Auto elettriche negli Usa: prezzo dell'elettricità e sfide infrastrutturali
Il prezzo dell'energia elettrica e l'efficenza della rete di ricarica sono due aspetti cruciali per la competitività dell'automotive statunitense, incidendo sulle scelte dei consumatori e sulle strategie industriali dei produttori
Il prezzo dell'energia elettrica e l'efficenza della rete di ricarica sono due aspetti cruciali per la competitività dell'automotive statunitense, incidendo sulle scelte dei consumatori e sulle strategie industriali dei produttori
Riccardo Rossi 13 febbraio - 11:02 - MILANO La situazione del mercato elettrico statunitense. Fonte: VelozPer un cliente americano di una vettura elettrica, il costo dell'elettricità per kilowattora (kWh) e la rete di ricarica sono due variabili che incidono sulla decisione di acquisto. Da questa constatazione, l'articolo si pone l'obiettivo di quantificare i prezzi dell'energia, di identificare le caratteristiche e le limitazioni dell'infrastruttura di ricarica statunitense. Successivamente, verranno confrontati questi dati con il contesto europeo e analizzate le implicazioni delle politiche federali e statali sul mercato delle vetture elettriche (Ev).
Indice
- Punti chiave
- Il costo dell'energia e l'infrastruttura
- La capacità energetica
- Politiche degli Usa per l’energia e l'automotive
- Fattori di rischio
- Elementi da supervisionare
- Conclusioni
1Punti chiave
—Negli Stati Uniti, l'acquisto di una vettura elettrica è rimandabile a tre questioni principali.
- Il prezzo al kilowattora dell'elettricità incide sul costo operativo che il proprietario di un'auto elettrica deve sostenere.
- A ottobre 2025, la ricarica domestica di un'Ev costava 17,98 centesimi di dollaro per kilowattora (¢/kWh), mentre presso le stazioni pubbliche il prezzo variava tra 0,38 e 0,49 $/kWh.
- Nell'ultimo decennio, l'infrastruttura di ricarica pubblica americana è cresciuta rapidamente, ma con una distribuzione diseguale nei cinquanta stati federati.
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Diffusione delle stazione di ricarica negli Stati Uniti. Fonte: Climate Central2Il costo dell'energia e l'infrastruttura
—Negli Stati Uniti, il costo dell'elettricità incide diversamente sulla ricarica dell'auto, in base all'infrastruttura utilizzata. Nel caso dell'home charging, l'importo che il consumatore deve pagare è riassumibile nel costo medio nazionale dell'elettricità residenziale, che a ottobre 2025, secondo i dati della United States Energy Information Administration (Eia), era di 17,98 centesimi per kilowattora (¢/kWh), in crescita rispetto ai 17,09 (¢/kWh) dell’anno precedente. Applicando la formula Charging cost ($) = electric vehicle battery size (kWh) × electricity rate ($/kWh), è possibile stimare il prezzo di una ricarica completa in funzione della capacità della batteria del veicolo.
L'aumento delle vendite delle vetture elettriche nei mercati cinese, europeo, statunitense e sudamericano. Fonte: International Energy AgencyParallelamente, nel 2025, il costo medio di ricarica da una stazione pubblica di livello 1 (1–2 kWh) e livello 2 (3,7–22 kWh) era compreso tra 0,38–0,39 dollari per kWh, più del doppio della ricarica domestica. Nel Q3 dello stesso anno, il prezzo medio per kWh nella rete DC (50–350 kWh) era di 0,49 dollari, ma in alcune città raggiungeva i 0,70 $/kWh; mentre, nello stato delle Hawaii, arrivava a 0,85$/kWh.
I 10 Stati con le tariffe elettriche residenziali più elevate
StatoTariffa riferita a ottobre 2025 Hawaii39.74 ¢/kWh California33.6 ¢/kWh Massachusetts31.37 ¢/kWh Rhode Island31.16 ¢/kWh Maine29.42 ¢/kWh Connecticut27.72 ¢/kWh New Hampshire27.27 ¢/kWh New York26.95 ¢/kWh Alaska26.46 ¢/kWh Vermont24.78 ¢/kWhFonte:Ritchie. C, Cesanek. J, Electricity Rates by State, 026 https://www.chooseenergy.com/electricity-rates-by-state/
Veicoli divisi per tecnologia di propulsione. Fonte: U.S. Energy Information AdministrationL'infrastruttura
—Nel gennaio del 2025, i dati dell'organizzazione statunitense Climate Central, riportavano che sul territorio statunitense erano installati 195.874 punti di ricarica pubblici distribuiti su 69.679 stazioni, sei volte in più rispetto al 2016, quando erano circa 30mila. Di seguito è riportata la classifica dei primi dieci stati, che vede New York al secondo posto nonostante la sua estensione di 141.297 km², tre volte inferiore a quella della California (423.967 km²), posizionata al primo posto.
