Lo strano caso dell'allarme in Qatar: la paura della MotoGP, la serenità dei tiratori
La Gazzetta dello Sport

Lo strano caso dell'allarme in Qatar: la paura della MotoGP, la serenità dei tiratori

Martedì 3 novembre 2026
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Mentre la Yamaha diserta il gran premio e un'agenzia di stampa iraniana minaccia gli hotel dei piloti, a poche centinaia di metri scatta il Mondiale di Tiro a volo e Tiro a segno, coi nostri olimpionici a caccia della qualificazione per Los Angeles 2028

Mentre la Yamaha diserta il gran premio e un'agenzia di stampa iraniana minaccia gli hotel dei piloti, a poche centinaia di metri scatta il Mondiale di Tiro a volo e Tiro a segno, coi nostri olimpionici a caccia della qualificazione per Los Angeles 2028

Mario Salvini Giornalista 3 novembre - 20:29 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google L'olimpionico azzurro Gabriele Rossetti e Fabio Quartararo

Siamo in una discrasia racchiusa in 4 chilometri e 200 metri: 9 minuti di macchina dice il navigatore in queto momento. Dall’ingresso del paddock del Circuito alla reception dell’Al-Ramii Sports Club. Tutto a Losail, a nord di Doha, Qatar. Da un accesso al tracciato che diresti sotto assedio, diventato uno dei siti più pericolosi del Pianeta, al lussuoso circolo sportivo di rimpetto in cui si spara per davvero, eppure tutto sembra filare via in beata pace. Spieghiamo: esattamente nello stesso posto, a Losail, si disputano due eventi sportivi: il 20° gran premio di stagione del Motomondiale e il Gran Mondiale di tiro, cosiddetto, quello che si disputa ogni quattro anni e che accomuna tiro a segno e tiro a volo e che porta in pedana 1.041 tiratori di 99 Paesi. Con una differenza sostanziale. Attorno al gran premio è andato via via auto-fomentandosi un clima di paura che sta avendo conseguenze mai viste. Dall’altra parte della strada Zafaran, allo shooting range, pare che nessuno si sia posto problemi. 

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La paura  

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Al Lusail International Circuit una delle squadre del Mondiale non arriverà mai: la Yamaha. Quindi Fabio Quartararo e Alex Rins. Lo ha annunciato lo stesso team domenica scorsa in un comunicato in cui si legge di policy aziendale rispetto ai rischi. Una decisione che peraltro ha fatto infuriare la MotoGP, dalla quale sono già arrivate minacce non solo di sanzioni pecuniarie, contratti alla mano, ma anche ripercussioni sul piano sportivo, forse sottoforma di penalizzazioni. Per quanto la competenza in qual caso sarebbe della Federazione Internazionale. Vero è che diversi piloti spagnoli, effettivamente acciaccati, hanno già dato forfeit, come Alex Marquez, sottoposto oggi a intervento chirurgico programmato alla clavicola destra, o sono in forse, a cominciare da Jorge Martin, già out lo scorso fine settimana in Malesia. Oltre a lui anche Joan Mir e Fermin Aldeguer. È da dire che l'agenzia di stampa iraniana Fars indica gli hotel dove alloggeranno i team della MotoGP come obiettivi potenziali delle ritorsioni dell'Iran in caso di attacco subiti da parte di Stati Uniti e Israele. Il Dipartimento di Stato Americano ha innalzato il livello di allerta in tutto il Medio Oriente. Fino al livello 3 per l’Arabia Saudita, il che tuttavia non impedisce che sabato a Riad si svolga il Crown Jewel 2026 del wrestling (il tennis aveva invece rinviato il Six Kings Slam). Mentre per altri 12 Paesi dell’area, compreso il Qatar, sono stati diramati avvisi di massima prudenza (increased caution) e raccomandazioni di monitorare la situazione. L'agenzia europea EASA si limita a raccomandare alle compagnie di evitare il sorvolo generico dello spazio aereo di diversi Paesi, tra cui il Qatar.  

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Si Spara in pace 

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E così a poche centinaia di metri di distanza pare che la situazione sia vissuta in modo del tutto diversa. Al Al-Ramii Sports Club, peraltro diretto dall'italiana Antonella Bartolomei, si direbbe che tutti siano belli tranquilli. Ovvia l'ironia da parte di chiunque, a qualsiasi latitudine, si sia trovato commentare il bizzarro fenomeno: "Eh certo, lì sono tutti armati...". Più seriamente: il tiro a segno ha cominciato il suo programma ed ha già iniziato anche ad assegnare titoli Mondiali e carte olimpiche per Los Angeles 2028. La coreana Ban Hyojin ha rivinto il titolo nella carabina 10 metri (67ma Carlotta Salafia, 74ma Sofia Ceccarello), specialità in cui nel maschile ha trionfato il cinese Sheng Lihao (32° Edoardo Bonazzi, 48° Danilo Sollazzo, 83°Lorenzo Bacci: azzurri al 14° posto a squadre). E da domani comincia il tiro a volo, coi primi 50 piattelli per uomini e donne dello skeet. In pedana per l’Italia del ct Luigi Lodde andranno i campioni olimpici Gabriele Rossetti (Fiamme Oro) e Diana Bacosi (Esercito), con loro Tammaro Cassandro (Carabinieri) e Erik Pittini (Fiamme Oro) e Martina Bartolomei e Sara Bongini (Fiamme Oro). 

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Marquez campione nel deserto?

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Dall’altra parte della strada, da giovedì le conferenze stampa rischiamo di essere pressoché deserte. Molti giornalisti hanno annunciato che non saranno al GP del Qatar. Per quanto si tratti già del primo match ball di Marc Marquez. Della prima chance di avere l’aritmetica certezza del decimo titolo personale, con cui supererebbe Valentino Rossi, dell’ottavo in massima serie, col quale eguaglierebbe Giacomo Agostini. Un vero e proprio cortocircuito.

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