Quanto è costato Antonelli alla Mercedes? Il progetto e le cifre. "Per altri team non meritava la F1..."
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Quanto è costato Antonelli alla Mercedes? Il progetto e le cifre. "Per altri team non meritava la F1..."

Lunedì 2 novembre 2026
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Nove anni di lavoro, investimenti corposi e una scommessa iniziata quando aveva appena undici anni: così il progetto del team di Brackley è arrivato al trionfo

Nove anni di lavoro, investimenti corposi e una scommessa iniziata quando aveva appena undici anni: così il progetto del team di Brackley è arrivato al trionfo

2 novembre (modifica alle 08:59) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dietro il titolo mondiale di Kimi Antonelli c'è un progetto lungo nove anni, fatto di investimento, lavoro quotidiano e fiducia. La Mercedes ha scommesso sul talento italiano quando aveva appena undici anni, decidendo di accompagnarlo in ogni fase della sua crescita fino al debutto in Formula 1, arrivato nel 2025 a soli diciotto anni. Una scelta che oggi restituisce alla scuderia di Brackley uno dei risultati più importanti della propria storia recente e che, secondo Toto Wolff, ha richiesto un investimento superiore ai dieci milioni di euro. 

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Le cifre

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A raccontare la dimensione economica e umana dell'operazione è stato proprio il team principal della Mercedes, che ha sottolineato quanto il successo del giovane italiano sia il risultato di un percorso costruito nel tempo, ben prima dell'approdo nella massima categoria. "Però non è merito mio, ma di tutta la squadra e del nostro reparto giovanile che lo ha scoperto quando aveva undici anni e poi lo ha seguito in tutto il suo percorso di crescita e affermazione", ha spiegato Wolff in una intervista alla Gazzetta, ricordando anche il lavoro svolto dalla famiglia del pilota. Il dirigente austriaco ha quindi fornito un'indicazione precisa sulle risorse messe in campo dalla Mercedes: "La gente pensa al fatto che questo talento, quello che vediamo, è il risultato di molti anni di sviluppo, molti anni di sacrifici, di integrazione nella squadra, di collaborazione con gli ingegneri, di dieci o più milioni di euro spesi per lo sviluppo della sua carriera, delle sue capacità e del suo carattere e dell'impegno che ci ha messo, insieme al lavoro enorme che hanno fatto i suoi genitori. E non è semplicemente una cosa capitata così, dal niente". 

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gli altri

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Il percorso, del resto, non è stato privo di ostacoli. Dopo un debutto complicato nella stagione 2025, Antonelli ha attraversato una fase particolarmente difficile, con nove Gran Premi consecutivi senza conquistare punti. Un rendimento che aveva alimentato dubbi e critiche anche all'interno del paddock, mettendo in discussione la decisione della Mercedes di affidargli un sedile così importante a un'età tanto giovane. Wolff non ha nascosto le perplessità che avevano accompagnato quella scelta, ricordando anche le posizioni espresse da altre squadre: "Ci sono state molte persone l'anno scorso, dopo nove gare consecutive in cui Kimi non è andato a punti, che dicevano che non avrebbe dovuto essere alla Mercedes. Persone che fanno parte di altre scuderie che dicevano che non avrebbe nemmeno dovuto essere in Formula 1". Un periodo nel quale il peso delle aspettative si era fatto sentire anche sul piano personale. "Per lui non è stato facile: a Spa, dopo l'ennesima gara difficile, ha pianto e le sue lacrime sono state lo specchio di quel momento difficile", ha ricordato il team principal. La risposta è arrivata in pista, attraverso una crescita progressiva che ha permesso al pilota italiano di trasformare le difficoltà iniziali in esperienza e consapevolezza. Ed è proprio questo aspetto a rendere ancora più significativo il risultato raggiunto. "Ora però, vederlo guidare così, rende tutto estremamente soddisfacente: vedere cosa è in grado di fare e come sta lavorando con la squadra è la nostra vera vittoria", ha concluso Wolff. Oltre dieci milioni di euro, nove anni di lavoro e una scommessa che non tutti, nel paddock, avrebbero fatto. La Mercedes ha scelto di aspettare, investire e credere in un talento quando era ancora un bambino sui kart. Oggi quell'investimento ha trovato la sua consacrazione sul palcoscenico più importante della Formula 1.

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