Autovelox Safedrive, niente multe automatiche per cinture e telefono alla guida
La Gazzetta dello Sport

Autovelox Safedrive, niente multe automatiche per cinture e telefono alla guida

Sabato 14 febbraio 2026
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Il Ministero dell’Interno precisa che l’autovelox Safedrive non può fare multe automatiche per guida senza cintura o con lo smartphone: serve la contestazione immediata dell'agente

Il Ministero dell’Interno precisa che l’autovelox Safedrive non può fare multe automatiche per guida senza cintura o con lo smartphone: serve la contestazione immediata dell'agente

Giuseppe Biondo 14 febbraio - 17:33 - MILANO La presenza dell'agente di Polizia è necessaria per sanzionare alcune violazioni

L’autovelox Safedrive non può operare in autonomia, almeno non per irrogare sanzioni nei confronti di chi circola senza indossare le cinture di sicurezza o usa lo smartphone mentre guida. Lo avevamo scritto alcuni mesi fa nella nostra analisi di questo dispositivo, lo mette adesso nero su bianco il Ministero dell’Interno in un protocollo inviato agli uffici di Polizia Locale. È un chiarimento, dal momento che a relegare l’autovelox Safedrive a mero strumento di ausilio contro gli indisciplinati al volante è, di fatto, il Codice della Strada.

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CONTESTAZIONE IMMEDIATA

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All’articolo 201, infatti, il Codice disciplina il sistema di notifica, elencando nei confronti di quali violazioni si può procedere senza contestazione immediata. Questa rappresenta la regola, mentre la contestazione differita è l’eccezione. Tra le violazioni del CdS che non possono essere sanzionate prima e contestate poi ci sono la guida senza cintura e l’uso del telefono al volante, perciò gli autovelox Safedrive non possono essere installati in sottopassi, ponti, passaggi pedonali sopraelevati o pali a bordo strada e sanzionare in autonomia i conducenti che violano gli articoli 172 e 173 del Codice della Strada. L’azienda produttrice, Sodi Scientifica, aveva ammesso che, nonostante l’autovelox Safedrive avesse tutte le carte in regola per rilevare gli eccessi di velocità sulle strade italiane, certe infrazioni non hanno valore legale in assenza della contestazione immediata.

L'autovelox Safedrive va considerato uno strumento di ausilio all'agente di polizia

SOLO DI SUPPORTO

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Lo stabilisce il CdS e lo precisa il Ministero dell’Interno: l’uso di Safedrive «per rilevare le violazioni di cui agli articoli 172 e 173 del Codice della Strada», cioè quelli che riguardano l’uso delle cinture di sicurezza e di smartphone, tablet o dispositivi simili, «l’apparecchiatura potrebbe essere utilizzata solo come strumento di ausilio, cioè in funzione di selezione» dei conducenti che gli agenti possono sottoporre a controllo, ma «a condizione che la violazione sia accertata direttamente dall’operatore di Polizia Stradale presente sul posto». Il Safedrive, scrive senza mezzi termini il Ministero, costituisce «un semplice supporto» al lavoro degli agenti. Può rilevare il comportamento vietato ma l’operatore di Polizia deve attestare «che il mancato uso della cintura di sicurezza o l’utilizzo di determinati apparecchi durante la guida è avvenuto in sua presenza». Qualora le immagini dell’autovelox Safedrive venissero usate per contestare le violazioni degli articoli 172 e 173 del Codice della Strada, cioè in modo improprio, «l’accertamento diventerebbe illegittimo», con la possibilità quindi per l’automobilista di fare ricorso contro la sanzione. Per le multe c'è comunque uno spiraglio. In chiusura, il Ministero precisa che se lo strumento viene utilizzato in modo proprio, ma la contestazione immediata «non sia materialmente possibile», allora la sanzione è valida, a condizione che gli agenti riportino nel verbale di contestazione le circostanze che l’hanno impedita «in modo esaustivo e completo»

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