Tutti pazzi per Antonelli! Che feste tra Imola e Bologna: "Menomale che Kimi c'è"
La Gazzetta dello Sport

Tutti pazzi per Antonelli! Che feste tra Imola e Bologna: "Menomale che Kimi c'è"

Domenica 1 novembre 2026
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I tifosi del campione arrivano da tutta Italia, armati di striscioni e cappellini. "Con piadina e due tortellini, guardo la gara tifando Kimi". E quando il pilota azzurro ha supera il traguardo esplode la festa

I tifosi del campione arrivano da tutta Italia, armati di striscioni e cappellini. "Con piadina e due tortellini, guardo la gara tifando Kimi". E quando il pilota azzurro ha supera il traguardo esplode la festa

Giorgio Burreddu Collaboratore 1 novembre - 23:55 - BOLOGNA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Se anche voi avete sentito un boato lontano e i pilastri della terra tremare, tranquilli: arrivava da qui. Autodromo Enzo e Dino Ferrari, Imola. E Teatro Laura Betti, Casalecchio di Reno, Bologna. E' qui la fiesta. Tutti per Kimi Antonelli, il nuovo campione del mondo. “Grande”, dicono in migliaia. “Grazie Kimi, ci fai volare: gasss”. Molto del delirio collettivo per il ragazzo più veloce che c’è si è consumato nella pancia dell’autodromo, uno dei luoghi simbolo della Rossa. “Ma come si fa a non tifare questo ragazzo? Bravo”. Kimi è riuscito nel miracolo. Vincere, certo. Ma anche mettere insieme ferraristi e resto del mondo, tutti per lui in questa notte. Meglio dei mondiali. Notti magiche, ma per Kimi si canta al singolare. A Casalecchio sono arrivati con le bandiere e i cappellini. E quando Antonelli ha superato il traguardo è esplosa la festa.

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Erano previste 300 persone. "E qualcuno ci aveva anche detto: facciamo pagare il biglietto. Ma no, questo momento è di tutti". Alla fine dentro al museo Checco Costa, con cinque maxischermi tutti attorno alla gente, sono in 600 (forse qualcuno in più). Ci sono quelli arrivati da Arezzo, dall’Umbria, persino dal Lazio. E ovviamente da Firenze. Anzi, San Casciano. Come Lorenzo Galati, 24 anni, e la sua fidanzata Ylenia, 22. Lorenzo è vestito Ferrari dalla testa ai piedi: che ci fai qui? «La fede non si può abbandonare. Ma Kimi è Kimi, sempre sorridente, empatico, sincero. E’ sicuramente speciale, altrimenti non saremmo così in tanti». A mettere in piedi la serata, però, sono stati due che abitano qui dietro, alla Rivazza. Sono Niki Galassi e sua figlia Alice. Hanno appeso uno striscione “Con 1 piadina e 2 tortellini guardo la gara tifando Kimi”. Alice è emozionata, ha gli occhi che brillano. «Abbiamo pensato a questa festa. Quest’anno ci è mancato il GP di Imola. Allora abbiamo suggerito al sindaco di mettere un maxischermo e vivere questo momento tutti insieme». Il risultato è una folla che salta, balla, canta. E dice oooh ogni volta che il gran premio sembra prendere una piega diversa dal previsto.

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L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari by night è bellissimo. E si celebrano anche le ricorrenze. O forse coincidenze? Nel 1953 nasceva questo posto, una pista destinata a diventare un mito. E nello stesso anno Ascari vinceva il suo secondo Mondiale. E guarda un po’, l’ultimo di un italiano. Tutto qui? No. Nel 2020 il GP tornava su questa pista, proprio dal Messico. C’era il covid e Imola organizzò l’evento in pochi giorni. Un record. Ma vuoi vedere che se salta il Qatar… Qui sono pronti. «Non ci sono novità», dice il sindaco di Imola, Marco Panieri. Se ne saprà di più il 10 novembre e adesso che ha vinto il Mondiale le cose potrebbero anche essere più facili. Ma basta con il futuro, Kimi è da celebrare adesso. Per noi, dice ancora Panieri, "Kimi rappresenta un esempio: nei giorni in cui si parla tanto di paura, lui è importante perché ha sempre mostrato dedizione e volontà". Kimi, dice ancora Panieri, "è un punto di riferimento per l’Italia".

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È una noche loca. In Mexico, certo. Ma pure sul Santerno non si scherza. Niente tapas, qui si mangiano tortellini e piadina. Il primo brivido è al giro numero 1, quando le Ferrari fanno qualche pasticcio. Kimi, invece, tutto bene. Altro applauso: quando George Russell prende la penalità. Siamo solo al giro 14, manca ancora una via. Ma si mormora, si soffre, qualcuno si copre gli occhi. Si sa com’è la F1: fino all’ultimo non si può mai dire. Tra il pubblico c’è anche don Pierpaolo Pasini, parroco di Imola. "Il vescovo dice che sono il suo pilota. Sono molto appassionato di motori". E’ un altro di quelli venuti qui per tifare Kimi. "Mi piacerebbe portare lui e Leclerc davanti ai ragazzi: sono ragazzi di successo ma non si sono montati la testa". Bandiera rossa al 46°: il pubblico mormora. E che paura quando Antonelli supera Leclerc dopo la ripartenza. Il resto è un conto alla rovescia verso la gloria. Bellissimo.

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