Punti di ricarica per stati (gennaio 2025)
StatoHub di ricarica California49,128 New York15,890 Florida11,100 Texas10,629 Massachusetts8,426 Washington6,427 Georgia5,867 Colorado5,627 Pennsylvania4,937 Virginia4,908Fonte: Climate Central, Electric Vehicle Charge Up, 2025, https://www.climatecentral.org/climate-matters/electric-vehicle-charge-up
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Distribuzione delle stazione di ricarica in Europa a luglio 2025. Fonte: EVBoostersLa situazione in Europa
—Analizzare il mercato dell'energia elettrica dell'Unione Europea e la sua infrastruttura di ricarica consente di effettuare un importante raffronto con gli Stati Uniti. Nel 2025, il prezzo medio europeo per ricaricare un'Ev dalla presa domestica era compreso tra 0,29 e 0,38 euro per kilowattora, circa il doppio dei 17,98 centesimi di dollaro; mentre alle colonnine pubbliche si registravano i seguenti costi:
- Ricarica AC. A luglio 2025, i prezzi si collocavano tra 0,40 e 0,60 centesimi per kWh.
- Ricarica DC fast charging. Il costo variava tra 0,50 e 0,80 centesimi per kWh, come nel caso dell'Italia.
Negli ultimi anni, l'infrastruttura di ricarica pubblica europea è cresciuta, raggiungendo, nel terzo trimestre del 2025, oltre 1,09 milioni di punti di rifornimento, con un aumento del 41% degli hub a corrente continua (DC) e del 21% di quelli a corrente alternata (AC). In questo contesto, l'Italia, a settembre 2025, disponeva di 70.272 colonnine, per lo più ripartite in Lombardia (14.242), nel Lazio (7.447), nel Piemonte (6.777), in Veneto (6.408) ed Emilia-Romagna (5.489). Sulla base dei dati raccolti nel corso del capitolo, è possibile rilevare due fenomeni. Da un lato, il prezzo dell'energia elettrica al kWh in Europa è maggiore rispetto al mercato americano, comportando per i proprietari europei di auto elettriche costi di gestione più alti rispetto a quelli che devono affrontare gli automobilisti americani di Ev. Dall'altro, gli europei dispongono di una rete di ricarica molto più capillare di quella statunitense, per lo più concentrata in Olanda, Francia e Germania.
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Variazione della produzione di energia elettrica negli Stati Uniti dal 2025 al 2027 per tipo di combustibile. Fonte: U.S. Energy Information Administration3La capacità energetica
—Nel 2025, la produzione di elettricità negli Stati Uniti ha raggiunto circa 4.260 miliardi di kWh, con il gas naturale, il carbone e il nucleare che contribuivano al 75% della produzione totale, con una previsione di calo al 72% entro il 2027 e una corrispettiva crescita del 21% delle fonti rinnovabili. Al contempo, le stime dell'U.S. Energy Information Administration per quest'anno indicano un aumento dell'1,1% della domanda di energia elettrica statunitense, pari a oltre 4.300 miliardi di kWh, trainato principalmente dai comparti industriali energivori e dalla domanda civile, inclusa la crescente diffusione dei veicoli elettrici.
Quote di produzione di energia elettrica negli Stati Uniti
Fonte 202520262027 Gas naturale40%39%39% Carbone17% 16% 15% Nucleare18%18%18% Idroelettrico6%6%6% Vento11%11%12% Solare7%8%9%Fonte: U.S. Energy Information Administration, EIA forecasts strongest four-year growth in U.S. electricity demand since 2000, fueled by data centers, 2026, sito: https://www.eia.gov/pressroom/releases/press582.php
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4Politiche degli Usa per l’energia e l'automotive
—Negli Stati Uniti, il costo dell'energia elettrica e l'efficienza dell'infrastruttura di ricarica sono condizionati dalle politiche federali (Congresso e Presidente) e degli Stati federati.
