degli anni 90 (poi diventato ct nell’Australia donne di rugby a 7)
la partita
—Qui a Mumbai è stata tutt’un’altra storia. Lo si è capito fin dalla difficile e spettacolare presa di Justin Mosca che ha messo a sedere l’opener nepalese Kushal Bhurtel (lanciatore Ali Hasan). Italia vincitrice del toss, quindi. E capace di contenere i battitori del Nepal praticamente con tutti i lanciatori schierati, in particolare Ben Manenti (appena 9 run in 4 over) e Crishan Kalugamage (18 run in 4 over). Se contro la Scozia erano state (anche) le prese che erano mancate, oggi sono state il punto di forza. Il solo Karan KC, tra i nepalesi, ha saputo evitare l’eliminazione. Con tre battitori fatti fuori dai lanci di Kalugamage, lucchese dello Sri Lanka che resterà il primo italiano capace di guadagnarsi il premio di mvp in una partita de Mondiale. Col Nepal così stoppato a 12.4 over con soli 123 punti. Abbastanza per sperare bene. Non per immaginare quel che sarebbe successo. E cioè che i nostri opener, Anthony e Justin Mosca, fratelli di Sydney, sono rimasti alla battuta fino in fondo, fino ad arrivare all’agognato 124. I pronostici erano tutti per il Nepal, come suggeriva il ranking (n.16 per i nepalesi, n.27 per noi), come confermava la gran prestazione contro l’Inghilterra, culminata con una sconfitta di soli 4 punti. E come ribadiva il fatto che molti della nazionale di Katmandu militano nella IPL, la milionaria lega indiana. E invece il pitch e tutto il mondo di sono ribaltati. I nostri hanno fatto fuori tutti i battitori avversari, loro non sono riusciti ad eliminare nemmeno un azzurro.
nella storia
—Dalla randellata iniziale da 6 punti di Anthony che ha fatto tremare le molte migliaia di tifosi del Nepal, tutti rigorosamente in maglia rossoblù al Wankhede Stadium, è stata una volata straordinaria. Tutti e due i fratelli sono andati Half Century, colpendo duro (specie Anthony) anche il temuto Sandeep Lamichhane: 60 ne ha messi Anthony, con 5 battute da 4 punti e 3 fuoricampo da 6, per uno strike rate di 136.36 (4 lanci). Due in più i punti di suo fratello Anthony: 62 su 32 lanci (193.75 di strike rate) con 3 fuoricampo rimbalzanti e 6 direttamente “In the Hands of Fans”, come celebra l’iconografia dello sponsor (Budweiser) le battute da 6 che finiscono direttamente fuori dal campo. Per il trionfo. “Che mi fa scoppiare il cuore”, ha detto la presidentessa Lorena Haz Paz. “Eravamo un po’ delusi, dopo la sconfitta con la Scozia, ma questa vittoria, così netta e meravigliosa, ci ripaga di tutto. Per noi era già un successo essere qui, così è una gioia indescrivibile”
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