"Cento case e 26 parchi: abbiamo girato l'America, poi l'abbiamo trovata a Bormio": storia dei volontari Usa
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"Cento case e 26 parchi: abbiamo girato l'America, poi l'abbiamo trovata a Bormio": storia dei volontari Usa

Martedì 17 febbraio 2026
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Una famiglia di New York si è trasferita sulle Alpi della Valtellina. Doveva stare via dodici mesi, non è più tornata. Ecco il romanzo della loro incredibile avventura

Una famiglia di New York si è trasferita sulle Alpi della Valtellina. Doveva stare via dodici mesi, non è più tornata. Ecco il romanzo della loro incredibile avventura

dal nostro inviato  Andrea Fanì 17 febbraio - 09:06 - BORMIO (SONDRIO)

Allacciate le cinture, questa non è solo una storia. C’è un bambino americano cresciuto a Roma, poi tornato in America. C’è una ragazza, americana anche lei, con orizzonti grandi come il mondo. C’è la minaccia del Covid. Le fughe. La fame di libertà. C’è Bormio. C’è il Fato travestito da Olimpiadi. Pronti? Sì va! (anzi, let’s go!)

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bormio, febbraio 2026

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Inizia tutto con un reportage: sto raccogliendo materiale per raccontare la vita dei volontari ai Giochi 2026. Mi presentano Kathryn, “è il mio nome legale, ma tutti mi chiamano Casey”. “E io sono suo marito, Ben”, spunta una voce laterale, un imprevisto in sostanza. L’accento è così pulito che penso sia italiano, giusto una leggera inflessione straniera, ma è più una sensazione che una certezza. E dentro di me, mentre parlo con Casey, mi disegno la storia: marito italiano, si sono conosciuti in Usa durante le vacanze, poi tornati in Italia, insomma, una delle tante, dai, torniamo alla storia dei volontari… Ma Ben non è italiano, non ha conosciuto Casey in vacanza. Lui ha vissuto a Roma sette anni quando era bambino per via del lavoro del padre, poi se n’è tornato a casa, Brooklyn, New York. Lì, anni dopo, ha conosciuto Casey. Hanno quattro figli. “Ma allora perché Bormio? Solo per fare i volontari ai Giochi?”. “È una lunga storia…”.

new york, primavera 2020

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Casey e Ben raccontano insieme, una frase a testa senza essersi messi d’accordo. È proprio che c’è una specie di magia tra loro. Lei insegnante di scienze, lui agente pubblicitario in una grande società. “Veniamo da Park City, Utah”. “No, come Utah. Ma non avete detto che vivete a New York?”. “Vivevamo, ma poi…”. Aaaalt! Mettiamoci seduti, qua serve tempo. “Abbiamo sempre avuto una passione per lo sci, vivevamo a Brooklyn e andavamo a sciare. Poi un giorno è arrivato il Covid. Siamo una famiglia bellissima, molto unita. Ma insomma, vivere da reclusi ha iniziato a pesarci. La casa sembrava diventare ogni giorno più stretta. Così… Abbiamo impacchettato casa, abbiamo saldato il mutuo e… Partiti”.

park city, 2020-2025

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“Dovevamo stare via un anno, abbiamo viaggiato negli Stati Uniti per 5… Abbiamo affittato oltre cento appartamenti e visitato 26 parchi nazionali in ogni Stato del Paese, lavorando e studiando da remoto. Gli inverni li abbiamo passati a Park City, perché più passava il tempo più lo sci era diventato parte integrante della nostra vita”. Casey nel frattempo ha preso l’abilitazione come insegnante di sci, Ben ha continuato a lavorare da remoto per la sua compagnia, i ragazzi hanno cambiato scuola (sacrificio gestibile se attorno hai piste e piste sconfinate, neve polverosa, e pomeriggi per sciarla). E ognuno dei quattro ha iniziato a fare sul serio con lo sport: il primo, 15 anni, nel freeride; i gemelli di 13, un maschio e una femmina, con slopestyle e gobbe (Isla è diventata campionessa nazionale Usa nella sua categoria), l’ultima, Emma, 7 anni, nello sci alpino. “Fin qua commovente. Ma mi manca un pezzo, perché Bormio?”. La risposta sarebbe facile per chi conosce la cittadina medievale con la sua Bajona e le stradine, ma dallo Utah alla Valtellina…

bormio, febbraio 2026 (again)

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Dopo 5 anni anche Park City era diventata stretta. Non puoi mettere sei aquile in una voliera, per quanto sia grande. “Io ho sempre avuto il sogno di visitare l’Italia, dopo aver vissuto un po’ a Roma”, dice Ben. “Io non c’ero mai stata, guardavo le Alpi in foto e ho pensato… ci sono i Giochi, perché no?”, sorride Casey. E così: nuovo trasferimento, la famiglia si sposta in Italia, Casey e Ben vengono inseriti nel gruppo dei 18mila volontari olimpici. Sede? Bormio, of course. “La cittadina è bellissima e ci siamo inseriti subito nel tessuto. I ragazzi vanno a scuola al mattino, il pomeriggio sciano e la sera frequentano da remoto una scuola americana. Io di giorno”, dice Ben, “faccio il volontario e di sera smartworking con la mia azienda”. I quattro fratelli sono iscritti a sci club locali tra Bormio e Livigno, e chissà se un giorno, dovessero arrivare a una medaglia olimpica, avranno una storia da raccontare anche loro.

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