Blardone: "Franzoni sarà il nuovo Odermatt. Brignone infinita, va oltre ogni logica. E il futuro..."
La Gazzetta dello Sport

Blardone: "Franzoni sarà il nuovo Odermatt. Brignone infinita, va oltre ogni logica. E il futuro..."

Sabato 14 febbraio 2026
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L'ex sciatore azzurro con alle spalle 7 vittorie in Coppa del Mondo, racconta il momento dello sci italiano, con un'attenzione particolare al gigante femminile di domani a Cortina. "Un'altra medaglia sarebbe l'apoteosi per Federica"

L'ex sciatore azzurro con alle spalle 7 vittorie in Coppa del Mondo, racconta il momento dello sci italiano, con un'attenzione particolare al gigante femminile di domani a Cortina. "Un'altra medaglia sarebbe l'apoteosi per Federica"

Gioele Anelli Giornalista 14 febbraio - 18:22 - MILANO

Massimiliano "Max" Blardone non se ne perde una: appena ha un momento libero nella sua frenetica giornata da tecnico federale accende la tv e segue il programma olimpico con assidua regolarità. Gioisce, si emoziona, si arrabbia (come a fine gennaio, quando nel SuperG di Crans Montana ha "tirato più cazzotti sul tavolo che Mike Tyson sul ring" per l’uscita di Laura Pirovano alla penultima porta). Dopo 3 partecipazioni olimpiche in carriera, 7 vittorie e 25 podi in Coppa del Mondo (tutti in gigante), oggi Blardone è responsabile per lo slalom gigante nella World Cup 2, la promettente squadra juniores azzurra. Tanti giovani talenti pronti a sbocciare che proveranno a seguire il sentiero tracciato dalle medaglie olimpiche arrivate a Milano Cortina finora. Da Goggia a Franzoni, da Brignone a Paris: il presente è d’oro, ma anche il futuro, secondo Max, profuma di ottimismo.

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Partiamo dalla vittoria di Lucas Pinheiro Braathen nel gigante di Bormio e dall’amarezza azzurra, con un Alex Vinatzer che nella seconda manche ci ha fatto sognare prima dell’uscita… 

"Dispiace tanto, era partito col piede giusto per fare risultato. Stava sciando forte, peccato. Però le sensazioni sono molto positive, speriamo siano di buon auspicio per lo slalom speciale. Gli altri hanno faticato. De Aliprandini ci ha messo un po’ a entrare in gara, poi è stato anche sfortunato. Per Franzoni speriamo possa essere l’inizio di una nuova disciplina, ci vorrà del tempo, ma ci sono buoni presupposti. Per quanto riguarda Pinheiro Braathen (che ha conquistato la prima medaglia sudamericana nella storia ai Giochi Olimpici Invernali, ndr) posso solo dire che quando uno è forte mentalmente, prima o poi arriva. E così è successo a lui. È un ragazzo fortissimo, oggi ha dimostrato tutte le sue qualità, sfruttando perfettamente il pettorale numero 1, che non è sempre semplice da gestire soprattutto nelle discipline tecniche. Ha fatto due manche stratosferiche, vittoria più che meritata".

Al di là del risultato nel gigante, Franzoni rimane la più brillante speranza azzurra: ha le caratteristiche per diventare davvero grande?

"Sì, assolutamente. Lo conosco e lo seguo bene dal 2019, e già allora emergeva tra gli altri. Con il direttore tecnico Max Carca abbiamo parlato tante volte di lui e delle sue qualità. Da ragazzo era ossessionato dal risultato, tanto che l’ossessione era diventata quasi un limite, poi col tempo ci ha lavorato ed è diventato completo. Lo dicevo allora e lo ribadisco: questo ragazzo è veramente forte, può diventare il nuovo Odermatt".

Mi viene ancora la pelle d’oca. Dovrebbero chiamare il miglior regista del mondo per realizzare un film sulla sua storia

Max Blardone su Federica Brignone

Domani tocca invece alle ragazze azzurre. Possiamo aspettarci una doppietta di Federica Brignone?

"Dopo l’Oro nel superG di Cortina sono rimasto scioccato: da ex compagno di squadra, da tecnico federale, da allenatore, da papà… Mi viene ancora la pelle d’oca, l’altro giorno mi scendevano le lacrime dalla felicità. Dopo la medaglia ho detto al mio collaboratore: ‘sai cosa dovrebbero fare? Chiamare il miglior regista del mondo per realizzare un film sulla sua storia’. Tutto il lavoro, la fatica, il dolore, la determinazione… È veramente il messaggio delle Olimpiadi, anche in un’edizione pazzesca come questa con tantissimi ragazzi azzurri che stanno facendo benissimo. Una medaglia nel Gigante sarebbe l’apoteosi, lei è perfettamente in grado di ottenerla, più di chiunque altro. Comunque vada, grazie Fede. Una cosa simile è stata veramente d’insegnamento per tutti".

