"Sarà migliore di me". Chi è Fernandes, il mago delle palle inattive (ma Rabiot non voleva tirare)
La Gazzetta dello Sport

"Sarà migliore di me". Chi è Fernandes, il mago delle palle inattive (ma Rabiot non voleva tirare)

Lunedì 2 novembre 2026
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Il braccio destro di Amorim è uno dei segreti della vittoria nel derby. Spieghiamo da dove viene e perché è un po' Mourinho

Il braccio destro di Amorim è uno dei segreti della vittoria nel derby. Spieghiamo da dove viene e perché è un po' Mourinho

Francesco Albanesi 2 novembre - 14:26 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Due anni fa il Bournemouth passeggiava a Old Trafford e rifilava un 3-0 allo United di Amorim, facendo infuriare i tifosi dei Red Devils. Huijsen aveva aperto le danze con un colpo di testa su calcio piazzato, l’ennesimo incubo da palla inattiva per lo United. La settimana precedente era toccato a Gvardiol, che aveva colpito nel derby, prima della rimonta firmata da Bruno Fernandes e Diallo. A Manchester erano ormai esasperati: troppi gol concessi su palla inattiva e una pioggia di critiche indirizzata a Carlos Fernandes, vice di Amorim e responsabile degli schemi sui calci piazzati. “La responsabilità di tutto ricade su di me, non su Carlos. Non abbiamo perso per via dei calci piazzati”, disse Ruben in difesa del suo assistente. Era il dicembre 2024. Oggi è cambiato un mondo. Il gol di Rabiot nel derby nasce proprio da un’intuizione di Fernandes. E no, non è un caso.

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CHI È FERNANDES

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 Carlos è un portoghese di 31 anni con un passato da calciatore amatoriale al Caneças. La carriera da giocatore, però, non è mai decollata. E lui, a quanto pare, ha capito tutto molto presto: a 14 anni decise che il calcio lo avrebbe voluto vivere dalla panchina, non dal campo. Basta giocare, si allena. Cominciò nelle giovanili del Benfica, proprio negli anni in cui Amorim vestiva la maglia del club. I due si conobbero a Seixal, nel centro sportivo dei lusitani. Parlarono, si confrontarono, scambiarono idee e scattò subito qualcosa. Quando Ruben si ritirò e cominciò la sua avventura in panchina al Casa Pia, in terza divisione, nel 2018 porta con sé anche Fernandes, inizialmente come stagista non retribuito. Da lì il rapporto tra i due crebbe e Carlos diventò sempre più centrale nello staff di Amorim, fino a conquistarsi il ruolo di assistente. Braga, Lisbona, Manchester, oggi Milano: cambiano le città, aumentano i trofei (sei vinti insieme), ma i due continuano a viaggiare in coppia. Una sorta di matrimonio calcistico, con meno foto su Instagram e molti più schemi alla lavagna.

IL MINI MOURINHO

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 Carlos non è solo uno specialista delle inattive. Fa molto di più: prepara le sedute di allenamento, studia gli avversari insieme ai match analyst, lavora sugli schemi e si confronta quotidianamente con Amorim. Ai tempi dello Sporting, Ruben aveva speso parole importanti per il suo vice: “Il mio numero due è Carlos Fernandes, è stato il mio braccio destro fin dal primo giorno. Sarà un allenatore migliore di me”. E poi quel paragone che pesa parecchio: “Dico spesso che, se io diventassi Bobby Robson, lui sarebbe il mio José Mourinho. Ma c'è ancora tempo”. Amorim vede in lui qualcosa di speciale, tanto da immaginarlo un giorno alla guida di una squadra tutta sua. Per ora, però, i due continuano a condividere panchina, idee e successi.

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L’ABBRACCIO NEL DERBY

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 L'ultimo indizio del loro rapporto è arrivato proprio nel derby: Rabiot segna su uno schema da calcio d'angolo e la prima cosa che fa Amorim è girarsi verso Carlos per abbracciarlo. Nel post gara, Musah ha chiarito: “Rabiot non voleva tirare, era una palla da concludere sul secondo palo. L’abbiamo preparato in settimana”. Insomma, uno schema riuscito a metà, ma che dietro ha dello studio e preparazione. Qualcosa di “Special”, questo Carlos, lo deve avere.

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