La cura Allegri, la gamba e i sorrisi: così Nkunku è sceso dalle montagne russe
Nelle sue ultime sei partite il francese ha messo a segno cinque gol. Dopo un autunno da comparsa e un gennaio dove il Milan non era contrario alla cessione, Christo ora come ora è l'unico punto fermo dell'attacco rossonero
Nelle sue ultime sei partite il francese ha messo a segno cinque gol. Dopo un autunno da comparsa e un gennaio dove il Milan non era contrario alla cessione, Christo ora come ora è l'unico punto fermo dell'attacco rossonero
Marco Pasotto Giornalista 12 febbraio - 16:36 - MILANO Christopher Nkunku, 28 anni. LaPresse"Deve sorridere di più". Non è la prima volta che nei sedici ettari di Milanello si sente questo consiglio. E' quello che Pioli diceva a Leao quattro anni fa ed è la stessa cosa che Allegri ha raccomandato a Nkunku. Perché essere un attaccante diventa triste non solo quando il pallone non entra, ma anche quando ci si sente sulle spalle il peso di un intero reparto. E si rischia di restarne schiacciati. Succede così a quelli bravi: è alla loro porta che tutti vanno a bussare quando le aspettative non collimano con i voti in pagella. La stagione di Christo sino a questo momento è stata un giro sulle montagne russe da cui il francese sta finalmente scendendo. Adesso è il momento della continuità, perché è adesso che inizia la volata vera per i primi quattro posti. Alzi la mano chi, soltanto due mesi fa, avrebbe pensato che a febbraio Nkunku sarebbe stato l'unico attaccante sicuro di una maglia da titolare. Quello che fornisce le maggiori garanzie. Le mani restano basse, è ovvio.
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—Allegri e il Milan adesso osservano l'evoluzione di Christo e sono loro i primi a sorridere. Perché là davanti in questa stagione ne è capitata una dietro l'altra - c'entra anche lui, ovviamente -, e allora poter pensare finalmente a un punto fermo quando si allestisce il piano-gara, diventa fondamentale. Nkunku è migliorato sotto tutti gli aspetti e una parte di questi miglioramenti l'ha spiegata lui stesso nell'intervista dell'altro giorno alla Gazzetta. Uno: "All'inizio per me è stato difficile perché avevo saltato tutta la preparazione estiva". Due: "Ultimamente ho potuto giocare qualche gara da titolare di fila e questo mi ha aiutato". Tre: "Quando sorridi e vedi le cose in positivo, tutto cambia". Si torna dunque al consiglio di Allegri sulla leggerezza di spirito, che ovviamente non equivale a noncuranza. Max - non che sia una novità - si conferma un gestore molto attento alle dinamiche dei suoi giocatori. Perché senza di lui magari Maignan avrebbe preso un'altra strada, Saelemaekers pure, e Athekame starebbe ancora languendo ininterrottamente in panchina. Giusto per fare tre esempi.
condizione
—Su Nkunku l'allenatore ha sempre consigliato pazienza, e la cosa ci sta. Il problema, come sempre, è che in un Milan che non può fallire il ritorno in Champions e, sotto sotto, non smette di osservare la cima del podio, pazienza è un termine che si accompagna male. E così le spalle di Christo si sono appesantite in fretta, schiacciate anche dalla consapevolezza di essere l'acquisto più caro del mercato estivo 2025. E forse, si mormora, all'inizio un po'... perplesso sui motivi che inducevano Allegri a preferirgli Gimenez. La realtà dei fatti però raccontava che in autunno il francese non era pronto. Troppo lontano da una condizione accettabile. La svolta si è concretizzata quando è arrivata anche la gamba. Un risveglio comunque tardivo, tanto da indurre il club a ritenerlo sacrificabile per gennaio. La realtà dei fatti racconta che quando le ginocchia di Mateta non erano ancora attenzionate, se fosse arrivata un'offerta congrua per Nkunku il Milan lo avrebbe lasciato andare. Paradossale: un investimento da circa 40 milioni potenzialmente libero libero dopo un solo semestre. Era lui, semmai, che non avrebbe salutato. Come ha ribadito anche in intervista: "Non ho mai pensato di andare via, non gli ho chiesto di cercare altro perché volevo solo essere pronto e rendere qui al Milan".
palloncini
—Stimolato, ovviamente, dall'andamento personale delle ultime settimane. La svolta è evidente: Christo ha messo a segno 5 reti nelle sue ultime 6 partite, ovvero lo stesso numero di gol realizzati nelle precedenti 46 gare giocate tra Premier e Serie A. Un periodo contrassegnato da problemi fisici importanti, che ora il francese si sta lasciando alle spalle. Ci sono i gol, c'è la continuità e ci pure sono i compagni di reparto che gli stanno "dando una mano" con i loro acciacchi: Gimenez ai box da una vita, Leao con le incertezze della pubalgia, Pulisic con noie muscolari che non guariscono mai del tutto, Füllkrug con un dito del piede rotto. Circostanze favorevoli al francese, ma di certo non l'unica spiegazione. Per avere conferma dell'importanza che ha finalmente scacciato la pesantezza dalle spalle di Christo, basta osservare quanti palloncini ha gonfiato a partire da fine anno.
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