L'Italrugby si mangia le mani: è da applausi e comanda, poi si fa rimontare e cade a Dublino
Grande Italia per un tempo, l’Irlanda trema ma vince in rimonta 20-13. Gli azzurri mettono all’angolo i padroni di casa per quasi un’ora, la meta di Nicotera illude, poi nella ripresa quelle di Conan e Balogun ribaltano il risultato
Grande Italia per un tempo, l’Irlanda trema ma vince in rimonta 20-13. Gli azzurri mettono all’angolo i padroni di casa per quasi un’ora, la meta di Nicotera illude, poi nella ripresa quelle di Conan e Balogun ribaltano il risultato
Roberto Parretta 14 febbraio 2026 (modifica alle 17:56) - MILANOUn grande primo tempo dell’Italia mette paura all’Irlanda, che però con due mete in un quarto d’ora nella ripresa ribalta il risultato e vince 20-13 il match che ha aperto la seconda giornata del Sei Nazioni. La squadra del c.t. Andy Farrell riscatta così la brutta sconfitta di una settimana fa in Francia e va a 4 punti, ma resta dietro all’Italia che grazie al bonus difensivo sale a quota 5. Match entrato nella storia perché il primo del Sei Nazioni diretto da una donna, la 33enne scozzese Holly Davidson, ex mediano di mischia, che già in passato aveva tagliato diversi traguardi: prima donna a tempo pieno nella sezione arbitrale scozzese, prima a dirigere un match degli All Blacks lo scorso novembre, ha diretto per due volte la finale dei Mondiali femminili e l’ultima finale di Challenge Cup tra Bath e Lione. Nel 2022, designata per Italia-Portogallo, era divenuta la prima donna a dirigere una nazionale di tier-1.
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—L’Italia si difende con ordine ed efficacia e i primi 10 minuti passano senza eccessivi pericoli (forse uno solo, quando Dan Sheehan batte per se stesso una punizione a 5 metri ma il suo tentativo di sfondamento viene respinto con decisione da Simone Ferrari), ma all’11 un tentativo di intercetto di Louis Lynagh a metà campo si traduce in un in avanti volontario che costa il cartellino giallo all’ala azzurra. Al 17’ la superiorità numerica paga: lunghissimo attacco da 10 fasi nei 22 azzurri, fino alla prodezza del centro Stuart McCloskey che si gira in veronica sul placcaggio di Manuel Zuliani per aprire in offload la strada all’inserimento dell’estremo Jamie Osborne, che s’infila nel buco e scappa a schiacciare. Sam Prendergast sbaglia clamorosamente la facile trasformazione. Subito dopo, da un fallo irlandese in touchearriva il piazzato di Paolo Garbisi. Un’azione di gioco molto controversa costa il giallo a Craig Casey: il mediano di mischia va alto a contatto sullo sfondamento di Lorenzo Cannone, che oltretutto, vista la stazza e i quasi 30 centimetri di differenza, abbatte violentemente l’irlandese. Fallo commesso e ferita in faccia per Casey, che lascia i suoi in inferiorità numerica. Dalla punizione l’Italia va in touche a 5 metri, lancio perfetto e maul, lento avanzamento fino a quando è il tallonatore Giacomo Nicotera a vedere lo spazio per staccarsi e schiacciare in tuffo. Garbisi trasforma e gli azzurri sono avanti 10-5. Nel finale di tempo l’Italia sciupa un paio di attacchi con i trequarti, ma nel recupero la mischia conquista opunizione a metà campo, Garbisi va in touche a 5 metri, ma la maul non avanza e quando il pallone esce gli irlandesi disinnescano l’attacco e si salvano.
rimonta
—La ripresa si apre con la meta irlandese: touche a 5 metri, niente maul, diversi pick and go assorbono però la difesa azzurra fino a quando è Jack Conan a trovare il pertugio dove infilare testa, mani e ovale per schiacciare. Prendergast manca anche questa trasformazione e si resta sul 10-10. L’Italia però reagisce bene e occupa con costanza la metà campo irlandese, fino a quando Tommaso Menoncello inventa un break e serve Louis Lynagh per la volata in meta, ma purtroppo il passaggio del centro per l’ala è chiaramente in avanti. L’Irlanda esce indenne da un momento difficile e al 57’ torna in meta con l’ala Robert Baloucoune, che finalizza un lungo attacco raccogliendo lo “strano” passaggio alto di McCloskey (a una mano a metà tra un quarterback della Nfl e un centro del basket) per sgusciare a due placcaggi poco decisi e schiacciare. Jack Crowley (subentrato a Prendergast) la trasforma. Il doppio cambio in mediana (fuori anche Casey per Jamison Gibson-Park) ha letteralmente trasformato il gioco dell’Irlanda. Che al 63’ con un altro deciso attacco nei 22 conquista la punizione che permette a Crowley di firmare il +10. Al 66’ altra punizione conquistata dalla mischia azzurra e piazzato di Garbisi per il 13-20. Si entra così negli ultimi 10 minuti, gli azzurri attaccano con insistenza e al 76’ conquistano una bella punizione per andare in touche nei 22, poi sul calcetto verso i pali il rimbalzo non premia Menoncello. Si riprende da una mischia a 5 metri, ma gli irlandesi tengono bene e liberano. Si gioca in una sola metà campo, è un assedio azzurro e proprio all’80’ arriva una punizione, Garbisi trova la touche a 6 metri, il gioco viene aperto, l’ultimo attacco dura 12 fasi fino a quando Monty Ioane vanifica tutto regalando il pallone a James Lowe che riesce a scappare fino ai 22 azzurri, che commettono un fallo. E la partita finisce.
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