Automotive Italia 2025: cala l'industria, cresce la cassa integrazione per gli operai
La ricerca pubblicata da Anfia mostra una flessione nell'anno appena trascorso per il settore nel suo insieme, con la produzione di autoveicoli e autovetture che scende del 19,8% rispetto al 2024. Ad aumentare sono le ore di cassa integrazione straordinaria per gli operai, a causa di ristrutturazioni, riorganizzazioni e conversioni aziendali sempre più frequenti
La ricerca pubblicata da Anfia mostra una flessione nell'anno appena trascorso per il settore nel suo insieme, con la produzione di autoveicoli e autovetture che scende del 19,8% rispetto al 2024. Ad aumentare sono le ore di cassa integrazione straordinaria per gli operai, a causa di ristrutturazioni, riorganizzazioni e conversioni aziendali sempre più frequenti
Armando Bavaro 13 febbraio 2026 (modifica alle 10:01) - MILANO Nel 2025 in Italia sono state prodotte 238mila autovettureL'indice della produzione dell'industria automotive italiana fa registrare una crescita a dicembre, mentre il 2025 si chiude con una flessione a doppia cifra: questo è ciò che emerge dalla ricerca pubblicata da Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che, analizzando i dati Istat, rileva come, a dicembre 2025, il settore dell'automotive italiano nel suo insieme abbia registrato una crescita del 13,5% rispetto a dicembre 2024, mentre nell'intero anno solare 2025 diminuisce del 10,3%. Guardando ai singoli comparti produttivi, l'indice della fabbricazione di autoveicoli registra una variazione tendenziale positiva del 35,3% a dicembre 2025 e diminuisce del 15,3% nei dodici mesi dell'anno scorso rispetto allo stesso periodo del 2024; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi registra una flessione del 20% nel mese e dell'1,5% nell'intero anno; infine, quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori aumenta lievemente, dell'1,2% nel mese, e cala del 4,8% da gennaio a dicembre 2025. Secondo i dati preliminari pubblicati, la produzione domestica delle sole autovetture a dicembre ammonta a circa 22mila unità di volume, in crescita del 104,3% rispetto a dicembre 2024. Complessivamente, nel 2025, sono state prodotte 238mila autovetture, il 19,8% in meno rispetto al 2024, mentre il totale degli autoveicoli prodotti si attesta a 474mila unità, in calo del 19,8% rispetto al totale annuo del 2024.
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l'industria
—Il comparto produttivo automotive si colloca nel contesto di una produzione industriale italiana complessiva in aumento a dicembre 2025 rispetto ai livelli dell'ultimo mese del 2024. L'indice della produzione industriale nel suo complesso, infatti, registra una crescita del 3,2% a dicembre e chiude il 2025 a -0,2% rispetto all’anno precedente. Come dichiarato da Gianmarco Giorda, direttore generale di Anfia, "a dicembre l'indice della produzione automotive italiana inverte la tendenza negativa dei tre mesi precedenti e registra una crescita (+13,5%). Dal punto di vista dei volumi produttivi annuali, come abbiamo più volte ribadito, il 2025 è stato un "annus horribilis": la produzione di autoveicoli chiude con quasi il 20% in meno rispetto al 2024, che era già stato un anno critico a livello di volumi [...]. L'auspicio per l'anno in corso è che, grazie all'allocazione delle risorse previste dal Fondo automotive del Mimit in occasione dell'ultimo Tavolo automotive - che saranno dedicate anche a misure a sostegno dell’offerta - e al lancio dei nuovi modelli attesi per il 2026, i volumi produttivi nazionali possano presto risollevarsi".