Vendite trimestrali di veicoli leggeri negli Stati Uniti per tipo di propulsione (1Q15-1Q25). Fonte U.S Energy Information AdministrationLivello federale
—Il 20 gennaio 2025, il Presidente Donald Trump, firmando l'ordine esecutivo Unleashing American Energy, ha sottolineato la necessità di controllare le terre rare e le materie prime critiche e di espandere la produzione energetica fossile nazionale. In questo quadro, il provvedimento prevede anche una riduzione degli incentivi fiscali a favore dei veicoli elettrici, con l'obiettivo dichiarato di tutelare la libertà di scelta dei consumatori. Questa posizione della presidenza Trump ha prodotto effetti immediati sul settore energetico e sul mercato automotive. Nel comparto energetico, la produzione di energia elettrica è stata maggiormente delegata all'impiego delle fonti fossili (carbone e gas naturale) e nucleari, considerate più efficienti delle rinnovabili.
Il 20 gennaio 2025, il Presidente Donald Trump, firmando l'ordine esecutivo Unleashing American Energy, ha sottolineato la necessità di controllare le riserve di terre rare e delle materie prime critiche e di espandere la produzione energetica fossile nazionaleAl contempo, l'approvazione del Congresso del One Big Beautiful Bill Act poi firmata dal Presidente Donald Trump il 4 luglio 2025, rappresenta un potenziale ostacolo per lo sviluppo del mercato Ev statunitense, dal momento che elimina gli incentivi federali sulle auto elettriche. Tale valutazione è stata confermata da uno studio dell'Università di Harvard, citato da Reuters, secondo cui potrebbe comportare, entro il 2030, una riduzione di sei punti percentuali della quota di mercato Ev. Questa dinamica potrebbe ridurre la produttività di Tesla, a partire dallo stabilimento di Fremont (California), che dal 2021 ha quasi raddoppiato la propria dimensione (raggiungendo 9,9 milioni di piedi quadrati), accrescendo la propria capacità annua a 650.000 veicoli, con oltre 20.000 addetti. Per far fronte a tali rischi e sostenere la competitività dell’industria automotive, il Presidente degli Stati Uniti dispone anche di strumenti di politica commerciale e regolatoria federale. In particolare, tramite la Sezione 301 del Trade Act del 1974, la Casa Bianca può intervenire contro pratiche commerciali estere sleali, incluse tariffe su veicoli e componenti importati. In questo contesto, a luglio 2025, l'amministrazione di Donald Trump ha concluso intese commerciali con il Giappone e l'UE sotto forma di accordi esecutivi, evitando la ratifica del Senato e l'approvazione del Congresso. Tuttavia, il 29 agosto 2025, la Federal Circuit di Washington, D.C., ha stabilito che la maggior parte dei dazi imposti dalla Casa Bianca sulla base dell'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) del 1977 era illegale. Secondo i giudici, l'Ieepa non conferiva al Presidente l'autorità di imporre dazi generali sui beni importati, perché tale potere è del Congresso, come stabilito dall'articolo 1 sezione 8 della Costituzione degli Stati Uniti.
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Fonte: governo della California.Livello statale
—Negli Stati Uniti, la politica energetica, l'estensione dell'infrastruttura di ricarica e la conversione dell'automotive verso l'elettrico vedono la contrapposizione tra i partiti Democratico e Repubblicano. Gli stati Democratici tendono a implementare politiche industriali volte alla graduale eliminazione, tra il 2032 e il 2035, dei veicoli a motore a combustione interna a favore delle Ev e ibridi plug-in. A dicembre 2024, la Commissione per l’Energia della California (Cec), all'interno del Programma per i Trasporti Puliti, ha approvato un piano di investimento di 1,4 miliardi di dollari, definendo, entro il 2028, i seguenti obiettivi:
- Installare quasi 17mila nuovi punti di ricarica.
- Ampliare gli hub di rifornimento per veicoli a idrogeno.
- Destinare fondi per l'acquisto di vetture elettriche.
