Zverev attacca l'Atp: "Il calendario va accorciato: dobbiamo riposare ma nessuno ci ascolta"
Il tedesco numero uno al mondo: "La stagione è troppo intensa per tutti. È dieci anni che non cambia nulla, speriamo le lamentele di tutti vengano ascoltate"
Il tedesco numero uno al mondo: "La stagione è troppo intensa per tutti. È dieci anni che non cambia nulla, speriamo le lamentele di tutti vengano ascoltate"
Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 31 ottobre (modifica alle 11:58) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAlexander Zverev è diventato n.1 del mondo vincendo, e di conseguenza giocando, tanto. La costanza è stata il vero segreto della sua scalata in classifica. Una risorsa di cui il tedesco è ben consapevole, come è consapevole di una situazione sempre più al limite per quanto riguarda il calendario Atp. Gli eventi aumentano, così come aumenta di pari passo l'intensità e il ritmo del gioco, dunque lo sforzo richiesto ai giocatori. Con una off season, di totale stop del calendario agonistico, che dura ormai meno di un mese. E Zverev, in conferenza stampa dopo aver raggiunto le semifinali all'Atp 500 di Vienna, è stato laconico al riguardo: "Dovremmo accorciare la stagione di due o tre settimane per dare ai nostri corpi più tempo per riposare e recuperare. Mi sembra una soluzione relativamente semplice". Accorciare vorrebbe infatti dire ridurre sì l'impegno dei giocatori ma anche i tornei e di conseguenza gli introiti. Una riduzione del calendario non è così immediata, ma indubbiamente le parole di Zverev sono veritiere, testimoniando anche un'urgenza per certi versi: "Le cose si stanno evolvendo nella direzione sbagliata per noi".
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—Per un giocatore di prima fascia, come il tedesco, la stagione non conosce momenti di riposo da gennaio a inizio dicembre, con le Final Eight di Coppa Davis programmate per l'ultima settimana di novembre, la finale domenica 29. La necessità di fermarsi un po' di più è evidente, obbligando i giocatori a prendere delle scelte in termini di rinunce. "Sono una persona che apprezza molto il lavoro fisico e l'allenamento intenso", analizza Zverev, "ma quest'anno partecipando alla Coppa Davis saremo in gara praticamente fino a dicembre. E se avessi partecipato alla United Cup avrei dovuto giocare la mia prima partita della nuova stagione alla fine di dicembre". Una prima rinuncia dunque attuata dal tedesco, che ha sempre giocato l'esibizione mista di inizio stagione da quando venne introdotta nel 2023. Fornendo una lecita spiegazione sui motivi della sua scelta: "Non giocherò la United Cup perché per me è impossibile. Se vado in vacanza, non posso volare direttamente in Australia. Tutto ciò ha sempre meno senso". D'altronde il tedesco è un nome di rilievo nel tennis da ormai dieci anni, e ha sempre alzato la voce su determinate tematiche, ben sapendo quanto sia importante poter staccare la spina e dosare le proprie energie. Emerge in realtà anche un pizzico di frustrazione nelle parole di Sasha: "Sono dieci anni che dico la stessa cosa, ma non cambia nulla. Anche se ora più giocatori stanno parlando di questa cosa esprimendo il loro malcontento. Più voci potrebbero essere ascoltate". L'unione fa la forza, specie in questi casi. Tentando di porre l'attenzione non solo su una diminuzione degli eventi, ma anche su una gestione più salubre degli stessi. Guardando anche al riposo durante i tornei.
attenzione
—Per quanto si possa opinare sulla presenza di Zverev all'esibizione Six Kings Slam di Riad, sempre a fine dicembre, il suo discorso tocca tasti fondamentali del sistema tennis. Che ovviamente senza il benessere massimo dei suoi giocatori può perdere di valore. Anche di appetibilità, specie nei casi di partite che terminano a tarda notte, come Shelton-Alcaraz allo Us Open. In questi termini Zverev, che nel 2022 uscì dal campo alle 5 del mattino contro Brooksby, ha una certa esperienza. Ma parlarne apertamente ricorda anche quanto non sia uno schema valido, o facile da attuare, per tutti: "Quest'anno è stato quasi abituale per me finire così tardi, ho giocato molte partite di notte. Ma ho la fortuna e la capacità di dormire molte ore anche se vado a letto molto tardi, riuscendo così a raggiungere le mie nove ore di riposo. Ho sviluppato esperienza anche in questo". Un altro piccolo tassello nel puzzle della stagione che ha portato il tedesco, il quale ha sottolineato l'importanza della costanza per poter diventare n.1 del mondo, davanti a tutti nella classifica mondiale. Con anche una sorta di dovere maggiore nel difendere la categoria dei tennisti e lanciare l'allarme su ritmi troppo elevati e calendari eccessivamente congestionati. Non è la prima volta che succede, sicuramente non sarà l'ultima. L'augurio, che si fa Zverev e forse dovrebbe farsi anche tutto il pianeta tennis, è che queste obiezioni possano in qualche modo trasformarsi in realtà.
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