Ti aspettavi un recupero simile, con tanto di medaglia Olimpica 315 giorni dopo?

"In estate dissi: 'se proprio accade il miracolo, a dicembre mette gli sci. E se a dicembre mette gli sci, vuol dire che si allena tutti i giorni e può provare a tornare ai suoi livelli’. Alla fine è andata proprio così. Solo i grandi campioni possono fare una cosa simile. Escludendo le leggende, Tomba, Compagnoni, Thöni, lei è andata sull’Olimpo. Va oltre ogni logica. È infinita, non ho altri aggettivi".

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A differenza della Stelvio, l’Olimpia delle Tofane - pur non essendo una classica del Gigante - ha ospitato di recente anche questa disciplina: che pista troveranno le nostre atlete?

"Questa è una pista che le ragazze conoscono bene, avendoci gareggiato per tanti anni, anche recentemente. Si rimane un po’ nella routine, per certi versi. L’ambiente, la luce, la morfologia rimangono gli stessi, sanno come muoversi, non ci sarà grande difficoltà nell’adattarsi".

Se un'atleta se la sente di andare in pista, è perché ci sono i presupposti medici per poterlo fare

Max Blardone su Lindsey Vonn

Come vedi il futuro dello sci azzurro? Sono tante le giovani promesse: c’è qualcuno o qualcuna che ti sta impressionando particolarmente?

"Sul futuro, essendo dentro al mondo federale, posso dirti che si sta cercando di farlo diventare presto un presente. Io cerco sempre di portare la mia esperienza. Non basta mettersi gli sci ai piedi, bisogna essere atleti a 360° e 365 giorni l’anno. Ai ragazzi dico spesso: ‘fate sempre qualcosa in più, che una cosa in meno: il possibile lo fanno tutti, l’impossibile cercano sempre di farlo in pochi’. Nel nostro circuito abbiamo Tobias Kastlunger, che sta facendo benissimo nel Gigante in Coppa Europa, Simon Talacci, sempre tra i primi anche lui nella stessa disciplina. Nello slalom c’è invece Tommaso Saccardi. Senza dimenticare le ragazze, Sophie Mathiou, Ambra Pomarè, Alice Pazzaglia, Laura Steinmair, Sara Allemand… Insomma, siamo contenti perché c’è sempre qualcuno che dà ottimi segnali. In Coppa Europa stiamo facendo molto bene. Rispetto a 10-15 anni fa siamo cresciuti tanto, prima c’era davvero il nulla".

La caduta di Lindsey Vonn pochi giorni dopo aver annunciato di voler gareggiare nonostante il crociato rotto ha diviso tifosi e appassionati. Che idea ti sei fatto?

"Penso che se un'atleta se la sente di andare in pista, è perché ci sono i presupposti medici per poterlo fare. Era una situazione molto al limite, certo, ma non impossibile. Il resto sono chiacchiere da bar. La valutazione è stata questa. Poi sappiamo che è una che dà tutto, che si spinge oltre i limiti: non posso né giudicarla né fargliene una colpa. Ha fatto un errore tecnico ed è andata come è andata".

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Hai sentito qualche azzurra o azzurro in questi giorni?  

"Non ho voluto scrivere a nessuno, neanche a Franzoni. Essendo passato anch’io dal contesto olimpico, nel mezzo della stagione poi, so che è già tanto il tempo speso a parlare con staff, tifosi, giornalisti. Quindi aspetterò, magari tra una quindicina di giorni gli scrivo".

Ci dovremo aspettare qualche medagliato azzurro a “Casa Max”? Il tuo podcast che sta avendo ormai da anni grande successo. 

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"Mi auguro di sì, magari intorno a maggio quando c’è il consueto periodo di pausa per gli atleti. Chissà, magari dopo queste medaglie Giovanni, Federica e Sofia verranno a trovarmi, mi piacerebbe proseguire con loro dopo aver avuto ospiti Laura Pirovano, Christof Innerhofer e Kristian Ghedina. Per loro posso registrare anche di notte… Anche perché di solito è una benedizione venire a “Casa Max”: chi passa da me poi fa sempre bene (ride, ndr)".

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