La posizione degli stati repubblicani, come Ohio e Texas, si focalizza sulle implicazioni economiche e industriali della transizione del settore automobilistico verso l'elettrico. A tal proposito Austin ha accolto positivamente l'Unleashing American Energy, considerandolo un punto di partenza per accrescere la competitività dell'automotive Usa sui mercati mondiali, garantendo al contempo la tutela delle motorizzazioni tradizionali, che costituiscono ancora un pilastro rilevante del settore. Questa diversa posizione tra i repubblicani e i democratici si riflette nella diversa distribuzione dell'infrastruttura di ricarica americana, con New York e California, ai primi due posti di questa classifica.
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Investimenti per stati in energie rinnovabili. Fonte: Climate Central5Fattori di rischio
—Il possibile sviluppo dell'automotive statunitense e l'andamento dei prezzi dell'energia elettrica al kilowattora potrebbero essere soggetti ai seguenti rischi.
- La disparità dei costi dell'energia elettrica al kilowattora nei cinquanta stati federati rischia di ostacolare la diffusione omogenea dei veicoli elettrici, a favore di una loro concentrazione nei territori con le migliori condizioni economiche e infrastrutturali. In assenza di meccanismi compensativi o di coordinamento federale, tale fenomeno potrebbe ampliare i divari regionali e ridurre l'efficacia delle politiche nazionali di transizione energetica.
- Le politiche verso l'auto elettrica. La posizione dell'amministrazione Trump e l'approvazione del Congresso del One Big Beautiful Bill Act, potrebbero contrarre il mercato Ev, danneggiando gli interessi di Tesla e l'efficacia delle politiche dei singoli stati a sostegno dell'auto elettrica.
- La competitività del mercato automotive è una sfida cruciale. Le politiche industriali dei gruppi cinesi potrebbero indurre la Casa Bianca a rivedere la propria posizione verso le auto elettriche, con l’obiettivo di sostenere il comparto nazionale, Tesla in primis, nella sfida a Byd, Geely e i colossi europei.
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—Nel breve-medio periodo, l'andamento del costo dell'energia al kilowattora e l'estensione della rete infrastrutturale statunitense dedicata alla ricarica potrebbero richiedere di prestare attenzione ai seguenti punti.
- L'evoluzione delle politiche federali e statali sulla definizione degli incentivi Ev o di interventi correttivi da parte del Congresso e della presidenza di Donald Trump sul mercato automotive elettrico statunitense.
- La capacità degli stati democratici di applicare i rispettivi progetti dedicati all'ampliamento della rete infrastrutturale di ricarica e all'introduzione di incentivi fiscali per l'acquisto di auto elettriche.
- Politica industriale europea e penetrazione dei produttori cinesi. L'espansione commerciale dei gruppi cinesi e le strategie europee a sostegno dell'elettrificazione del proprio comparto automotive, costituiscono due importanti variabili che potrebbero influenzare le future scelte della presidenza Trump per accrescere la competitività delle case auto americane, Tesla in primis.
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—Negli Stati Uniti, al pari dell'Unione Europea, la scelta del consumatore di acquistare una vettura elettrica è condizionata dai costi di gestione che, a differenza del Vecchio Continente, richiedono un impegno finanziario minore. Nonostante questa condizione favorevole, il cittadino americano possessore di una Ev deve tenere in considerazione che le sue scelte future saranno condizionate da due principali variabili. La prima riguarda l'implementazione da parte degli stati federati o della Casa Bianca delle politiche fiscali, l'estensione dell'infrastruttura di ricarica e il possibile aumento dei costi dell'energia a livello statale. La seconda variabile è identificabile nella competizione tra le case automobilistiche statunitensi, europee e cinesi. Per gli Stati Uniti , il contenimento dei costi dell'energia, la supervisione della rete di ricarica e la crescente competizione del mercato automotive costituiscono delle priorità economico-industriali. In questo contesto, la Casa Bianca e il Congresso dovranno affrontare due sfide principali. La prima si riferisce alla necessità di garantire un quadro normativo stabile e prevedibile, coordinando le politiche di sviluppo federali con quelle statali, con l'obiettivo di ridurre il più possibile gli squilibri industriali tra gli stati federati. La seconda sfida attiene all'importanza di tutelare la competitività dell'industria automobilistica Usa, compreso il settore Ev, all'interno di un mercato globale contraddistinto da un'elevata aggressività delle case cinesi e dall'efficienza tecnologica e produttiva dei gruppi europei.
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