Big in Sint Truiden, cosa c'è dietro la squadra più giapponese d'Europa
La Gazzetta dello Sport

Big in Sint Truiden, cosa c'è dietro la squadra più giapponese d'Europa

Domenica 15 febbraio 2026
5 visualizzazioni

Un foglietto coi nomi dei compagni. Un imprenditore belga che faceva collezione di club. Un ex assistente di Ficcadenti a Verona. Un autografo di Zico. Un'idea nata a tavola. Uno stadio chiamato Inferno. Un esempio italiano. Uno chef stellato a Tokyo che si ispira al Belgio. Un ponte tra due paesi. Il nipote di un soldato americano. Un club che fa da ponte tra due paesi e due culture

Keisuke s'era messo in testa di fare le cose bene fin da subito, così prese la rosa della sua nuova squadra, si scrisse tutti i nomi dei compagni su un foglio di carta e li imparò a memoria con il relativo numero di maglia per poterli poi chiamare in campo. "Altrimenti non me la passeranno mai, e questo mi aiuterà anche a essere accettato". Due anni dopo evidentemente ha imparato a chiamare bene i passaggi perché segna parecchio, lo chiamano l'Haaland giapponese e anche quando si è tolto la tinta bionda hanno continuato a farlo, e solletica appetiti di mercato importanti. Keisuke di cognome fa Goto, ha 20 anni, è un centravanti che si sta giocando il campionato belga e se in così poco tempo ha preso le misure all'Europa c'è un motivo semplice: è come se fosse a casa. Di colonie calcistiche in Europa ne abbiamo viste tante: brevi, longeve, esotiche, funzionali. Ma quella del Sint Truiden le batte tutte: in un paese che calcisticamente è già da tanto tempo aperto all'Oriente, i canarini del Limburgo hanno in squadra otto giapponesi. Non solo: il club appartiene a uno dei maggiori gruppi di ecommerce e servizi online del Sol Levante, e dietro c'è un progetto preciso che va oltre il calcio. 

Condividi questo articolo