Orgoglio Gattuso: "Non faccio vincere neanche mio figlio: vivo di emozioni, sennò andrei a passeggio col cane"
La Gazzetta dello Sport

Orgoglio Gattuso: "Non faccio vincere neanche mio figlio: vivo di emozioni, sennò andrei a passeggio col cane"

Sabato 31 ottobre 2026
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Dopo la miglior partenza della storia del club, la Lazio cerca continuità contro il Cagliari. Il tecnico però predica prudenza: "Servono umiltà e voglia"

Dopo la miglior partenza della storia del club, la Lazio cerca continuità contro il Cagliari. Il tecnico però predica prudenza: "Servono umiltà e voglia"

Elmar Bergonzini Collaboratore 31 ottobre - 15:41 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un turno favorevole. E proprio per questo pericoloso. Nella gara di domenica pomeriggio contro il Cagliari la Lazio, prima in classifica, ha molto da perdere. "Si tratta di una gara ostica per le caratteristiche e il gioco che hanno i sardi - ha spiegato in conferenza Gattuso -. Si mettono a 3 contro squadre a 3, possono giocare con diversi interpreti davanti, però le caratteristiche sono quelle. Si difendono e ripartono bene, Pisacane è giovane e li allena bene. Ci sono tutti i contorni di una gara difficile, contro la Roma il Cagliari ha tirato tante volte in porta. Dobbiamo continuare con quello che stiamo facendo, con veemenza e voglia". Eppure, nemmeno dopo 25 punti conquistati in 9 partite, che equivalgono (per distacco) alla migliore partenza della storia del club, Gattuso si sbottona circa gli obiettivi stagionali. "Dobbiamo arrivare a 40 punti. Lo dicono pure i giocatori, non so se mi prendono in giro o lo fanno per scaramanzia. Io non sono abituato a vedere classifiche così, abbiamo una strada e dobbiamo prepararci bene. Tocchiamo con mano che se giochiamo con entusiasmo va meglio. A Reggio Emilia abbiamo preso gol e siamo subiti ripartiti. Non dobbiamo subire l'evento. Qualche ripartenza poi va messa in preventivo e accettata. Dobbiamo lavorare senza accontentarci, mancano altre 29 partite, sono tanti punti". 

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IL FUTURO

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Il tecnico della Lazio non teme che la squadra venga smantellata a gennaio. "So come funziona, gli agenti fanno il loro lavoro. Per ora non è venuto nessuno nel mio ufficio e spero non venga nessuno. Potrei chiudere la porta a chiave. Scherzi a parte penso solo alla squadra e a mettere forza nei giocatori che devono migliorare. Poi vedremo che succederà, spero nulla perché sarebbe un peccato". Sulla formazione il tecnico non si è sbilanciato. "Ci basiamo molto sui recuperi dei giocatori, sui dati che raccogliamo in allenamento - ha spiegato -. I test ci dicono che i giocatori stanno recuperando bene. Ieri abbiamo spinto un po', i giorni prima abbiamo fatto poco, con le tre gare ravvicinate siamo stati più tranquilli del solito". Anche contro il Cagliari Noslin dovrebbe partire titolare: "Non parlo di lui per i gol, ma per come tiene il campo. Salta di testa contro chiunque, pressa tutti. Questa caratteristica domani non deve mancare, non vanno fatte le cose a metà. Ci vogliono atteggiamento e voglia, dobbiamo fare il nostro calcio ed essere umili. Giocare contro Milan e Juve è facile, si preparano da sole queste sfide. Noi dobbiamo dare continuità e rispettare l'avversario andando a 100 all'ora sempre". 

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nazionale e entusiasmo

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A sette mesi dalla sconfitta con la Bosnia che è costata il Mondiale all'Italia, Gattuso non crede di essersi preso una rivincita con la Lazio. "Non c'è un riscatto. Il calcio è fatto di episodi, in quella partita ci hanno e mi hanno condannato, è un dato di fatto. Nella vita gli errori si pagano, il bello del calcio invece è che ti permette di riscattarti. L'importante è migliorarsi, non deprimersi". E in questo senso le emozioni tornano utili: "Ma a me sinceramente non sono mai mancate, io mi emoziono anche quando gioco a carte con mio figlio perché voglio vincere e non lo faccio vincere. Se non ho questo formicolio è giusto andare a fare grandi passeggiate con i cani al parco, ma invece faccio questo mestiere perché vivo emozioni". 

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