Qualità, strappi e gol: Alisson Santos è il nuovo spaccapartite del Napoli
Il brasiliano a segno nel 2-2 con la Roma è uno specialista nel cambiare le gare in corsa. Ora punta a un posto dall’inizio
Il brasiliano a segno nel 2-2 con la Roma è uno specialista nel cambiare le gare in corsa. Ora punta a un posto dall’inizio
Vincenzo D'Angelo 17 febbraio - 10:13 - MILANOIl Maradona sa riconoscere il talento, perché è il nome stesso dello stadio a imporre una certa predilezione per la bellezza. Così quando Alisson Santos ha toccato il suo primo pallone in Serie A, i tifosi azzurri hanno avvertito strane sensazioni del passato. Una freccia che strappa, che punta, che dribbla. Che si accende col pallone tra i piedi, che fa sobbalzare ed emozionare. Sensazioni conosciute anche nel recente passato, senza dover scomodare vecchi miti intoccabili. Però nel controllo in velocità di Alisson, in quella sua predisposizione alla ricerca dell’uno contro uno, c’è tanto di David Neres, per intenderci. E la strada tracciata per Alisson sembra proprio quella percorsa un anno fa dal brasiliano numero 7, ora fermo ai box: entrare a gara in corso, per spaccare le partite. L’ex Sporting, del resto, è uno specialista della materia. In Champions, col club portoghese, quest’anno ha messo a segno tre reti, sempre da subentrato. Contro Marsiglia e Athletic sono stati colpi da tre punti, ma quello a cui è più affezionato resta il primo acuto contro il Kairat: gol all’esordio in Champions, come da sogno di ogni ragazzino. E la rete al debutto sta diventando una bella consuetudine visto quanto accaduto domenica sera al Maradona: stop orientato, destro fulminante, e esultanza commossa sotto la curva B.
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—Una prima così nel campionato italiano entra nella storia, come nelle favole più belle. Forse era destino dovesse andare così. A Genova, infatti, Alisson stava per entrare ma un attimo prima Juan Jesus è stato espulso: cambio di programma, niente svolta offensiva per Conte. E un filo di delusione sul volto del brasiliano. Che però è stato tra i primi a correre e a esultare dopo il rigore da tre punti di Hojlund. La prima col Napoli è arrivata pochi giorni dopo, in Coppa Italia, con tanto di rigore realizzato nella sfida oltre il 90’. Lì Alisson ha mostrato personalità, e pure un orgoglio sorprendente nel vestire la maglia azzurra. Napoli l’ha scelta senza esitazione, convinto di potersi esaltare nel tempio di Diego, che aveva conosciuto da avversario il primo ottobre, sempre in Champions. L’urlo dopo l’inno resta dentro, evidentemente anche a chi ci arriva da avversario. Ha rinunciato agli ottavi con lo Sporting per aiutare il Napoli a tornare nell’Europa più nobile, per togliersi altre soddisfazioni. E l’acuto contro la Roma potrebbe rivelarsi pesantissimo nella corsa al posto Champions.
nuovo eroe
—Conte e Manna lo hanno voluto a tutti i costi e il brasiliano si è sentito da subito lusingato dalla possibilità di giocare per il Napoli. Lo considera un top club mondiale, non una squadra di passaggio come è accaduto per altri in passato. Per Alisson, la maglia azzurra è un privilegio, l’occasione giusta per imporsi in Europa e mettersi in mostra per coronare il suo grande sogno di giocare per il Brasile. Il ct verdeoro Ancelotti ha Napoli nel cuore, ora lo guarderà con occhi ancora più attenti. Alisson è cresciuto nel mito di Neymar, anche se in Portogallo qualcuno lo aveva paragonato a un giovane Leao. Sarà perché anche il milanista è esploso proprio allo Sporting. O perché, come lui, ama la musica e surfare per esultare. A Napoli sono convinti di aver preso un futuro crack, un talento pronto a esplodere e a imporsi sotto la guida di Conte. La strada è ancora lunga, per carità, ma il brasiliano ha i numeri e le qualità per imporsi velocemente in Italia. Passo corto, esplosivo, travolgente in campo aperto e difficile da leggere. E con un buon feeling con la porta. Domenica sera si è commosso, sotto lo sguardo della mamma e del migliore amico. E di tanti napoletani rimasti impressionati dalla sua velocità palla al piede. C’è un potenziale nuovo eroe in città. Che adesso vuole dimostrare di saper fare la differenza anche partendo nell’undici titolare. Parola al campo.
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