Assistenti AI che leggono referti ed esami medici? Cosa fanno e quali sono i rischi
L'intelligenza artificiale ora può accedere alle cartelle cliniche e suggerire domande da porre al medico: per ora solo negli Stati Uniti. Ma gli esperti di privacy sollevano dubbi.
L'intelligenza artificiale ora può accedere alle cartelle cliniche e suggerire domande da porre al medico: per ora solo negli Stati Uniti. Ma gli esperti di privacy sollevano dubbi.
Eugenio Spagnuolo 12 febbraio - 18:11 - MILANOL'intelligenza artificiale entra nello studio del medico. O meglio, nella cartella clinica. Succede oltreoceano, dove tre colossi tecnologici hanno lanciato assistenti virtuali che promettono di interpretare le analisi del sangue, spiegare i referti, preparare le domande da fare al medico. In Italia e in Europa, per ora, non se ne parla. Ma vale la pena capire come funziona l'AI applicata alla medicina e quali problemi solleva, perché un giorno potrebbe arrivare anche da noi.
chatgpt health
—OpenAI ha aperto la partita con ChatGPT Health, uno spazio dove l'utente carica cartelle cliniche, referti, oppure collega app di fitness e wellness come Apple Health, MyFitnessPal, ecc. Una volta connessi i dati, può fare domande del tipo: come sta andando il mio colesterolo nel tempo? Cosa significano esattamente questi valori delle ultime analisi? Cosa dovrei chiedere al medico durante il prossimo controllo? Le risposte che arriva non sono generiche, ma contestualizzate sulla base della sua storia sanitaria personale. Per rendere possibile tutto questo, OpenAI si è alleata con b.well, un'azienda che gestisce infrastrutture per connettere dati sanitari. Il servizio è partito in 98 Paesi, Europa esclusa. Ma ne sentiremo parlare: secondo OpenAI, ogni settimana 230 milioni di persone nel mondo chiedono a ChatGPT qualcosa sulla loro salute.
VIDEO: Malattia X, cos'è e perché è una priorità per l'OMSil dottor Claude
—Pochi giorni dopo è arrivato Claude, l'intelligenza artificiale sviluppata da Anthropic che ha presentato Claude for Healthcar che accede a movimento, sonno, pattern di attività fisica registrati dal telefono. Può riassumere la storia medica, tradurre in linguaggio chiaro i risultati degli esami, individuare correlazioni tra diversi indicatori di salute nel tempo e suggerire domande da porre al medico. Sono previsti anche due connettori per collegare risultati di laboratorio e cartelle cliniche complete. Anche in questo caso si tratta di un servizio per gli utenti americani: fuori dagli USA, Claude rimane un assistente conversazionale senza alcuna integrazione sanitaria.
One Medical e La versione di amazon
—Terzo in ordine di tempo, Amazon con Health AI attraverso One Medical, il servizio di assistenza sanitaria che l'azienda ha comprato nel 2023. Anche in questo caso si possono fare domande sulla salute, farsi spiegare i risultati di laboratorio, prenotare appuntamenti, gestire i farmaci. La differenza sta nell'accesso diretto: non serve caricare manualmente documenti o collegare app esterne, Health AI attinge dalla cartella clinica già presente nel sistema One Medical (disponibile solo negli USA).
AI e medicinadati protetti?
—Tutti e tre i servizi possono connettersi ad Apple Health. Tutti e tre ripetono che non fanno diagnosi, non prescrivono cure, non sostituiscono il medico. E giurano che i dati sanitari non verranno usati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale, che le conversazioni sulla salute hanno protezioni aggiuntive, che tutto è crittografato. Ma l'idea di caricare referti medici, analisi, risultati di esami diagnostici e l'intera storia farmacologica su piattaforme gestite da grandi aziende tecnologiche qualche dubbio lo solleva. Robert Wachter, docente di medicina all'Università della California e autore di saggi sull'intelligenza artificiale applicata alla sanità, spiega che si tratta di capire se ci si fida del fatto che queste aziende mantengano davvero la parola data. Altri esperti sono ancora più diretti: l'approccio più prudente, sostengono, è assumere fin dall'inizio che qualunque informazione data all'intelligenza artificiale non sia più davvero privata.
chi ha ragione?
—Le big tech ribattono che l'AI in medicina può essere molto utile. Un chatbot è disponibile 24 ore su 24, mentre un medico ha pochi minuti per paziente. Fidji Simo di OpenAI ricorda che l'intelligenza artificiale è brava a sintetizzare grandi quantità di informazioni sparse in documenti diversi e a contestualizzare ogni domanda dentro la storia clinica completa di una persona. ChatGPT Health, precisa, è stato sviluppato in stretta collaborazione con oltre 260 medici provenienti da 60 Paesi diversi. Ma la domanda di fondo resta aperta: se e quando questi servizi arriveranno anche in Europa, quanti di noi saranno davvero disposti a condividere i propri dati sanitari più intimi con algoritmi che, per quanto sofisticati possano essere, restano comunque gestiti da aziende private?
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