La brutalità (e la magia) delle Olimpiadi: cosa c’è dietro al crollo di Ilia Malinin
La Gazzetta dello Sport

La brutalità (e la magia) delle Olimpiadi: cosa c’è dietro al crollo di Ilia Malinin

Sabato 14 febbraio 2026
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Prima dell'inizio delle Olimpiadi si diceva che Ilia Malinin potesse perdere la medaglia solo contro se stesso. Un'ipotesi quasi impossibile, un'ombra lontanissima ai margini di una figura che, a suon di quadrupli axel, spargeva luce sulla pista da pattinaggio. Sempre, infallibilmente. Poi, il 13 febbraio quell'ombra si è avvicinata. Impensabile, eppure così concreta, sospinta dalla pressione del palco più importante del mondo. Il Dio dei pattini è sceso dal podio, ricordando a tutti una nozione che troppo spesso ci si dimentica: anche "il primo uomo sulla luna" (come hanno spesso apostrofato Malinin) era sempre e pur sempre un essere umano.

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