Ore di allenamenti, la partita da mediano, l'addio tra gli insulti: quando Spalletti allenava Chivu
Sotto la guida del tecnico toscano disputò 80 partite, vincendo la Coppa Italia del 2007 e perdendo la Supercoppa. Prima dell'addio polemico per andare... all'Inter
Sotto la guida del tecnico toscano disputò 80 partite, vincendo la Coppa Italia del 2007 e perdendo la Supercoppa. Prima dell'addio polemico per andare... all'Inter
Francesco Pietrella Giornalista 12 febbraio - 16:40 - MILANOIl destino li ha messi l’uno contro l’altro la sera di San Valentino in una Milano a cinque cerchi, innamorata dei suoi azzurri e curiosa del suo passato remoto. Cristian Chivu e Luciano Spalletti rientrano in quel lungo filone del “c’eravamo tanto amati”, solo che loro due si vogliono bene pure oggi, da allenatori di Inter e Juventus.
VIDEO: Massolin e Cissè: Inter e Milan, chi ha fatto il vero colpo?il filone di chivu e spalletti
—Sabato si sfideranno per la prima volta in panchina a distanza di quasi vent’anni da quell’incrocio tra calciatore e mister. Cristian era il centrale di una Roma di talento, Spalletti la guida di una squadra che stregava chiunque, protagonista di undici vittorie di fila in campionato e di duelli testa a testa contro l’Inter. A proposito di destino: oggi Cristian allena i nerazzurri, la squadra per cui lasciò i giallorossi nel 2007, tra fischi e insulti, mentre Luciano ha guidato l’Inter per due stagioni. Oggi c’è proprio lui sulla strada per lo scudetto, lastricata di sconfitte contro le big: Lautaro e compagni non battono la Juve da più di due anni. L’ultimo successo è del 4 febbraio 2024, autogol di Gatti e 1-0. La squadra era più o meno la stessa.
Chivu con la Roma nel 2003con spalletti
—Chivu è stato allenato da Spalletti per 80 partite. Con nessun altro ne ha totalizzate di più. La prima ha ormai più di 21 anni: Reggina-Roma 0-3 del 28 agosto 2005. Gol di De Rossi, Mancini e Nonda. Cristian giocò titolare accanto a Kuffour, centrale ghanese. A fine partita elogiò Luciano: “Ci tiene sempre sulla corda, ci sprona di continuo, ormai lo stiamo iniziando a capire”. Merito di tre settimane di ritiro intenso a Castelrotto, ai piedi dell'Alpe di Siusi, dove Chivu iniziò a prendere confidenza con i suoi allenamenti di ore e ore: “Faceva delle sedute che non finivano mai, ma che facevano bene alla squadra e all’intesa tra i reparti”. Chiuse la stagione con due gol in 38 partite, un secondo posto in campionato e una finale di Coppa persa. Il 26 febbraio 2006, più o meno vent’anni fa, Chivu giocò titolare il derby con cui la Roma centrò l’undicesima vittoria di fila. Un cammino iniziato col Chievo e chiuso all’Olimpico. Cristian scese in campo in nove gare su undici. La scia si fermò proprio contro l’Inter.
l'addio e gli insulti
—L’annata 2006-07, iniziata nuovamente a Castelrotto, partì con la sconfitta in rimonta subita in Supercoppa: da 3-0 per i giallorossi a 4-3 per l’Inter (Chivu fu anche espulso). La Roma arrivò ai quarti di Champions – out con lo United Ronaldo dopo aver perso 7-1 a Old Trafford al ritorno -, vinse la Coppa Italia e finì alle spalle dell’Inter in campionato. Questo il bilancio: due gol in 42 partite, di cui una giocata persino da centrocampista. Successe nell’1-1 contro il Livorno, gennaio 2007. Strappò un 6 in pagella. Chivu salutò a fine stagione per andare all’Inter. Un altro momento complicato. I tifosi gli diedero del traditore. La polizia circondò Trigoria per paura di qualche ritorsione. Non fu invitato alla festa degli 80 anni della società. Il 20 luglio, giorno della presentazione della squadra al Flaminio, gli ultrà giallorossi gli diedero dello “zingaro” e intonarono cori tutt’altro che amichevoli: “Chivu vattene”, “Chivu pezzo di m…”, e così via. La cronaca si soffermò sulla sua reazione: Cristian entrò in campo a testa alta e si allenò come se nulla fosse, per nulla scalfito o intimorito dalla contestazione. Merito di uno psicologo che anni prima gli diede una mano. A 25 anni, per via di una dichiarazione a favore di Capello, diventato allenatore della Juve, si ritrovò lo stadio contro: “Andavo dallo psicologo. A fine partita vomitavo per lo stress e per l’ansia”. Spalletti gli diede una mano a uscire dal tunnel.
Leggi anche Serie A, anticipi e posticipi: quando si gioca Roma-JuveCapello: "Calma Conte, il campionato non è finito. Occhio all'effetto Inter-Juve"© RIPRODUZIONE RISERVATA