Il lancio dei pupazzi è la mania dei Giochi, ma poi che fine fanno? I segreti del Teddy Bear Toss
La Gazzetta dello Sport

Il lancio dei pupazzi è la mania dei Giochi, ma poi che fine fanno? I segreti del Teddy Bear Toss

Domenica 15 febbraio 2026
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Una tradizione legata alla beneficenza. A Milano Cortina c'è una squadra incaricata di raccogliere i peluche e dei punti di raccolta dedicati agli atleti

Una tradizione legata alla beneficenza. A Milano Cortina c'è una squadra incaricata di raccogliere i peluche e dei punti di raccolta dedicati agli atleti

Luca Bianchin Giornalista 15 febbraio - 12:00 - MILANO

Il lancio del pupazzo è lo sport occulto dei Giochi. Li avete visti, no? Al termine delle esibizioni del pattinaggio di figura, sul ghiaccio piovono orsi, ermellini, panda, animali vari. Sarebbe cruento, se non fossero peluche. Si chiama Teddy Bear Toss ed è una tradizione: quando un programma viene apprezzato dal pubblico, il pubblico lancia in pista oggetti portati da casa allo scopo. Inizialmente si faceva con i fiori poi, insomma, si è capito che non era il caso e si è passati ai peluche. La domanda è naturale: che fine fanno?

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ospedali e beneficenza

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L’iniziativa storicamente ha un legame forte con la beneficenza: i peluche, dopo le competizioni, vengono donati a ospedali o associazioni di beneficenza. Bello. A Milano-Cortina il principio è lo stesso, con una specifica. I peluche vengono messi in sacchetti personalizzati, uno per ogni pattinatore, e lasciati nell’area riservata degli atleti, che hanno due giorni e mezzo per ritirarli. Un esempio: il singolo maschile ha assegnato le medaglie venerdì 13 intorno alle 23, gli animaletti di pezza possono essere ritirati fino alle 10.30 di martedì 16. Previsioni facili: Shaidorov si presenterà a raccogliere i ricordi, per Malinin non è dato sapere. L’organizzazione, per non sbagliare, ha previsto avvisi dedicati per i pattinatori con date e punto di raccolta: il corridoio di entrata degli atleti del Forum di Assago. I pupazzi non ritirati vengono dati in beneficenza.

ha vinto il panda

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Curiosità a tema. A Milano, come nelle competizioni internazionali, c’è una squadra di giovani pattinatrici incaricata di scendere sul ghiaccio e raccogliere i pupazzi in pochi secondi. Se ci fate caso, le vedete anche dalla tv. Alcuni pattinatori li collezionano, alcuni hanno il loro animale di riferimento. Yuzuru Hanyu, campione olimpico 2014 e 2018, è legatissimo a Winnie the Pooh e a Pyeongchang se ne è visti lanciare a decine. Orsacchiotti antropomorfi come se piovesse. Mikhail Shaidorov, il suo erede a Milano-Cortina, invece ha una strana liaison con i panda, che infatti si vedono con lui più che con altri. Se non lo avete ancora visto, cercate il video della sua esibizione al gala del Gran Prix 2024, in cui pattina e soprattutto salta dentro un costumone da panda. Quattro minuti ben spesi. Forse…

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