Fabris: "Lollobrigida ha fatto la storia e non ha ancora finito... Ora forza Ghiotto"
La Gazzetta dello Sport

Fabris: "Lollobrigida ha fatto la storia e non ha ancora finito... Ora forza Ghiotto"

Venerdì 13 febbraio 2026
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L'olimpionico che a Torino 2006 vinse 3 medaglie, volto della pista lunga, ora deputy manager della struttura di Rho: "Non deve sentirsi appagata, può fare ancora molto. Davide deve stare tranquillo, i 10.000 sono la sua gara"

L'olimpionico che a Torino 2006 vinse 3 medaglie, volto della pista lunga, ora deputy manager della struttura di Rho: "Non deve sentirsi appagata, può fare ancora molto. Davide deve stare tranquillo, i 10.000 sono la sua gara"

Antonino Morici Giornalista 13 febbraio - 10:18 - RHO (MILANO)

Enrico Fabris è entusiasta. "Francesca è stata superlativa, ha tenuto come non ha mai fatto in una gara pazzesca: le prime 4 in 4 decimi, incredibile per un 5000. Ha fatto la storia". Il campione veneto è il volto italiano nel mondo della pista lunga da vent’anni: tre medaglie a Torino 2006 (oro nei 1500, oro nell’Inseguimento a squadre, bronzo nei 5000). Ai Giochi è Sport deputy manager della struttura di Rho, creata ad hoc per le gare. Per Lollobrigida ci sono ancora i 1500 venerdì e la Mass Start sabato.

VIDEO: "Sono pesante?": Brignone racconta l'esperienza da portabandiera alle Olimpiadi Enrico Fabris Olimpionico pista lunga Nato nel 1981, 2 ori (1500 e inseguimento a squadre) e un bronzo (5000) a Torino 2006

Cosa dobbiamo aspettarci?

"Niente previsioni ma l’avete vista... Ha istinto, carica. Non deve sentirsi appagata, può fare ancora molto".

Milano Cortina come Torino 2006 e Pechino 2022: tre medaglie. Oltre a Francesca c’è Lorello, che ha 23 anni. 

"Il suo bronzo nei 5000 è una bellissima notizia. Lo conosco bene, fui il primo a convocarlo in Nazionale da junior nel 2021. Chi pattina 'di fino' come lui migliora".

Entrambi hanno ricordato come in Italia non sia così semplice allenarsi. 

"È così da anni, non so neanche come questo sport sia ancora vivo. La nostra realtà è paradossale: ori olimpici e mondiali, tecnici super come Marchetto, zero impianti al coperto. C’è un filtro crudele, tanti mollano, rimangono quelli che ci mettono l’anima. La federazione sta facendo molto come dimostra il 'Progetto mamma'. Servono risorse. Pensare che l’impianto dove si svolge quest’Olimpiade verrà smantellato è assurdo, anche se è noto da tempo. Il nostro sport ne avrebbe davvero bisogno. In Italia ci si allena all’aperto, al freddo, a orari impossibili. Così si rischia di perdere tanti ragazzi di talento. Meritiamo molto di più".

Ero agitato anch’io, è stata un’esperienza grandiosa, tra le più forti della mia vita. Solo a Torino mi sono emozionato di più vincendo le medaglie.

Enrico FabrisSul ruolo di penultimo tedoforo

Torniamo alle gare. Oggi nei 10.000 tocca a Lorello e soprattutto a Ghiotto, campione del mondo in carica. 

"Davide ha fatto un garone sui 5000, a un soffio dal podio. Deve stare tranquillo. I 10.000 sono la sua gara, poi ci sarà l’Inseguimento dove siamo i migliori al mondo".

Durante la Cerimonia di apertura è stato il penultimo a portare la fiaccola a Milano. Sorrideva più lei di Alberto Tomba, visibilmente emozionato accanto a Deborah Compagnoni. 

"Ero agitato anch’io, è stata un’esperienza grandiosa, tra le più forti della mia vita. Solo a Torino mi sono emozionato di più vincendo le medaglie. Le prove le avevamo fatte di notte, nei giorni precedenti, ma farlo in diretta mondiale è diverso. Quando ho riacceso il telefono avevo centinaia di messaggi, anche dall’estero. È stato un orgoglio e anche un premio per il nostro sport".

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