Più divertente? Macché: il paradosso della nuova Formula 1
La Gazzetta dello Sport

Più divertente? Macché: il paradosso della nuova Formula 1

Martedì 17 febbraio 2026
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La rivoluzione della Formula 1 è partita tra ironie e polemiche. Auto più lente, piloti innervositi e la certezza che non si possa fare più marcia indietro a causa (anche e soprattutto) degli ingenti investimenti fatti. Le nuove power unit hanno comunque ampi margini di crescita

Una rivoluzione indolore? Macché. L’inizio della nuova era della Formula 1 è stato segnato da dubbi, mugugni e anche critiche aperte. Max Verstappen, come al solito, non ha avuto remore definendola “una Formula E sotto steroidi”. Lewis Hamilton non è stato da meno, rincarando la dose: “Siamo veloci quanto una Formula 2”. E Fernando Alonso ci ha aggiunto un pizzico di sarcasmo: “Queste macchine, per come andiamo nelle curve, potrebbe guidarle anche il cuoco della nostra hospitality”. Insomma, una schiera di detrattori di tutto rispetto. Il motivo di tante recriminazioni è legato alla natura radicale dei cambiamenti nella guida necessari con le power unit ibride di seconda generazione, che debuttano quest’anno, assieme a tutte le altre novità che riguardano il telaio, l’aerodinamica attiva e le gomme più strette. 

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