I 16 minuti di Odogu: a scuola di tattica per convincere Allegri
Nonostante la rosa corta, il tecnico rossonero ha impiegato pochissimo il 19enne tedesco, che deve migliorare sotto diversi aspetti. Poteva andare via in prestito a gennaio, ma il mancato arrivo di un nuovo difensore ha bloccato la sua partenza
Nonostante la rosa corta, il tecnico rossonero ha impiegato pochissimo il 19enne tedesco, che deve migliorare sotto diversi aspetti. Poteva andare via in prestito a gennaio, ma il mancato arrivo di un nuovo difensore ha bloccato la sua partenza
Marco Pasotto Giornalista 13 febbraio - 10:10 - MILANO David Odogu, 19 anni, al lavoro a Milanello. GettyA volte il confine tra opportunità di crescita e annata persa è molto sottile. Ecco perché è complicato dare una definizione compiuta alla stagione di David Odogu. Certo, di base approdare al Milan a 19 anni non rientra esattamente nelle condizioni più disagevoli per un calciatore, ma le riflessioni devono poi essere fatte tenendo conto di tutti i fattori. Da un lato c'è l'aura di un club internazionale, che lotta per lo scudetto, c'è Ibra a Milanello, c'è la scuola calcio quotidiana di Modric e in sede una sala trofei che sembra il deposito di Zio Paperone. C'è pure, non certo ultimo, un allenatore come Allegri che lungo la settimana ama spiegare calcio soprattutto in chiave difensiva. E David è un difensore centrale. C'è tutto da imparare, insomma, Poi, però, c'è anche quel numero che finisce con inchiodare tutta la stagione: 16, ovvero i minuti trascorsi in campo in gare ufficiali.
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—Volendo arrivare a una conclusione: definirla un'annata persa sarebbe eccessivo, di certo avrebbe potuto andare meglio dal punto di vista dell'utilizzo personale. Odogu, scuola tedesca fra Union Berlino e Wolfsburg, è l'ultimo della rosa rossonera per minutaggio e l'ultimo dei centrali rossoneri in ordine di gerarchia. Davanti ha Tomori, Gabbia e Pavlovic, a cui negli ultimi tempi si è aggiunto anche un De Winter in grande crescita. Ma non è tutto: quando è mancato Pavlovic e DW non era ancora così affidabile, sul centrosinistra Allegri ha piazzato Bartesaghi. Spiragli per infilarsi, dunque: zero. E questo nonostante la rosa rossonera sia strutturalmente corta in termini numerici. Odogu ha messo insieme 12 minuti in Coppa Italia con il Lecce e 4 in campionato col Verona. Tanto che, per dargli un minimo di campo nelle gambe, è stato destinato tre volte al Milan Futuro (tutte partite da 90').
prospettive
—La logica, e anche qualche spiffero di mercato, indicavano per lui una possibile cessione in prestito a gennaio, in modo da permettergli un po' di continuità. Un prestito secco utile per farlo tornare a giugno a Milanello e capire se tenerlo con sé o lasciarlo partire di nuovo. Il mercato rossonero invernale però è stato nullo. "Colpa" - si fa per dire - dell'evoluzione di De Winter e dell'adattabilità di Bartesaghi, che di fatto offrono ad Allegri due soluzioni che vanno oltre i tre titolari designati. Risultato? Senza l'arrivo di un nuovo centrale, è stato bloccato anche qualsiasi ragionamento sull'arrivederci di Odogu. Destinato dunque a restare alla base con prospettive poco entusiasmanti: il Milan si avvia ai mesi caldi per la corsa ai primi quattro posti e dietro ci sarà bisogno di continuità ed esperienza. David comunque non è ragazzo da lamentele. Chi lo conosce dà ampie rassicurazioni della sua consapevolezza su una prima stagione rossonera utile per capire come funziona un club di prima fascia e soprattutto per comprendere il calcio italiano e la fase difensiva chiesta da Allegri. Quando verrà compiuto questo step, il resto verrà da sé. Il Milan ha pagato Odogu sette milioni più tre di bonus: il destino non parrebbe quello della meteora.
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