L'ex ds del Gala: "Juve occhio a Yılmaz! Icardi il mio colpo top e Marotta è un fuoriclasse"
Cenk Ergün, storico ex direttore sportivo del club turco, parla della sfida Champions con i bianconeri di Spalletti: "Nel 2013 li eliminammo sotto la neve, oggi siamo pronti a ripeterci". E rivela le trattative di mercato di cui va orgoglioso: "Osimhen..."
Cenk Ergün, storico ex direttore sportivo del club turco, parla della sfida Champions con i bianconeri di Spalletti: "Nel 2013 li eliminammo sotto la neve, oggi siamo pronti a ripeterci". E rivela le trattative di mercato di cui va orgoglioso: "Osimhen..."
Francesco Maletto Cazzullo Collaboratore 16 febbraio - 10:58 - MILANOIl calciomercato non è fatto solo di cifre, ma di incastri perfetti e telefonate notturne. Lo sa bene Cenk Ergün, storico ex ds del Galatasaray e specialista delle trattative all'ultimo minuto, che ha portato in Turchia un pezzo di Serie A: dal colpo Icardi, passando per l'arrivo di Mertens e i retroscena su Marotta, fino al colpaccio Osimhen. E che ha già eliminato la Juve in Champions una volta, sotto la neve con Antonio Conte in panchina. E ora ci racconta il nuovo Galatasaray che affronterà i bianconeri.
Cenk lei la Juve in Champions l'ha già affrontata una volta.
"Eliminammo la Juve di Conte nel 2013: 2-2 a Torino e 1-0 da noi a Istanbul, gol di Sneijder in un match che durò due giorni a causa della neve. È stata una delle più grandi vittorie della storia del Gala in Champions".
E ora che Galatasaray ritrova la Juve di Spalletti?
"Innanzitutto ci tengo a dire che Spalletti ha fatto rinascere i bianconeri; è un grande allenatore che ha ridato gioco e coraggio a una squadra in difficoltà. Non è una delle Juventus più forti degli ultimi anni, però ha Yildiz. Sarà una gara molto aperta".
Il mio colpo top è Mauro Icardi. Lui si affianca a un avvocato: una persona seria che lo segue anche oggi. Wanda? Non mi fece nessuna richiesta assurda"
E il Galatasary come è cambiato?
"Quest'anno abbiamo una squadra molto interessante. Davanti c'è Osimhen, che voi italiani conoscete bene. Lo abbiamo portato al Gala proprio uno degli ultimi giorni di mercato; è un bravissimo ragazzo ma soprattutto uno dei centravanti più forti d'Europa. Con lui in campo siamo un'altra squadra. Poi c'è İlkay Gündoğan, che prima di essere un nostro giocatore è un nostro tifoso; ha fatto carte false per chiudere la carriera da noi e in ogni partita dà sempre tutto. Anche se ha vinto tanto, esulta come un ragazzino. Davanti Icardi rimane un giocatore di caratura mondiale, e ha fatto molto bene nell'ultima di campionato alle spalle di Victor; ma la vera sorpresa sarà Barış Alper Yılmaz, attualmente il turco più forte del nostro campionato: veloce, potente e micidiale nell'uno contro uno. Spalletti dovrà stare attento".
Molti vostri colpi sono arrivati al fotofinish, ci racconta la frenesia delle ultime ore di mercato?
"L'ultimo giorno di mercato il cellulare inizia a squillare e non si ferma più; agenti e procuratori ti cercano in continuazione. Ricevi le richieste più assurde, ma spesso riesci anche a fare qualche buon affare. Abbiamo preso tanti giocatori in questo modo".
Il suo colpo preferito?
"Sicuramente il più clamoroso è stato quello di Mauro Icardi, in prestito dal Psg. Tutti credono che l'agente di Mauro fosse Wanda, ma in realtà lui si affianca a un avvocato: una persona seria, insomma, che ancora oggi si occupa di lui. Con Wanda ebbi un paio di chiamate e devo dire che non mi fece nessuna richiesta assurda; con me è sempre stata cordiale".
E un colpo saltato?
"L'ultimo giorno di mercato è complicatissimo: molti colpi dipendono dai movimenti delle altre squadre, sembra di giocare a domino. Volevamo prendere Kwadwo Asamoah dalla Juve nel 2017, quindi chiamai Marotta per chiedere informazioni. Mi rispose che il giocatore poteva essere ceduto, ma prima serviva una risposta dall'Atalanta per Spinazzola, che sarebbe stato il sostituto. Chiamai quindi il ds dell'Atalanta, il quale mi disse che erano pronti a liberare Spinazzola, ma dovevano aspettare l'ok del Genoa per Laxalt. Chiamai infine il Genoa, che mi disse che Laxalt non si sarebbe mosso. Così, la trattativa con la Juve saltò".
Quali sono invece le richieste assurde che ha ricevuto?
"Non dirò il nome del tecnico, ma arrivai a trattare con questa persona fino all'ultimo giorno per portarlo al Galatasaray. Eravamo d'accordo sullo stipendio, circa tre milioni netti, ma non voleva firmare perché pretendeva una macchina per sua moglie. Voleva a tutti i costi una Opel, che ai tempi era il nostro sponsor. Se avessi ceduto, avrebbero iniziato a chiederla anche le mogli degli altri calciatori: sarebbe stato un disastro! Discutemmo su questo punto per giorni, ma alla fine lui rinunciò. Vinsi io, anche con la moglie".
Yildiz più forte del nostro altro asso, Arda Güler; sono un po' come i vostri Totti e Del Piero. Con la differenza che loro due possono giocare insieme"
A proposito di mercato, En-Nesyri alla fine è rimasto al Fenerbache. Sarebbe stato un buon colpo per la Juventus?
"Per me è un attaccante che farebbe comodo a molte squadre. Nessun attaccante della Juve ha le sue caratteristiche; avrebbe dato profondità al reparto. Tuttavia, i tifosi del Fenerbahçe non lo amano: è uno dei giocatori più contestati del campionato turco. Forse anche questo ha frenato la trattativa".
Però alla Juve c'è Yildiz, che lei conosce dai tempi del Bayern Monaco.
"Già ai tempi del Bayern era un predestinato, ricevevo chiamate e messaggi su di lui ogni giorno. Ora è diventato una vera stella. Per me è anche più forte del nostro altro asso, Arda Güler; sono un po' come i vostri Totti e Del Piero. Con la differenza che loro due possono giocare insieme".
Ora torniamo al mercato, secondo lei chi è il maestro delle trattative in Italia?
"Ce ne sono tanti bravi, ma il vero fuoriclasse è Giuseppe Marotta. Da lui ho imparato molte cose".
Ci racconta uno dei vostri incontri?
"Ci siamo visti per tre anni di fila per trattare Felipe Melo. La Juve lo aveva pagato tanto, circa 25 milioni, e voleva cederlo senza registrare una minusvalenza, ma noi non potevamo andare oltre una certa cifra. Quindi rinnovammo il prestito per due anni per lavorare sugli ammortamenti. Alla fine noi lo pagammo poco e la Juve fece comunque una plusvalenza. Al di là del colpo, quello che mi ha colpito di più è stato il modo di fare di Marotta: intransigente e duro quando si entra nel merito della questione, ma nel resto del tempo ti tratta come se ti conoscesse da tutta la vita. È bravissimo a mantenere i rapporti: ci siamo sentiti spesso negli anni successivi e, nell'anno della finale di Champions contro il City, ci siamo organizzati per far allenare l'Inter sul campo del Galatasaray".
Quanto contano i rapporti interpersonali nel vostro lavoro?
"Sono tutto. Ad esempio, Mertens l’ho portato da noi grazie ai rapporti con Manna. Avevo già lavorato con lui quando era in Svizzera e questo ha reso tutto più facile. Fare mercato vuol dire trattare con le persone, non solo con i calciatori".
Molti tecnici si lamentano della durata del mercato: dicono che dovrebbe chiudere prima dell’inizio del campionato. Lei è d’accordo?
"No, dai, secondo me è giusto mantenerlo aperto. Molte volte ti accorgi solo alla fine di avere bisogno di qualcosa: le prime giornate di campionato sono un test importante per vedere se la rosa è completa. Nella mia esperienza da ds, ho avuto allenatori che mi hanno chiesto di cambiare pochissimo negli ultimi giorni proprio per non stravolgere il gruppo".
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