"Ching-chong-yang-wah-ah-soh". Shaq, Yao e l'incidente diplomatico con la Cina
La Gazzetta dello Sport

"Ching-chong-yang-wah-ah-soh". Shaq, Yao e l'incidente diplomatico con la Cina

Martedì 17 febbraio 2026
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Nel 2002 O'Neal in un'intervista offese - involontariamente - i cinesi con un'infelice imitazione del centro dei Rockets. Il bis anni dopo con un tweet del gm dei texani Morey a favore di Hong Kong

Ci sono i trash talker alla Larry Bird, i killer silenziosi alla John Stockton, i subdoli alla Isiah Thomas, quelli col sorriso eternamente stampato sulle labbra come Magic Johnson. E i guasconi alla Shaquille O'Neal. All'inizio degli anni 2000 non eravamo ancora entrati nell'era dell'estremismo del politically correct, qualche battuta "scomoda" si poteva ancora fare. Riguardatevi qualche sitcom di quell'epoca, ci sono sketch impensabili nel clima attuale. Il buon Shaq si ritrovò al centro di una controversia intercontinentale per una delle sue uscite innocenti, che accese una miccia che rischiò di far saltare in aria il buon Diesel.

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