Vonn: perché 4 operazioni in 6 giorni? Gli esperti: "È il protocollo, ma tornerà a camminare"
Il professor Zaffagnini: "Per l'atleta che è, volendo, tra un anno e mezzo potrebbe anche tornare in pista. Per una persona normale sarebbe impossibile". Il professor Massé: "Il fatto che abbia dovuto eseguire così tanti interventi non vuol dire che il primo sia stato sbagliato. Anzi, fa parte della procedura"
Il professor Zaffagnini: "Per l'atleta che è, volendo, tra un anno e mezzo potrebbe anche tornare in pista. Per una persona normale sarebbe impossibile". Il professor Massé: "Il fatto che abbia dovuto eseguire così tanti interventi non vuol dire che il primo sia stato sbagliato. Anzi, fa parte della procedura"
Quattro operazioni in sei giorni dopo una frattura alla tibia: non è così che Lindsey Vonn immaginava di chiudere i Giochi di Milano-Cortina (e la sua carriera) ma il rischio di scendere in pista nonostante la frattura del crociato non ha pagato. L’americana è caduta dopo poche porte della pista delle Tofane di Cortina d’Ampezzo, riportando una brutta frattura della tibia e soprattutto chiudendo qui il sogno di un clamoroso ritorno olimpico. Da quel momento, per Vonn è iniziato un lungo calvario, con quattro operazioni in sei giorni che servono però a ricostruire gradualmente la tibia: i primi erano necessari per ridurre la frattura e stabilizzare la gamba tramite degli strumenti di fissaggio esterno. Il terzo serviva a ricostruire l’articolazione con placche e viti esterne, il quarto fornisce una stabilizzazione aggiuntiva, e la Vonn eseguirà un ulteriore intervento negli Stati Uniti per completare il percorso operatorio. Tutto questo è necessario per rimettere in piedi la sciatrice e permetterle di tornare prima di tutto a camminare: Ma come procederà il percorso di recuperò? Potrà tornare a camminare o - se vorrà - a sciare? Hanno risposto due esperti: il Professor Alessandro Massé, direttore di Ortopedia dell’Ospedale Città della Salute di Torino e docente di Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Torino, e il Professor Stefano Zaffagnini, del reparto di Ortopedia e Traumatologia II dell’Istituto Ortopedico Rizzoli ed esperto di traumatologia dello sport.
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