Sinner-Norman, ci siamo! Il nuovo coach di Jannik ha già chiaro l'obiettivo: vincere il Roland Garros
L'allenatore svedese, ex numero 2 al mondo, affiancherà Simone Vagnozzi nel team dell'altoatesino, prendendo il posto di Darren Cahill. L'obiettivo è conquistare Parigi e il Grande Slam di carriera
L'allenatore svedese, ex numero 2 al mondo, affiancherà Simone Vagnozzi nel team dell'altoatesino, prendendo il posto di Darren Cahill. L'obiettivo è conquistare Parigi e il Grande Slam di carriera
Federica Cocchi Giornalista 28 ottobre - 09:57 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Magnus Norman e Stan Wawrinka festeggiano il Roland Garros 2015Missione Grande Slam di carriera. Magnus Norman arriva a casa Sinner con un compito importante e di cui è già stato capace: condurre il suo assistito al titolo del Roland Garros. Nel caso di Jannik un titolo dal peso specifico doppio visto che gli permetterebbe di completare la collezione dei quattro Slam già riuscita a Carlos Alcaraz a inizio anno in Australia e mancata dall’altoatesino in primavera con l’uscita shock al secondo turno di Parigi. Per Norman, l’Italia è legata a due delle pagine più importanti della carriera da giocatore. Nel 1998 faceva parte della squadra svedese che conquistò la Coppa Davis al Forum di Assago, nella finale contro l’Italia. Due anni più tardi vinse gli Internazionali a Roma, il più prestigioso dei suoi dodici titoli in singolare, battendo in finale Gustavo Kuerten. Poche settimane dopo avrebbe raggiunto il numero due del mondo, la classifica più alta per lui, prima di arrendersi proprio al brasiliano nella finale del Roland Garros.
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—La terra battuta, dunque, è una superficie che Norman conosce bene. Da giocatore seppe esprimersi ai massimi livelli sul rosso e da allenatore ha confermato questa inclinazione accompagnando Robin Soderling a due finali consecutive al Roland Garros, nel 2009 e nel 2010. Lo svedese perse la prima contro Roger Federer, ma nella semifinale aveva eliminato Rafael Nadal, interrompendo la striscia di imbattibilità dello spagnolo a Parigi. L’anno seguente arrivò nuovamente in finale, sconfitto da Rafa. Ma il suo nome è legato soprattutto a Wawrinka, con cui ha lavorato dal 2013. Insieme hanno conquistato tre tornei dello Slam: l’Australian Open 2014 contro Nadal, il Roland Garros 2015 e lo US Open 2016 contro Novak Djokovic. Tre finali vinte contro il numero uno del mondo e nel periodo dei Big Three, un marchio di qualità sul suo lavoro di coach. Dopo una pausa, Norman è tornato al fianco dello svizzero alla fine del 2022 per accompagnarlo fino alla chiusura di una gloriosa carriera. Talento e metodo, molto metodo, fin da bambino: "Sono cresciuto in una città molto piccola della Svezia - raccontava -, per cui non avevo davvero un coach e mi allenavo da solo. Avevo 12 anni tenevo dei diari su quello che facevo in campo. Sono sempre stato molto interessato all’aspetto tecnico e metodologico dell’allenamento, anche quando giocavo". L’inserimento perfetto per un team che fa del rigore da sempre il suo vessillo. Manca ancora l’ufficialità, il comunicato nero su bianco, o la foto sui social, insomma, una certificazione del suo arrivo, ma è già sicuro che lo svedese affiancherà Vagnozzi, l’uomo di campo.
passato
—Dell’arrivo di Magnus Norman nel box di Sinner si era già parlato nel 2022, dopo l’uscita dall’accademia di Riccardo Piatti. La scelta poi virò su Darren Cahill, un creatore di numeri 1 visto che, prima di Sinner, riuscì a portare al primo posto Lleyton Hewitt, poi Andre Agassi nella parte finale della carriera, e infine Simona Halep con cui c’è ancora un rapporto di grande affetto. Lo stesso che il tecnico australiano manterrà con Sinner che ha sempre parlato di lui come di un secondo padre, figura da cui si è dovuto distaccare troppo presto per costruire una carriera da dominatore. Cahill resterà un punto di riferimento per l’altoatesino, che ha vissuto con lui i difficili mesi del doping, uscendone più forte. Ora è il momento di crescere e diventare ancora più grande.
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