Marcolin: "Il miracolo di Rino come il Leicester del 2016? Mai dire mai. E la Champions è possibile"
L’ex biancoceleste: "La Lazio gioca bene e si diverte. Ha rilanciato giocatori che c'erano anche gli anni scorsi, ma stanno avendo un maggior rendimento"
L’ex biancoceleste: "La Lazio gioca bene e si diverte. Ha rilanciato giocatori che c'erano anche gli anni scorsi, ma stanno avendo un maggior rendimento"
Nicola Berardino Giornalista 29 ottobre - 11:49 - ROMA Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GooglePuò essere ancora ritenuta una sorpresa la Lazio capolista? Dario Marcolin, ex centrocampista biancoceleste e ora opinionista di Dazn, non ha dubbi. "La formazione di Gattuso è ormai un libro aperto. Mai visto un inizio di campionato così. Gioca un bel calcio e si diverte: questa sta diventando la sua forza. Mi sembra che Gattuso abbia trovato la chiave giusta come squadra ma anche sul piano del rendimento dei singoli. Inoltre, la Lazio gioca allo stesso modo in casa e fuori. Un aspetto che dà ulteriori sicurezze. Senza dimenticare il vantaggio che deriva dal poter giocare una volta alla settimana. Ecco perché dico che il Leicester insegna..."
Addirittura, come poter vincere il campionato come accadde agli inglesi allenati da Claudio Ranieri nel 2016 in Premier?
"Quel Leicester insegna che si può anche arrivare fino in fondo in questi casi... Certo ora siamo ad appena 9 giornate di campionato e ne mancano tante, ben 29. Ma ora per quanto la Lazio ha già fatto vedere si può pensare di arrivare nelle prime quattro. Non va dimenticato quanto possa contare alla lunga giocare una volta alla settimana".
Che cosa caratterizza in modo particolare la Lazio?
"È una squadra che gioca a memoria. Rilanciando anche giocatori che c’erano già negli anni scorsi, ma ora stanno avendo un rendimento più alto. E nel gioco di squadra conta anche avere due centrocampisti del calibro di Frattesi e Taylor. Hanno il calcio addosso. Pilastri sul piano tecnico ma anche tattico".
Una squadra che interpreta una mentalità offensivistica
"Non è solo questione di modulo e quindi del 4-3-3. La Lazio va all’attacco con cinque giocatori. Al tridente si aggiungono Frattesi e Taylor. Solo l’Inter si lancia all’attacco con più uomini, ben 6, rispetto alla Lazio. Questo è possibile perché Gattuso ha trovato a metà campo Belahyane per fare l’equilibratore. Con lui diventa possibile quel tipo di impostazione. E nel modo come sta giocando Belahyane può diventare il Lobotka della Lazio".
VIDEO: Vanzina scherza: "Lazio? È molto più forte della Roma! Nel derby saranno i favoriti"Chi sono i giocatori che stanno dando una marcia in più?
"Sono diversi. Ma faccio tre nomi in particolare che per me fanno la differenza. Mi piace molto Taylor: ricorda Winter dei tempi della Lazio. Da olandese l’ex Ajax ha sempre i tempi giusti nelle sue giocate. Ora Zaccagni mi sembra più forte e più sicuro. Probabilmente trae maggiori sicurezze da chi gli sta accanto. E voglio sottolineare la crescita di Frattesi, sospinto pure da uno spirito di rivalsa. Per gli avversari è un pericolo costante. Non solo per i gol".
Gattuso: un nuovo allenatore?
"No, Rino era forte anche prima, A Napoli perse la Champions all’ultima giornata dopo un gran girone di ritorno. E lì ha vinto una Coppa Italia. Ha allenato sempre in grandi piazze, oltre ad esser stato c.t. azzurro. La realtà è che anno dopo anno, passando tra varie esperienze, sta prendendo convinzione nelle sue scelte e nel modo di allenare. E ora siamo vedendo il miglior Gattuso".
Diecimila tifosi al seguito a Reggio Emilia
"Si sta ricreando un sogno, quello di poter vivere delle emozioni con la propria squadra. La squadra di Gattuso sta riportando un senso di appartenenza. Anche questo è molto bello"
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