La brutalità (e la magia) delle Olimpiadi: cosa c’è dietro al crollo di Ilia Malinin
Prima dell'inizio delle Olimpiadi si diceva che Ilia Malinin potesse perdere la medaglia solo contro se stesso. Un'ipotesi quasi impossibile, un'ombra lontanissima ai margini di una figura che, a suon di quadrupli axel, spargeva luce sulla pista da pattinaggio. Sempre, infallibilmente. Poi, il 13 febbraio quell'ombra si è avvicinata. Impensabile, eppure così concreta, sospinta dalla pressione del palco più importante del mondo. Il Dio dei pattini è sceso dal podio, ricordando a tutti una nozione che troppo spesso ci si dimentica: anche "il primo uomo sulla luna" (come hanno spesso apostrofato Malinin) era sempre e pur sempre un essere umano.