Ninna Quario, mamma in estasi: "La mia Fede è stata incredibile, oggi potrei morire felice"
La Gazzetta dello Sport

Ninna Quario, mamma in estasi: "La mia Fede è stata incredibile, oggi potrei morire felice"

Venerdì 13 febbraio 2026
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L'ex campionessa e mamma dell'olimpionica azzurra: "Dopo la discesa aveva male alla gamba. Ha rischiato di non esserci, ma ha fatto un miracolo"

L'ex campionessa e mamma dell'olimpionica azzurra: "Dopo la discesa aveva male alla gamba. Ha rischiato di non esserci, ma ha fatto un miracolo"

Elisabetta Esposito Giornalista 13 febbraio 2026 (modifica alle 08:43) - MILANO

La voce è calma. Incredibilmente calma. Ninna Quario, la mamma della nuova campionessa olimpica del superG, ha visto la sua Federica conquistare il primo oro ai Giochi, ma non si scompone troppo. Strano, che non si stia rendendo conto di quello che è successo? "No no, so bene che cosa è riuscita a fare Fede. Un miracolo". 

VIDEO: Brignone: "Non pensavo di riuscire ad esserci, figuriamoci a vincere..."

Ecco. Che cosa le ha detto appena l’ha vista?

"Potrei morire oggi, però sappi che morirò felice! È tutto bellissimo

Ma non è stata l’emozione più grande da quando sua figlia gareggia, giusto?

"Giusto. La botta emotiva è molto più forte quando ci sono due manche. Qui ho visto Federica scendere tranquilla, gestendo al meglio la gara. Poi abbiamo dovuto solo aspettare. E aspettare… Io fino alla venticinquesima non ho detto una parola. Poi ho pensato: oro olimpico, incredibile. Non sembrava una cosa possibile". 

Io fino alla venticinquesima non ho detto una parola. Poi ho pensato: oro olimpico, incredibile. Non sembrava una cosa possibile".

Ninna Quario, mamma di Federica Brignone

Non ci speravate neanche un po’?

"Sinceramente no, specie negli ultimi giorni. Dopo la Discesa aveva dolore, quasi non riusciva più a sciare, tanto che la sua partecipazione a questo superG era in dubbio. Però era serena. Già solo il fatto che ci fosse era una vittoria, non avere niente da dimostrare". 

Ha fatto la gara perfetta.

"È vero, con poca visibilità conta molto essere sensibili, conta l’intelligenza tattica. Bastava fare un errore per poi essere trascinati nell’abisso. Ma in questo Fede è molto brava, sa interpretare la pista, riesce a leggerla subito e questo, in una gara come il superG che va azzeccata al primo colpo e senza prove, fa la differenza. Lei e Lara Gut sono le migliori interpreti di questa disciplina. Diciamo pure che se ci fosse stato il sole le cose forse sarebbero andate diversamente". 

Bastava fare un errore per poi essere trascinati nell’abisso. Ma in questo Fede è molto brava, sa interpretare la pista"

Ninna Quario, mamma di Federica Brignone

Parlavamo di pressioni. Federica non ne sentiva troppe, Sofia Goggia probabilmente sì, era lei la più attesa. Qualcuno dice che ha spinto tanto perché sua figlia era in testa.

"Bisognerebbe chiederle se sapesse chi fosse davanti, Fede quando è in partenza non vuole saperlo. Non so se Sofia avesse visto le prove precedenti alla sua, di sicuro era favorita e ci teneva da pazzi, però ha voluto un po’ strafare e tatticamente forse ha esagerato. Stava andando forte, ma non poteva reggere quelle linee lì, serviva un altro atteggiamento". 

È vero che la notizia che sarebbe stata portabandiera ha inciso positivamente sul suo percorso di riabilitazione?

"Sì, venivamo da un lungo periodo in cui tutti chiedevano se ci sarebbe stata o meno, quando ha deciso che ci avrebbe provato il presidente del Coni Buonfiglio l’ha chiamata per dirle che allora sarebbe stata lei a sventolare il Tricolore. Credo le abbia fatto bene, che le abbia permesso di scollinare quello stress dell’esserci o non esserci, anche a quel ruolo teneva tanto. Con quella telefonata si è un po’ alleggerita. La cerimonia tra la gente a Cortina poi è stata fantastica, penso che anche quello l’abbia gasata. E le è piaciuto pure andare a vedere altre gare, andare al Villaggio. A lei l’atmosfera olimpica piace proprio". 

La ripresa dall’infortunio è stata decisamente complessa. Ha mai pensato “chi glielo fa fare”?

"No, quello mai, era giusto che cercasse di guarire per la sua vita, non solo come atleta. Ma è stata davvero dura, quella gamba, poverina, se l’è rovinata. A dicembre, quando si è rimessa gli sci, sentiva di non essere in grado di tornare. Io sinceramente non so come abbia fatto". 

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Con lei non c’è rischio appagamento giusto?

"No, credo che lei non cambierà proprio. Questa medaglia è un di più, con o senza sarebbe rimasta sempre la stessa". 

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