Il monito dei Governi, i dubbi Yamaha e un Mondiale in bilico: MotoGP, il Qatar resta un caso
La Gazzetta dello Sport

Il monito dei Governi, i dubbi Yamaha e un Mondiale in bilico: MotoGP, il Qatar resta un caso

Giovedì 29 ottobre 2026
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Inizialmente previsto per aprile, poi spostato a novembre e ormai è alle porte, ciò nonostante il prossimo GP è ancora in forse

Inizialmente previsto per aprile, poi spostato a novembre e ormai è alle porte, ciò nonostante il prossimo GP è ancora in forse

Chiara Servino 29 ottobre - 22:55 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il Gran Premio di MotoGP del Qatar è ancora in forse, anche se la sua disputa sembra sempre più concreta. Inizialmente previsto per l'8 aprile, è stato posticipato all'8 novembre a causa del conflitto in Medio Oriente. Tutto fa pensare che la decisione sulla fattibilità della gara verrà presa in tempi brevi, anche per permettere alle squadre di organizzarsi. In Australia, i piloti avevano tenuto un incontro per discutere del Gran Premio e la maggior parte di loro aveva già manifestato la propria contrarietà a correre in Qatar. Molti governi dei Paesi coinvolti nel campionato hanno consigliato ai propri cittadini di non viaggiare in Qatar, a meno che non sia strettamente necessario. Il problema è che la MotoGP ha accordi e contratti con il Paese e, qualora decidesse di non disputare il Gran Premio, l'organizzazione potrebbe incorrere in multe e penali, a meno che non sussistano le condizioni per una cancellazione dovuta a cause di forza maggiore.

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le dichiarazioni dei piloti

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Un nuovo incontro si è tenuto mercoledì scorso a Kuala Lumpur. Tra le richieste avanzate dai piloti ci sono diverse misure di sicurezza, tra cui un piano di evacuazione chiaro, un'assicurazione che copra i costi aggiuntivi nel caso in cui lo spazio aereo qatariota venisse chiuso e disposizioni per garantire a tutti il rientro a casa qualora la situazione dovesse aggravarsi. Mentre si svolgeva l'incontro, Carlos Ezpeleta, dirigente del gruppo MotoGP, era in volo verso Doha per chiedere rassicurazioni e conferme sul Gran Premio del Qatar. "Pare che nessuno sappia niente, non credo sia cambiato nulla e pare che il GP sia confermato", ha dichiarato Alex Marquez ai media. Il fratello Marc, invece, non si è espresso, preferendo evitare le domande sul tema. I commenti di Alex Rins hanno aggiunto un nuovo elemento alla vicenda: "Al momento la Yamaha è l'unica scuderia che, fino a ieri, ancora non sapeva se sarebbe andata o meno in Qatar". Il governo giapponese, infatti, è tra quelli che sconsigliano i viaggi in Medio Oriente, a meno che non siano strettamente necessari.

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L'impatto sul mondiale

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Un elemento centrale nella decisione di correre o meno in Qatar è poi la lotta per il Mondiale. Attualmente Marc Marquez si trova in vetta alla classifica, a soli 10 punti da Jorge Martin e a 50 da Marco Bezzecchi, in una corsa al titolo ancora apertissima. Lo è ancora di più se si considera che, fino a pochi giorni fa, la stagione di Martin sembrava compromessa a causa dell'infortunio al polso rimediato la settimana scorsa durante la Tissot Sprint di Phillip Island. Dopo essere stato visitato dai medici, Jorge è stato dichiarato idoneo e correrà quindi questo fine settimana al Gran Premio della Malesia, riaprendo di fatto la propria corsa al Mondiale.

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