Juve, allarme Stadium: poco più di un punto a partita. E rischia di tornare indietro di 15 anni
Quello che una volta era un fortino si sta trasformando in un fattore opprimente per la squadra di Spalletti, che, da maggio a oggi, è stata capace di battere soltanto Parma e Atalanta. E due sconfitte di fila in casa non accadono dai tempi di Delneri
Quello che una volta era un fortino si sta trasformando in un fattore opprimente per la squadra di Spalletti, che, da maggio a oggi, è stata capace di battere soltanto Parma e Atalanta. E due sconfitte di fila in casa non accadono dai tempi di Delneri
Fabio Russo Giornalista 1 novembre - 12:52 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDa fattore positivo, trascinante, a punto di debolezza, quasi opprimente. L'Allianz Stadium, quello che per anni è stato il fortino della Juventus in Serie A, nelle ultime stagioni sta vedendo piano piano crollare le sue metaforiche mura. Dai record di vittorie consecutive (33, esattamente 10 anni fa, a cavallo tra le stagioni 2015/16 e 2016/17) si è passati a un rendimento sempre più mediocre, con lo spartiacque degli anni post-Covid, in cui, per due stagioni su sei (2021/22 e la scorsa), la media punti dei bianconeri davanti ai propri tifosi è scesa sotto la soglia di pericolo dei 2 punti a gara. Ma dallo scorso maggio in poi, il crollo è stato verticale, tanto che una eventuale sconfitta stasera nel big match contro il Napoli, riporterebbe la Juve indietro di oltre 15 anni. Quando ancora l'Allianz Stadium non era diventato la casa juventina.
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—Dall'1 settembre 2011, giornata dell'inaugurazione contro il Parma, all'ultima, pesantissima, sconfitta interna contro la Lazio, la Vecchia Signora ha giocato 289 partite di campionato davanti al proprio pubblico, vincendone 214, pareggiandone 54 e perdendone appena 21, ma il rendimento interno è stato direttamente proporzionale ai cicli che i bianconeri hanno vissuto: se negli anni dei 9 scudetti consecutivi si sono contate appena 6 sconfitte in 9 stagioni, nelle ultime 6 più le prime 4 gare di quella attuale, i ko sono diventati 15, con la conseguenza che le squadre di Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e Spalletti (gli allenatori che si sono succeduti in panchina dal 2020-21 ad oggi) non sono mai stati in grado di lottare per il titolo.
la juve e la pressione dello stadio
—Il vero spartiacque, però, pare essere stato il ko contro la Fiorentina del maggio scorso, quando la squadra di Spalletti, contro un'avversaria già salva e senza particolari motivazioni, perde in casa per 0-2, bruciando un match ball fondamentale per la qualificazione alla Champions League. Come già avvenuto nella stagione precedente, la Juve più che trascinata dal pubblico sembra esserne inibita dalla pressione, dalle aspettative dal rischio di sbagliare, come confermato da Bremer dopo il tracollo contro la Lazio. "C'è chi ha chi più carattere e chi meno, c'è chi sente i fischi si nasconde e ha paura e chi no", le parole nette del capitano juventino. Ecco, proprio quel ko di 14 giorni fa, unito ai pareggi contro Verona (nella scorsa stagione) e Milan, ha portato la squadra di Spalletti a sommare appena 2 vittorie (contro Parma e Atalanta) nelle ultime 6 partite all'Allianz Stadium, con una media di 1,33 punti a partita. E se facciamo riferimento soltanto a questo inizio di stagione, gli 1,75 punti medi a gara sono comunque il rendimento (pur parziale) più basso di sempre della Juve davanti ai suoi tifosi nel nuovo stadio. Oltre alla necessità di vincere per rilanciarsi in classifica, McKennie e compagni stasera avranno un ulteriore compito: evitare il secondo ko consecutivo in casa in campionato, scenario che non si vede nella Torino bianconera dal marzo del 2011 (contro Bologna e Milan). Quando non c'era ancora l'Allianz Stadium, c'era Gigi Delneri in panchina e, alla fine, per l'unica volta nelle ultime 17 stagioni la Juve non si è qualificata alle coppe sul campo.
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