Numeri, tribali e...una mezza parolaccia: l'Italrugby raccontata dai tatuaggi dei giocatori
Ecco che cosa raccontano i (tanti) tatuaggi degli Azzurri. Favretto ne ha 45, ma Ioane è una scultura vivente
Raccontano di piacevoli sofferenze, di aneddoti, della propria vita ma anche di una mezza parolaccia o di un termine in russo di cui si ignorava, e forse si ignora ancora, il significato. Metti una sera dopo cena con sette rugbisti azzurri e fagli raccontare i loro – tanti, tantissimi – tatuaggi, sarà il modo migliore per scoprirne un pezzo d’anima, per capire chi e che cosa ci sia al di là della loro immagine da ragazzoni guerrieri. Che oggi, a proposito di sfide, giocano all’Aviva Park di Dublino contro l’Irlanda con ancora nel cuore il bel successo di sabato scorso, a Roma, contro la Scozia e sotto il diluvio.