Prima cortomusista, ora visionario? La battuta di Landucci riaccende il dibattito su Allegri a Napoli
Dopo il 4-1 di Monza il vice di Max si è sfogato: "L'anno scorso per sette mesi non ha parlato nessuno, poi hanno ricominciato"
Dopo il 4-1 di Monza il vice di Max si è sfogato: "L'anno scorso per sette mesi non ha parlato nessuno, poi hanno ricominciato"
Antonio Giordano Collaboratore 29 ottobre - 17:44 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDi qua c’è il corto muso e di là c’è il visionario sconsiderato, quello che subisce troppi gol: in mezzo c’è - ci sarebbe - Massimiliano Allegri, che per riuscire a tacitare il partito dei contestatori a prescindere dovrebbe (ri)disegnare la Cappella Sistina (e potrebbe non bastare) nonostante sei secudetti e quel po’ di coppe che abbelliscono il curriculum vitae. Marco Landucci, che si è preso la panchina del Napoli a Monza e se la terrà pure a Torino, è da circa vent'anni il vice di Allegri e quando mercoledì sera la partita è finita in archivio con quell’1-4 robusto e anche rassicurante per un pochino, ha fatto la sintesi di queste correnti di pensiero che potrebbero travolgere chiunque, tranne chi sa come scansare i luoghi comuni. "Una volta ci dicevano che vincevamo di corto muso e che gli altri erano il calcio spettacolo; adesso ci criticano perché prendiamo gol. È da tempo che c'è questo tormentone. L'anno scorso per sette mesi non ha parlato nessuno, poi hanno ricominciato a parlare. Per zittire bisogna vincere le partite, le cose si possono vedere in tanti modi, poi ognuno di noi decide cosa ascoltare".
VIDEO: Allegri rinuncia al ricorso contro la squalifica: la battuta fa ridere tutta la sala stampabisogna vincere
—Il calcio è semplice, direbbe Max, che sugli argomenti reagisce divertito con sana ironia (senza togliersi la giacca), perché sa bene come va la vita, anche nei suoi confronti che pure qualcosa ha (stra)vinto. E comunque, benvenuti a Castel Volturno il giorno dopo una vittoria che spegne le voci di fuori e lascia che Allegri resti se stesso, "cortomusista" stravagante, undici reti nelle ultime tre (quattro al Bodo, tre alla Roma che ne aveva subito solo tre in sette partite e quattro al Monza) e allenatore distratto da quel che si sente in giro, nell’etere in cui vale tutto ma pure l’esatto contrario. Il punto, adesso, è uscire dagli equivoci, risistemare la classifica, fare quello che questa ha nelle corde e provare a ridurre gli errori difensivi, fondamentalmente - per dirla alla Landucci - "bisogna vincere le partite, le cose si possono vedere in tanti modi, poi ognuno di noi decide cosa ascoltare" o se girare canale, senza sentirsi dire burfaldino, ch’è un copyright della Gialappa’s. Mai dire Max. O Mai dire a Max di schemi, di gabbie, di baricentri, di XG: con una risata, seppellirà le frasi fatte. E nessuno gli chieda se è di bosco o di riviera. Si vede, si sente.
Leggi anche Napoli, doppia lesione per Lobotka: i tempi di recuperoLanducci: "Prima ci criticavano per il corto muso, ora perché subiamo troppo. Felice per Hojlund"© RIPRODUZIONE RISERVATA