Scontri, nel 2025 quasi 652 feriti al giorno in incidenti stradali
Il rapporto pubblicato da Aci-Istat sull'incidentalità stradale nelle regioni e province italiane nel 2025 rivela numeri positivi per quanto riguarda la diminuzione del numero dei decessi, sebbene gli incidenti e i feriti siano in leggero aumento
Il rapporto pubblicato da Aci-Istat sull'incidentalità stradale nelle regioni e province italiane nel 2025 rivela numeri positivi per quanto riguarda la diminuzione del numero dei decessi, sebbene gli incidenti e i feriti siano in leggero aumento
Armando Bavaro 30 ottobre - 17:25 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Nel 2025 sulle strade italiane si sono registrati 177.207 incidentiIncidenti con lesioni e feriti in leggero aumento, ma meno decessi: questo è quanto emerge dal rapporto Aci-Istat pubblicato nella giornata di giovedì 15 ottobre e incentrata sull'analisi degli incidenti stradali occorsi lo scorso anno nelle 107 province italiane. Analizzando i dati pubblicati, nel 2025 si sono registrati sulle strade italiane 177.207 incidenti con lesioni a persone, in aumento del +2,2% rispetto ai 173.364 registrati nel 2024 e del +2,9% rispetto al 2019, anno scelto come punto di riferimento per raggiungere l'ambizioso obiettivo della riduzione del 50% delle vittime e dei feriti gravi sulle strade europee entro il 2030. In aumento anche i feriti, che hanno toccato quota 237.822 unità rispetto ai 233.853 del 2024 (+1,7%), ma in diminuzione se si considera il dato registrato nel 2019, ossia 241.384 (-1,5%). Dati positivi sul fronte dei decessi, in diminuzione del -5,3% rispetto al 2024 (2.868 decessi contro i 3.030) e addirittura del -9,6% rispetto al dato del 2019, quando vennero registrate 3.173 morti. In media, ogni giorno si sono verificati circa 485 incidenti, 8 morti e quasi 652 feriti. Dati positivi emergono anche dall'analisi dell'incidentalità stradale a livello provinciale dove, rispetto al 2019, 57 province su 107 hanno fatto registrare una diminuzione del numero dei morti; il numero di morti è aumentato in 41 province, mentre in nove è rimasto stabile. Complessivamente, in Italia nel 2025, la riduzione delle vittime rispetto al 2019 è pari al -9,6%. "Per la prima volta dal 2021, le vittime della strada tornano sotto quota 3mila. È un risultato importante – ha dichiarato il Presidente dell'Automobile Club d'Italia, Geronimo La Russa – che ci incoraggia e dimostra che rendere le nostre strade più sicure è possibile. Il calo del 5,3% dei decessi conferma un progresso significativo, che assume ancora più valore considerando che, in sette province italiane, è stato già raggiunto l’obiettivo europeo di dimezzare le vittime rispetto al 2019. Sono risultati che dimostrano come l'impegno per la sicurezza stradale possa fare la differenza e, soprattutto, salvare vite umane. Dobbiamo proseguire con determinazione su questa strada, rafforzando gli investimenti nella prevenzione e nell’educazione delle nuove generazioni. Perché la sicurezza stradale – ha concluso La Russa – non è soltanto una questione di controlli, sanzioni e tecnologia. È, prima di tutto, una questione di cultura, di rispetto e di civiltà. Rispettare le regole significa rispettare la vita. La propria e quella degli altri".
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i dati delle province e delle regioni
—Come risulta da report, nel 2025 sono state sette le province che hanno già raggiunto l'obiettivo del dimezzamento delle vittime rispetto al 2019, ossia Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena. All'estremo opposto Aosta, Oristano e Barletta-Andria-Trani sono le tre province meno virtuose, e si segnalano per il maggior incremento percentuale di vittime rispetto al 2019. La diminuzione più significativa, in valori assoluti, del numero delle vittime su strada è stata registrata a Treviso (-29), Perugia (-26) e Napoli (-20), mentre Torino (+17), Macerata (+14), Catania (+10) sono state le province nelle quali si sono registrati, sempre in valori assoluti, gli incrementi maggiori. In 12 province l'indice di mortalità è risultato essere maggiore a più del doppio rispetto al valore medio nazionale, che si attesta a 16,2 decessi. Le situazioni più critiche si segnalano a Nuoro (52,8 morti), SudSardegna (51,7) e Benevento (50,2); le province più virtuose sono invece otto: Prato, Fermo, Milano, Monza e Brianza, Genova, Imperia, Rimini e Varese hanno fatto registrare infatti un indice di mortalità inferiore a dieci morti ogni mille incidenti. Se si allarga lo sguardo al dato regionale, le zone con la più alta diminuzione dei decessi in valori assoluti sono state Puglia (-51), Lombardia (-36) e Umbria (-26), mentre il maggior aumento di vittime, sempre in valori assoluti, è stato registrato in Piemonte (+27), Marche (+13) e Liguria (+8). La regione nel quale si è registrato l'incremento maggiore delle vittime su strada rispetto al 2019 è la Sicilia (+33 decessi), un dato a cui contribuiscono i dati raccolti nelle singole province siciliane a partire da Palermo (+20 morti rispetto al 2019).
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pedoni e ciclisti
—Nel corso del 2025, a diminuire sono stati anche i decessi tra i pedoni, con 419 morti, in calo del -10,9% rispetto al 2024: di questi, 48 si sono verificati a Roma, in diminuzione del -26,2% rispetto al 2024. Completano la classifica Milano (18 morti; -21,7%), Torino (16; +6,7%) e Napoli (15; -37,5%). Ad aumentare, invece, è il numero di morti tra i ciclisti (228, +23,2%) di cui 30 su bici elettrica, un dato che rispetto al 2024 è raddoppiato, e tra i conducenti e i passeggeri di monopattini (25 vittime, +8,7%). La città in cui nel 2025 si sono verificati più sinistri mortali che hanno coinvolto ciclisti è stata, ancora una volta, la Capitale, con 14 decessi contro i tre del 2024, seguita da Modena (nove a fronte di tre nel 2024) e Latina (otto, furono cinque nel 2024).
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