Le minacce social, il post non scritto, il ruolo di Chiellini: Bastoni nella bufera, i retroscena
La Gazzetta dello Sport

Le minacce social, il post non scritto, il ruolo di Chiellini: Bastoni nella bufera, i retroscena

Lunedì 16 febbraio 2026
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Il day after del difensore dopo il caso della simulazione, con l'Inter che fa quadrato intorno a lui: aveva pensato di scrivere sui social la sua versione dei fatti, poi...

Il day after del difensore dopo il caso della simulazione, con l'Inter che fa quadrato intorno a lui: aveva pensato di scrivere sui social la sua versione dei fatti, poi...

Filippo Conticello Giornalista 16 febbraio - 07:58 - MILANO

La domenica bergamasca di Alessandro Bastoni non ha seguito la placida tradizione della zona: provincia di lavoratori laboriosi, lì c’è un solo sacro giorno per fa riposare le stanche membra. Il mancino interista pensava di prolungare il sabato di festa e, invece, ha dovuto continuare a giocare in difesa dopo quei 45’ da mal di testa contro Conceiçao. Stavolta ha provato a respingere la realtà, entrata dalla finestra con la stessa furia dei commenti sul web. Lo hanno coinvolto, anzi travolto. E amareggiato nel profondo, al punto che l’interista si è sentito quasi obbligato a chiudere i commenti sui social di famiglia di fronte al precipitare delle minacce e degli insulti. La decisione ha coinvolto sia il suo profilo ufficiale sia quello meno seguito della moglie Camilla, di certo non risparmiata dalla marea montante. 

VIDEO: Inter-Juventus reazioni social: Bastoni-Kalulu, i commenti dei tifosi

Al telefono

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Bastoni non pensava a una coda di questo tipo dopo il caso della simulazione di sabato contro la Juventus. Invece, appena sveglio, ne ha viste di ogni in Rete — pure la piccola figlia Azzurra è finita nel mirino – e ha letto continue petizioni per estrometterlo addirittura dalla Nazionale. Inevitabile attaccarsi al telefono con il club per provare a dare un senso a quanto stava accadendo: il difensore, turbato per la piega degli eventi, ha parlato sia con il tecnico Cristian Chivu, che l’aveva difeso per quanto possibile già nel dopopartita, sia con i dirigenti nerazzurri, a partire dal presidente Beppe Marotta. Ha ricevuto sostegno convinto, ha sentito la società stringersi attorno a lui: nessuno lo considera minimamente un simulatore, tutti hanno circoscritto l’accaduto a un semplice episodio da cartellino giallo. Durante la giornata, lo stesso Alessandro ha valutato se realizzare un post social per far sentire la propria voce sull’accaduto, ma alla fine ha preferito chiudersi in un più tattico silenzio. Meglio evitare di aggiungere altra legna al fuoco col rischio di essere equivocato. L’esultanza alle spalle di Kalulu, ciò che più ha fatto infuriare le tifoserie avversarie, è stato per lui quasi un riflesso condizionato figlio della tensione da derby di Italia: va da sé che oggi non lo rifarebbe con quella teatralità.

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Gli insulti

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La reazione avversaria, più quella dei dirigenti e di Spalletti che dei giocatori bianconeri in campo, è stata considerata sproporzionata in casa Inter. Nello specifico, Bastoni è diventato campione d’Europa in azzurro all’ombra di Giorgio Chiellini, oggi “Director of Football Strategy” di Madama: tra i due c’è da sempre un rapporto di stima e rispetto, e anche questo è un risvolto della faccenda. L’interista considera l’ex juventino uno dei migliori centrali dell’ultima epoca e ha visto da vicino l’intera gamma di colpi dell’ex capitano della Nazionale, compreso una certa malizia nell’arte del difendere in certe situazioni. Vada come vada, in questo pirandelliano gioco delle parti, è naturale che bianconero e nerazzurro guardino la realtà da angolazioni differenti: in ogni caso, tra mancini di difesa ci sarà tempo per chiarirsi anche dal vivo. Mentre era circondato dalla famiglia nella casa di Castelli Calepio, piena Bergamasca, e sommerso anche da messaggi di amici e compagni, Bastoni è stato comunque tranquillizzato sul fatto che non c’era rischio di prova tv. Contemporaneamente, ha ascoltato l’accusa neanche tanto velata del designatore Gianluca Rocchi. Gli ha fatto male, ma non quanto quei messaggi in serie: “Buffone”, “Devi morire”, “Raccomandato”, “Pagliaccio” e così senza fine.

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