I farmaci scaduti si possono prendere? Rischi, effetti e cosa succede dopo la data di scadenza
Quali sono i rischi reali di un farmaco scaduto? Data di scadenza, validità dopo apertura e differenze con gli integratori: tutto quello che c’è da sapere
Quali sono i rischi reali di un farmaco scaduto? Data di scadenza, validità dopo apertura e differenze con gli integratori: tutto quello che c’è da sapere
Anna Castiglioni 14 febbraio - 17:17 - MILANOLa scena è comune: un mal di testa improvviso, si apre il cassetto dei medicinali e l’unica confezione disponibile riporta una data di scadenza già passata. A quel punto la domanda è inevitabile: si può prendere lo stesso un farmaco scaduto? La data di scadenza riportata sulla confezione non è un’indicazione simbolica. È il termine entro il quale il produttore garantisce che il farmaco, se conservato correttamente, mantiene efficacia, sicurezza e qualità. Le autorità regolatorie europee richiedono studi di stabilità rigorosi prima dell’immissione in commercio: fino a quella data il principio attivo è presente nella quantità dichiarata e il medicinale rispetta gli standard previsti. Oltre la scadenza, queste garanzie non sono più assicurate.
Cosa succede se si assume un farmaco scaduto
—Un medicinale non diventa automaticamente tossico il giorno dopo la data indicata. Nella maggior parte dei casi il problema principale è la progressiva perdita di efficacia. Il principio attivo può degradarsi nel tempo e risultare meno potente. Per un disturbo lieve questo può tradursi in un effetto attenuato. Tuttavia, quando si tratta di trattamenti che richiedono un dosaggio preciso o un’azione affidabile, utilizzare un prodotto oltre la scadenza significa affidarsi a un farmaco di cui non sono più garantite concentrazione e stabilità.
VIDEO: Malattia X, cos'è e perché è una priorità per l'OMSattenzione al periodo "dopo apertura"
—Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la differenza tra data di scadenza e periodo di validità dopo l’apertura. Alcuni medicinali, pur avendo una scadenza che può essere anche di anni, una volta aperti devono essere utilizzati entro un tempo molto più breve. È il caso di colliri, sciroppi, creme, soluzioni liquide e antibiotici ricostituiti. Dopo l’apertura aumenta il rischio di contaminazione microbiologica o di alterazione del principio attivo. In questi casi il foglietto illustrativo indica per quanti giorni o settimane il prodotto resta sicuro ed efficace. Superato quel termine, anche se la data di scadenza sulla confezione è ancora lontana, l’utilizzo non è raccomandato.
Per gli integratori scaduti è lo stesso?
—Anche gli integratori alimentari riportano una data di scadenza. Sebbene non siano farmaci e seguano una normativa diversa, il principio della stabilità nel tempo resta valido. Vitamine, probiotici e alcuni sali minerali possono perdere efficacia se conservati a lungo o in modo scorretto, soprattutto se esposti a calore, luce e umidità. Il rischio principale, anche in questo caso, è una riduzione dell’effetto atteso più che un pericolo immediato per la salute. Tuttavia assumere un prodotto degradato significa non ottenere il beneficio cercato.
conservazione, il fattore che fa la differenza
—La durata effettiva di un farmaco dipende anche da come viene conservato. Gli studi di stabilità sono condotti a condizioni controllate di temperatura e umidità. Se il medicinale viene lasciato in ambienti molto caldi, in bagno o in auto durante l’estate, la degradazione può accelerare. La maggior parte dei farmaci va conservata a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore e umidità, e non in frigorifero salvo diversa indicazione. Anche l’esposizione alla luce può incidere sulla stabilità di alcune molecole.
meglio non correre rischi inutili
—In sintesi, assumere un farmaco scaduto raramente comporta un rischio immediato, ma significa utilizzare un prodotto di cui non sono più garantite efficacia e qualità. La scelta più prudente è controllare periodicamente i medicinali presenti in casa, verificare anche il periodo di utilizzo dopo l’apertura e smaltire correttamente quelli scaduti riportandoli in farmacia. Avere una piccola “farmacia domestica” aggiornata è un gesto semplice che evita dubbi proprio nel momento in cui un farmaco serve davvero.
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