Secondo anello sospeso, 50mila spettatori e... Il nuovo Flaminio. Lotito: "Resto, con me Lazio immortale"
La Gazzetta dello Sport

Secondo anello sospeso, 50mila spettatori e... Il nuovo Flaminio. Lotito: "Resto, con me Lazio immortale"

Martedì 17 febbraio 2026
7 visualizzazioni

Sarà pronto per l'Europeo 2032, probabilmente anche prima. Un impianto che tuteli la storia e si proietti nel futuro. Lotito: "Un progetto che non riguarda solo il club biancoceleste, ma l’intera città di Roma, la sua storia urbanistica"

Sarà pronto per l'Europeo 2032, probabilmente anche prima. Un impianto che tuteli la storia e si proietti nel futuro. Lotito: "Un progetto che non riguarda solo il club biancoceleste, ma l’intera città di Roma, la sua storia urbanistica"

Dal nostro inviato  Stefano Cieri 17 febbraio 2026 (modifica alle 15:43) - FORMELLO Claudio Lotito con l’architetto Pierluigi Nervi

Un impianto da 50 mila posti, pronto entro il 2032, che tuteli la storia e si proietti nel futuro. Si può riassumere così il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio presentato oggi dalla Lazio a Formello. Un piano complesso e ambizioso che, se realizzato, trasformerà l’impianto costruito dall’ingegner Pierluigi Nervi nel 1959 per le Olimpiadi del 1960 nel nuovo stadio di proprietà del club biancoceleste (attraverso lo sfruttamento del diritto di superficie). A illustrare il progetto ha provveduto il presidente Claudio Lotito che ha parlato di un piano che “non riguarda solo la Lazio, ma l’intera città di Roma, la sua storia urbanistica e la capacità di guardare al futuro”. Al suo fianco l’architetto Pierluigi Nervi, nipote (omonimo) dell’uomo che progettò il Flaminio quasi 70 anni fa. “La ristrutturazione - ha detto Nervi - si basa unicamente sul metodo di lavoro adottato da mio nonno, riprendendo alcuni schizzi che fece per l’ampliamento dello stadio Franchi di Firenze (anche quello progettato da lui, ndr)”. 

VIDEO: Flaminio, gioiello abbandonato. In passato ospitò anche i derby: ecco quali

Le caratteristiche

—  

Ad illustrare i dettagli del piano ha provveduto il suo autore, l’architetto Marco Casamonti dello studio Archea (ha curato la realizzazione del nuovo stadio nazionale di Tirana, del Viola Park e il restyling del Blu Energy di Udine). “Il cuore del progetto - ha spiegato Casamonti - è nella costruzione di un secondo stadio che si sovrappone al primo, quello già esistente, in modo da rispettare i vincoli architettonici dell’opera realizzata da Nervi (vincoli sul rispetto dei quali dovrà pronunciarsi la Soprintendenza ai beni culturali, ndr). Il progetto prevede la creazione di un secondo anello sospeso che copre senza toccare l’impianto originario. In questo modo, appunto, non tocchiamo la struttura di Nervi, ma anzi la tuteliamo. Essendo costruita interamente in cemento armato è sottoposta all’usura provocata dai fattori atmosferici, che in effetti l’hanno già parecchio deteriorata. E infatti nel nostro progetto è prevista anche la ristrutturazione delle parti ammalorate. Con la nuova copertura il 'vecchio' stadio Flaminio sarà protetto per tanti anni ancora. Viceversa andrebbe incontro ad un rapido e forse definitivo deterioramento”. Ecco, quindi, spiegato il senso del progetto, legato alla salvaguardia del passato e alla proiezione nel futuro. “La capienza - ancora Casamonti - è prevista attorno alle 50 mila unità, 20 mila nella struttura originaria e altri 30 mila nel nuovo anello sovrastante”. 

VIDEO: La Lazio svela il render del nuovo Flaminio: obiettivo 2032

Tempi e sogno Europeo

—  

La Lazio spera di chiudere la partita burocratica (avere cioè tutte le autorizzazioni del caso) entro il primo semestre del 2027, in modo da iniziare poi i lavori e chiuderli entro il primo semestre del 2031. In modo da candidare il nuovo stadio ad essere una delle sedi dell’Europeo 2032 (che di giocherà in Italia e Turchia). In realtà, i tempi per ottenere quest’ultimo obiettivo sono talmente stretti da renderlo quasi impossibile (la Figc dovrà consegnare l’elenco degli stadi candidati entro la prossima estate). A prescindere dall’ipotesi di ospitare l’Europeo, rispettare la tempistica ipotizzata dalla Lazio non sarà in ogni caso facile. 

I nodi da sciogliere

—  

Tanti gli scogli da superare, a cominciare dal primo (e probabilmente più alto): l’autorizzazione della Soprintendenza ai beni culturali. I progettisti sono sicuri di aver redatto un progetto che rispetti i vincoli architettonici, ma ci sono i nodi della attuale tettoia che copre la tribuna centrale (non è chiaro se debba essere abbattuta o meno per creare il secondo anello) ed anche degli scavi archeologici che andranno fatti per installare i piloni che sostengano il nuovo anello (il sottosuolo dell’intera area in cui sorge il Flaminio è ricca di testimonianze di epoca sia romana sia etrusca). Altro scoglio da superare quello della viabilità e dei parcheggi, visto che il Flaminio si trova nel cuore della città. “Abbiamo studiato - ancora Casamonti - un sistema che preveda lo sfruttamento massimo del trasporto pubblico. I parcheggi saranno costruiti lontano dallo stadio e da lì si accederà con navette”. Il Flaminio si può in realtà raggiungere anche i classici mezzi pubblici, come il tram. E la Lazio sottolinea che in futuro sarà costruita anche una fermata della nuova metropolitana, a piazza Apollodoro (ma i tempi di realizzazione non sono brevi). I timori dei residenti del quartiere sono tanti. Lotito li ha rassicurati così: “Il progetto (di complessivi 480 milioni, ndr) prevede uno stanziamento di circa 150 milioni per la riqualificazione dell’intera area, con l’aumento di zone verdi e la creazione di nuove aree pedonali. Il quartiere ne uscirà migliore di quanto sia adesso”.

Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80€, il modo più veloce e conveniente per completare la collezione!

lotito e la lazio immortale

—  

Lotito ha anche fatto il punto sulle voci di una presunta cessione della società: “Sono completamente infondate. La Lazio non è in vendita e non c’è l’interesse di nessun gruppo del Qatar (una delle voci circolate in questi giorni, ndr). Mi dicono libera la Lazio, io rispondo invece che la Lazio è libera. Nel senso che è un club autosufficiente, che non ha esposizioni e che può pianificare il suo futuro. Quando ho rilevato questo club c’erano 550 milioni di debiti, che sono stati estinti grazie ai sacrifici che abbiamo fatto in questi anni senza chiederli ai soci, come sarebbe accaduto facendo aumenti di capitale. L’anno prossimo (autunno 2027, ndr), pagheremo all'Erario l’ultima tranche di debiti fatti dalle precedenti gestioni. Ed avremo 30 milioni in più da poter investire. Questi sono i fatti, il resto sono chiacchiere. Con questo progetto dello stadio vogliamo rendere la Lazio immortale”.

Leggi anche La Lazio svela il render del nuovo Flaminio: obiettivo 2032La Lazio ha un nuovo leader: Taylor ha convinto Sarri con corsa, intelligenza e gol

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo