Ha simulato anche Brignone: l'impietoso confronto col caso Bastoni e le meschinità del calcio
La Gazzetta dello Sport

Ha simulato anche Brignone: l'impietoso confronto col caso Bastoni e le meschinità del calcio

Martedì 17 febbraio 2026
6 visualizzazioni

Il difensore dell'Inter non è un mostro ma nel calcio esiste un'abitudine incancrenita e da estirpare, la simulazione. Come? Partendo dalle scuole calcio e dai rimproveri degli allenatori, "alzati e corri" ad ogni caduta esagerata

Il difensore dell'Inter non è un mostro ma nel calcio esiste un'abitudine incancrenita e da estirpare, la simulazione. Come? Partendo dalle scuole calcio e dai rimproveri degli allenatori, "alzati e corri" ad ogni caduta esagerata

Luigi Garlando Giornalista 17 febbraio - 07:33 - MILANO

Ha simulato anche la Brignone. Ha fatto finta di non sentir dolore, di essere allenata, di non avere una tibia disallineata e – direbbe Rocchi – ha fregato tutti. E la Moioli? È andata in ospedale di nascosto, è scesa con la faccia pesta e ha vinto due medaglie. Che splendide simulatrici... Il confronto con le meschinità del pallone è impietoso. Ma il calcio non è l’inferno. L’indignato Chiellini nell’autobiografia si vanta di essere stato in campo un figlio di... ed elegge la furbizia a virtù necessaria. Falso. Facchetti, Scirea e Maldini, molto più mitici di Giorgione, erano solo figli delle loro madri; bravi, non furbi. 

Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80€, il modo più veloce e conveniente per completare la collezione!

Non esiste un Mostro, Bastoni non lo è. Esiste un’abitudine condivisa, ormai troppo incancrenita, da estirpare: simulare. Ritoccare il protocollo Var è medicare la ferita, il male va attaccato alla radice, con una rivoluzione culturale che deve partire dai bambini. Giovanni Falcone andava nelle scuole perché le riteneva la trincea più importante: educare nuove generazioni non più disposte a convivere con la mafia. Il muscolo della legalità va allenato da piccoli. Anche nello sport. Bello se Bastoni andasse in una scuola a dire: "Ho sbagliato". Bello se ci andassero in tanti. Perché i giovani imparano dai campioni, nel bene e nel male. Scuole calcio e vivai hanno un ruolo chiave. Un ragazzo simula? L’allenatore urli: "Alzati! Gioca!". Chi cresce con quell’urlo nell’orecchio, forse un domani perderà il vizio e si vergognerà di restare a terra, come succede altrove. Per ora, dopo San Siro, gli arbitri internazionali aspetteranno ancora più prevenuti quei simulatori italiani.

Leggi anche Cannavaro: "Var? Il protocollo va cambiato ora. E su Bastoni in Nazionale..."L'ex ds del Gala: "Juve occhio a Yılmaz! Icardi il mio colpo top e Marotta è un...

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo