Il doppio ex Hernanes: "Meno male che non segnai nel 2016... Chivu un vino Supertuscan, Spalletti un barolo"
Il brasiliano "gioca" così il big match di San Siro tra Inter e Juve: ripensa a quella rete solo sfiorata dieci anni fa, abbina un vino a ciascuno dei due allenatori attuali e fotografa corsa scudetto e lotta Champions
Il brasiliano "gioca" così il big match di San Siro tra Inter e Juve: ripensa a quella rete solo sfiorata dieci anni fa, abbina un vino a ciascuno dei due allenatori attuali e fotografa corsa scudetto e lotta Champions
Guendalina Galdi Giornalista 14 febbraio - 13:05 - MILANOC'è un cassetto della memoria di Hernanes che è rimasto chiuso fino ad oggi. Indietro veloce fino al 2016, la sua seconda stagione alla Juventus, due anni dopo l'addio all'Inter: a febbraio, allo Stadium, rischia di segnare il più classico dei gol dell'ex ma Handanovic spedisce il pallone in angolo. L'esultanza era pronta, la capriola pure, invece il guantone dello sloveno ha cambiato tutto; la Juve ha vinto comunque (2-0, opera di Bonucci e Morata) ma a distanza di dieci anni Hernanes - 52 presenze in nerazzurro e 35 in bianconero - ripensa a quel derby d'Italia e a quel non-gol e pensa che alla fine non sia andata poi così male...
Quindi, se le dico Inter-Juve, è questo il suo primo ricordo?
"Sì mi viene in mente subito quella partita allo Stadium, giocavo per la Juve. Ho quasi fatto gol con un tiro da fuori area ma all'ultimo l’ha deviata Handanovic. Se avessi segnato sarebbe stato un gol così bello che per festeggiare avrei fatto la capriola, perché per noi brasiliani festeggiare un gol, anche se giochi contro una tua ex squadra, non è un’offesa. Ma ora se ci ripenso dico: meno male che quella palla non è entrata. Altrimenti i tifosi interisti l’avrebbero presa troppo male. Invece posso dire che oggi ho un bellissimo legame con tutti i miei ex fan, compresi loro. Forse se avessi fatto quel gol si sarebbe frantumato il rapporto con gli interisti…
Hernanes e Rodrigo Palacio dell'Inter nel Juve-Inter del 28 febbraio 2016
Come preparava un derby d'Italia, prima da giocatore dell'Inter e poi della Juve?
"A livello di concentrazione non facevo niente di diverso rispetto alle altre partite. Quando ho iniziato a vivere i miei primi derby d’Italia avevo già un po’ d’esperienza. Avevo giocato tanti derby in Brasile e comunque per me quello più teso a livello emotivo è sempre stato quello di Roma".
Lei come si schiera: è una partita che vale tre punti e basta o anche qualcosina in più?
"A me piace molto la comunicazione di Chivu ma su questo non sono d’accordo con lui. Recentemente ha detto che è una partita come le altre che porta tre punti e basta ma lo fa solo per smorzare un po’ la tensione... È chiaro che se in queste partite un giocatore fa bene, fa una grande prestazione o un gol cambia tutto. Lo status del calciatore e della squadra tutta se vince. Capisco quindi la strategia dell’allenatore dell’Inter ma non concordo. Non è mai una partita “normale”, va oltre i punti, oltre la matematica".
Hernanes Ex Lazio, Inter e Juve in Serie A Il brasiliano è ora opinionista di Dazn per "Vamos", lo show del sabato che oggi accompagnerà i tifosi nel pre e nel post Inter-JuveChi la vince che segnale manderebbe alla classifica?
"L’Inter ha già mandato segnali molto chiari. E non avevo dubbi a riguardo: penso che sia la squadra più forte e che gioca il calcio migliore. È da un po’ che non riesce a vincere un big match, per questo la partita di oggi è come un ultimo test, un ultimo gradino da salire per mandare un messaggio definitivo del fatto che, per quanto riguarda lo scudetto, non ce n’è più per nessuno. Se invece la Juve riuscisse a vincere significherebbe che invece non è ancora finito niente, anzi. Fino ad ora, da un po’ di giornate, sembra che l’Inter difficilmente possa perdere questo campionato; ma se Spalletti dovesse uscire con i tre punti da San Siro… Forse tutto questo discorso non sarebbe più così scontato. In sostanza, chi ha più da perdere stasera è l’Inter".
Hernanes in azione sempre nel derby d'Italia del 28 febbraio 2016
La Champions della prossima settimana rischia di essere motivo di distrazione?
"L’Inter ha una rosa più profonda, può cambiare più giocatori pur mantenendo lo stesso livello, la Juve invece è meno attrezzata. Chivu può gestire meglio il doppio impegno importante ravvicinato, Spalletti un po’ meno visto chi ha a disposizione e vista anche la posizione di classifica con la Roma e il Como che comunque sono lì e aspettano un passo falso".
Chi ha più da perdere stasera è l'Inter. Se Spalletti vince, nulla sarebbe più scontato nella lotta scudetto
Lei se ne intende di enologia: se dovesse paragonare a un vino ai due allenatori quale sceglierebbe?
"Spalletti è un barolo. C’è eleganza e struttura. E più passano gli anni più diventa buono. È un vino completo che puoi bere adesso come tra 15 o 20 anni. Chivu è un Supertuscan: nato per essere un vino importante e che può durare nel tempo ma anche all’inizio fa capire la sua qualità. Si sta esprimendo molto bene a livello comunicativo e di risultati. E poi è anche un po’ più internazionale, si vede da come gestisce la squadra".
L’Hernanes giocatore stasera vorrebbe giocare nell'Inter o nella Juve?
"Giocherei nella Juve perché mi incuriosisce molto il cambio di mentalità e di identità della Juve con Spalletti. Lui ha qualcosa di speciale e mi sarebbe piaciuto vedere da dentro questa metamorfosi con lui nello spogliatoio. Ma mi piacerebbe giocare anche nell’Inter perché è una squadra meravigliosa, già pronta, la più forte. Gioca di tecnica, di velocità, con concetti ben definiti".
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