L'ex Inter Macellari condannato per spaccio di droga: "La usavo, ma non la vendevo"
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L'ex Inter Macellari condannato per spaccio di droga: "La usavo, ma non la vendevo"

Martedì 17 febbraio 2026
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Per lex difensore 8 mesi di reclusione: è stato riaccompagnato in carcere dove stava già scontando una pena di 5anni stabilita per altri reati

Per lex difensore 8 mesi di reclusione: è stato riaccompagnato in carcere dove stava già scontando una pena di 5anni stabilita per altri reati

17 febbraio - 12:37 - MILANO

È stato condannato a 8 mesi di reclusione e 1800 euro  di multa l'ex calciatore Fabio Macellari, difensore che tra la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000 aveva giocato per Lecce, Cagliari, Inter e Bologna. "Ne facevo uso e ho fatto del male a me stesso, ma mai e poi mai mi sono permesso di cederla", ha dichiarato Macellari, oggi cinquantenne. Come riporta il Corriere di Bologna, il tribunale di Piacenza, in cui l'ex difensore è comparso come imputato in un procedimento scaturito da un’indagine antidroga condotta nel 2019 dai carabinieri di Bobbio, ha emesso il suo verdetto di condanna proprio per quanto riguarda lo spaccio. Assolto, invece, da altri due capi di imputazione. Macellari è stato subito riaccompagnato al carcere delle Novate di Piacenza, dove stava già scontando una pena di cinque anni stabilita dal tribunale di Cagliari per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna ed estorsione ai danni della madre della sua ex. 

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le dichiarazioni 

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Durante l'udienza di ieri, Macellari aveva scelto di riferire alcune dichiarazioni spontanee: "Ho guadagnato tanti soldi quando ero un calciatore e all’epoca pagavo tutto agli amici. Terminata la carriera sportiva, mi sono trovato a dover lavorare ma con quello non c’entro niente, non ho mai venduto cocaina. Cedere droga non mi appartiene proprio". La difesa, ovvero l'avvocato difensore d'ufficio Monica Giuppi, aveva dichiarato che "dall’istruttoria del processo è emerso che Macellari acquistava cocaina, come lui stesso ha ammesso, perché all’epoca era tossicodipendente. Un fatto che appartiene al suo passato, dato che ora si è disintossicato. Ma non c’è un solo atto che provi le cessioni. Ritenevo che dall’istruttoria non fosse emersa la la responsabilità penale dell'imputato, perché secondo me non erano riconducibili episodi di spaccio, anche perché, non ha mai ceduto sostanze stupefacenti ma, al massimo, ha fatto uso di gruppo, così come ha dichiarato in aula". Adesso è quindi attesa l'impugnazione della sentenza.

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