Morto il reverendo Jesse Jackson, storico paladino dei diritti civili
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Morto il reverendo Jesse Jackson, storico paladino dei diritti civili

Martedì 17 febbraio 2026
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Ministro battista e due volte candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, aveva 84 anni

Ministro battista e due volte candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, aveva 84 anni

17 febbraio - 11:37 - MILANO

È morto all'età di 84 anni il reverendo Jesse Jackson, figura storica dei movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti. A comunicare la sua scomparsa è stata la famiglia con un comunicato diffuso da NBC News.

morto jesse jackson

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"Nostro padre era un leader al servizio della comunità, non solo per la nostra famiglia, ma anche per gli oppressi, i senza voce e gli emarginati in tutto il mondo" ha dichiarato la famiglia Jackson. "Lo abbiamo condiviso con il mondo e in cambio, il mondo è diventato parte della nostra famiglia allargata. La sua incrollabile fede nella giustizia, nell'uguaglianza e nell'amore ha motivato milioni di persone. Vi chiediamo di onorare la sua memoria continuando la lotta per i valori per cui ha vissuto". Non è stata rivelata la causa della morte, ma la famiglia ha detto che è morto serenamente circondato dai suoi cari. Da oltre dieci anni conviveva con la paralisi sopranucleare progressiva (o sindrome di Steele-Richardson-Olszewski) una malattia neurodegenerativa che porta all'atrofia a livello del mesencefalo e di altre parti del cervello, provocando perdita dell'equilibrio, difficoltà a muovere gli occhi e demenza. Jesse Jackson nel 2017 aveva rivelato di avere il Parkinson e di averlo scoperto 2 anni prima. 

la vita e la carriera politica

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Jesse Jackson era nato a Greenville, in Carolina del Sud e divenne noto sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo per le sue partecipazioni alle lotte per i diritti civili, affiancando spesso Martin Luther King Jr.Nel 1984 e nel 1988 aveva tentato la corsa presidenziale candidandosi alle primarie dei democratici, senza però ottenere la nomination. Grazie alla sua partecipazione alla campagna elettorale oltre due milioni di afroamericani si erano iscritti alle liste elettorali. Dopo l'uccisione di Martin Luther King Jr., Jesse Jackson ha fondato People United to Save Humanity (PUSH) nel 1971 con cui ha lavorato per migliorare i diritti e la vita delle persone afroamericane. Nel 2008 è stato protagonista di un brutto incidente pubblico, quando dopo un'intervista al canale Fox News, pensando che il microfono fosse spento, aveva fatto pesanti dichiarazioni contro Barack Obama. Considerando che suo figlio era copresidente della campagna presidenziale, il danno era stato particolarmente grave, anche per questo è poi rimasto in ombra durante tutta la campagna. Dopo l'annuncio della malattia, la sua presenza pubblica è andata sempre più sfumando. Nel 2020 ha appoggiato Bernie Sanders alle primarie, l'ultima apparizione pubblica è stata nel 2024 alla convention democratica a Chicago. 

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