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import export
—Nel periodo compreso tra gennaio e ottobre 2025 , l'export di autoveicoli dall'Italia vale 13,45 miliardi di euro, mentre l'import vale 29,83 miliardi di euro. La Germania rappresenta il primo Paese di destinazione dell'export di autoveicoli dall'Italia, con una quota del 17,3%, seguita da Stati Uniti (16,4%) e Francia (12,1%). Nello stesso periodo, l'export della componentistica automotive è valso 20,87 miliardi di euro, con un saldo positivo di 6,12 miliardi. Il fatturato del settore automotive nel suo complesso presenta un calo del 3,4%, dato rilevato a novembre, a causa di una componente interna in diminuzione del 13,5% e di una componente estera a +7,5%. Nei primi undici mesi del 2025, il fatturato è calato invece dell'8,8% (-13% il fatturato interno e -5,1% quello estero). Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una variazione tendenziale negativa del 3,4% a novembre (-12% la componente interna e +4,7% la componente estera). Nello stesso periodo di tempo, l'indice del fatturato di questo comparto registra un decremento del 9,9%, con un calo del 18,1% della componente interna e del 2,1% della componente estera.
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focus operai
—Il rapporto pubblicato da Anfia offre un'analisi anche sullo stato dell'occupazione nell'industria automotive nel corso del 2025: nell'anno appena trascorso, su un totale di 546,5 milioni di ore di cassa integrazione, il settore ne ha usufruito per il 12,6%, (68,6 milioni di ore). Si tratta di numeri consistenti che hanno subito un'impennata se paragonati a quelli del 2024, attestati a 40,5 milioni di ore su un totale di 495,5 milioni di ore. Ad essere aumentata è soprattutto la cassa integrazione straordinaria, ossia quella concessa nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale: rispetto alle quasi 20 milioni e mezzo di ore concesse nel corso del 2024, la cassa integrazione straordinaria nel 2025 ha totalizzato quasi 53 milioni di ore. Ad essere diminuita è invece la cassa integrazione ordinaria, che può essere disposta nel caso di contrazione o sospensione dell’attività produttiva, derivante o da eventi aziendali transitori, non imputabili al datore di lavoro né ai lavoratori, o da situazioni temporanee di mercato: dalle 20,1 milioni di ore totalizzate nel 2024, si è passati alle circa 15,7 milioni del 2025.
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stellantis
—Tutti questi dati dimostrano come il settore dell'automotive in Italia sia proiettato sempre più alla riconversione aziendale (lo sviluppo e la produzione di auto elettriche, ibride ed elettrificate, come da indicazione dell'Unione Europea) e sempre meno alla sospensione produttiva. Tuttavia, le aziende italiane del settore non garantiscono stabilità occupazionale: un esempio è dato dallo stabilimento di Stellantis a Melfi. In una Commissione tenutasi alla Camera nella giornata di mercoledì 11 febbraio che ha avuto come tema la crisi produttiva e occupazionale relativa agli stabilimenti della componentistica del comparto automotive in Basilicata, il segretario nazionale della Fiom Cgil e responsabile settore mobilità, Samuele Lodi, ha denunciato come la situazione a Melfi sia grave: "Nello stabilimento Stellantis contiamo circa 4.600 dipendenti, e siamo in regime di cassa integrazione fino a giugno". I modelli in produzione attualmente sono la DS 8 e la nuova Jeep Compass e sono annunciati ulteriori lanci, come la DS 7 e la Lancia che, tuttavia, "non saranno sufficienti a saturare l'occupazione. Quasi tutte le aziende della componentistica di Melfi sono legate a Stellantis, spesso in regime di monocommittenza [...]. È evidente che Stellantis deve assumersi le proprie responsabilità e valorizzare il più possibile i componentisti italiani, piuttosto che andare a fare iniziative per spingere le aziende ad andare a investire e ad aprire stabilimenti in Algeria". Anche il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, interrogato presso la Porta 2 dello stabilimento di Mirafiori, focalizza il suo discorso sul tema degli investimenti: "Bene che a Mirafiori ci sia la produzione dell'auto ibrida, ma noi abbiamo bisogno anche di nuove ulteriori produzioni e di nuovi ulteriori investimenti, che in questo momento non ci sono. Gli investimenti, invece, vengono fatti oggettivamente altrove da un punto di vista della produzione, e credo anche che ci sia una responsabilità da parte della politica. Dire che si sarebbero prodotti un milione di veicoli e trovarsi con produrne meno di 300mila è un bel problema".
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