Tamberi punta a Los Angeles: "Penso solo ai Giochi. Inseguirò il limite olimpico, voglio i 2.41"
La Gazzetta dello Sport

Tamberi punta a Los Angeles: "Penso solo ai Giochi. Inseguirò il limite olimpico, voglio i 2.41"

Mercoledì 28 ottobre 2026
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Il saltatore azzurro a 34 anni eletto "Miglior atleta europeo dell'anno" precedendo Duplantis e Tentoglou. Ora Gimbo fa progetti: "Metà del campetto da basket di casa è diventato una pedana. Non snobberò i Mondiali, ma sono una tappa di passaggio. Entro aprile perderò i 7-8 chili in più"

Il saltatore azzurro a 34 anni eletto "Miglior atleta europeo dell'anno" precedendo Duplantis e Tentoglou. Ora Gimbo fa progetti: "Metà del campetto da basket di casa è diventato una pedana. Non snobberò i Mondiali, ma sono una tappa di passaggio. Entro aprile perderò i 7-8 chili in più"

Andrea Buongiovanni Giornalista 28 ottobre - 09:43 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un’altra notte d’oro: Gianmarco Tamberi, sabato, a Losanna, è stato scelto miglior “atleta europeo dell’anno”. Mai un italiano, donne comprese, era arrivato a tanto in 34 edizioni del premio promosso dalla federazione continentale. Gimbo succede a Mondo Duplantis, vincitore in tre delle ultime quattro occasioni e stavolta finalista sconfitto al pari di Miltiadis Tentoglou. Il saltatore con l’asta svedese e il saltatore in lungo greco: due fenomeni. Non all’altezza dell’anconetano. Almeno per il 2026.

Gimbo, è orgoglioso? 

"Non come per un successo sul campo, ma il riconoscimento sottolinea la qualità della mia stagione. E per come si era messa… Poi, essere il primo in qualcosa, è sempre gratificante". 

Ad accompagnarla sul palco le note de “Il pescatore” di Fabrizio De Andrè: le ha chieste lei? 

"No e la cosa mi ha sorpreso, anche se De Andrè mi piace molto". 

Sa che nell’albo d’oro maschile, a fianco di Vlasic, Beitia e Mahuchikh tra le donne, non compariva alcun saltatore in alto? 

"Nemmeno Stefan Holm? Sono onesto: tanti avrebbero meritato di essere al mio posto. È come quando sono stato scelto portabandiera a Parigi 2024 preferendomi a Greg Paltrinieri". 

A chi pensa? 

"Agli stessi Duplantis, col quale non c’è partita, e a Tentoglou, che mi piace da morire e che forse, in generale, paga il fatto di non essere tanto mediatico. Intanto eravamo tre saltatori. Non male". 

Come lo spiega? 

"Essere al vertice europeo in queste specialità equivale a esserlo nel mondo: nella velocità, negli ostacoli e nel mezzofondo, per esempio, non è così". 

Tra le donne ha vinto Audrey Werro: giusto? 

"È una grandissima: ma, dopo i quattro titoli continentali, avrei votato per Amy Hunt". 

Nel terzetto delle finaliste c’era Nadia Battocletti, in quello degli emergenti Daniele Inzoli, Massimo Stano e Sofia Fiorini erano presenti come vincitori del Golden Crown delle gare su strada degli Europei di Birmingham: quanta Italia... 

"Da 5-6 anni, abbiamo cambiato le regole del gioco. Conquistando il medagliere degli ultimi due Europei e vincendo gli ultimi due Europei a squadre. E non che nel mondo stiamo a guardare". 

VIDEO: Tamberi: “Punto solo ai 2,41. Vi racconto cosa ho cambiato per tornare al top”

Anche in questo caso, soprattutto nei salti… 

"Io, Sioli, Furlani, Diaz, Dallavalle, gli Inzoli, Iapichino, la Derkach di Birmingham: il talento nelle nostre specialità, non basta. È la tecnica a far la differenza e non siamo secondi a nessuno". 

Ha parlato con Inzoli? 

"Abbiamo pranzato insieme: mi è parso tanto determinato, quanto umile". 

È stato anche con Stano e Fiorini? 

"Massimo è un vecchio amico: io, lui e Alberto Cova. Nessun altro, in Italia, ha vinto Europei, Mondiali e Olimpiade. Meriterebbe più riconoscenza e visibilità. Conosco poco Sofia, è molto quadrata". 

Come fa a non essere tra i 10 finalisti per il premio “Atleta dell’anno” di World Athletics, quando in lizza ci sono gli europei Kerr, Duplantis, Diaz e Ceh? 

"Me lo chiedo anch’io: servirebbe maggior coerenza. Le due federazioni raccontano una storia simile , dovrebbero parlarsi di più. Io e Marcell, del resto, eravamo stati esclusi dopo gli ori di Tokyo". 

Ha ripreso la preparazione? 

"Lunedì scorso: nelle prime due settimane, molto blande, faccio da solo. Poi lo staff, confermatissimo, si riunirà. Senza di loro non avrei fatto quel che ho fatto. Entro aprile, con calma, perderò i 7-8 chili accumulati. Tanto prima di maggio non gareggerò. E seguirò una vera dieta da gennaio". 

Ha in programma raduni al caldo? 

"A inizio 2027 potrei tornare a Tenerife con gli altri saltatori o lavorare 3-4 settimane a Los Angeles per fare anche le valutazioni in vista dei Giochi, il mio unico, vero obiettivo. Ho già sentito alcuni uomini Coni che sono stati là a visionare le strutture". 

Ad Ancona metà del campetto da basket è diventato una pedana, con tanto di materassi coi cinque cerchi. Potrei farci una seduta di tecnica. Magari invitando qualche collega

Gianmarco Tamberi

Quanto contano i Mondiali di Pechino 2027? 

"Non li snobbo, ma li vivo come una tappa di passaggio. Ho già lo standard e una wild card da vincitore dell’Ultimate: come a Tokyo 2025 e a Birmingham 2026 consentirà la presenza di un quarto azzurro. Da giugno, inseguirò il minimo olimpico. Baratterei un 2.41 con un secondo oro iridato". 

Perché è così importante quella misura? 

"Perché il mio destino, a Montecarlo 2016, a quella quota è svoltato. Vorrei prendermi una rivincita e a Budapest ho capito che non è impossibile. Tra l’altro, se gli studi sulle nuove calzature arriveranno a compimento, non escludo che un futuro Barshim, tra 5-10 anni, potrà andare all’assalto del 2.45 del record del mondo di Sotomayor. Oggi usiamo ancora le scarpe degli Anni Ottanta". 

Ad Ancona, potrà allenarsi nel giardino di casa… 

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"Metà del campetto da basket è diventato una pedana, con tanto di materassi coi cinque cerchi. Potrei farci una seduta di tecnica. Magari invitando qualche collega".

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