McGrath, Malinin, Goggia e tutti quelli che hanno bisogno di un bosco
La Gazzetta dello Sport

McGrath, Malinin, Goggia e tutti quelli che hanno bisogno di un bosco

Mercoledì 18 febbraio 2026
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Ognuno ha il suo modo di vivere il dolore, dalla fuga del norvegese alla stella del pattinaggio a cui suo padre ha fatto pesare oltremisura il flop

Ognuno ha il suo modo di vivere il dolore, dalla fuga del norvegese alla stella del pattinaggio a cui suo padre ha fatto pesare oltremisura il flop

Luigi Garlando Giornalista 18 febbraio - 07:29 - MILANO

Affascinante l’invincibile Achille, ma al liceo tifavamo per Ettore, marito e padre dal cuore in fiamme. Anche lo sport produce sconfitti seducenti. Scelgo il norvegese Atle Lie McGrath che ha dominato la prima manche di slalom, ha inforcato nella seconda, si è tolto gli sci, si è incamminato nella neve ed è sparito nel bosco di Bormio. Aveva un dolore da urlare, come Fantozzi quando Filini gli martella il pollice. Un dolore superiore alla sconfitta, un nonno, amatissimo, appena scomparso. Un nonno che lo portava nei boschi, a cui avrebbe voluto dedicare un oro. Nei boschi aspettano le nonne delle fiabe, Atle aveva un dolore feroce come un lupo. "Volevo isolarmi da tutto", ha spiegato.

Avrebbe desiderato un bosco anche l’americano Ilia Malinin, il dio dei pattini, precipitato in un inferno di ghiaccio. Invece gli è toccato restare a consolare un padre disperato, che gli ha fatto pesare tutto il suo fallimento. Meglio il lupo. Il bosco di Sofia Goggia sta ad Andorra, lo ha raggiunto volando via da un’Olimpiade piena di Federica Brignone. Chi vince un bronzo ai Giochi non è un perdente, ma la rivale ha celebrato la sua apoteosi: 2 ori olimpici a 10 mesi da un infortunio apocalittico e avversarie genuflesse, adoranti. Tutte le luci su lei. Ombra per ombra, meglio il bosco di Andorra, da dove ripartirà la Coppa del Mondo. Sofia, da buona atalantina, ci è entrata con l’eleganza di una Dea, complimentandosi con Fede, dando il giusto valore al suo bronzo, ringraziando per il dono della salute e ricordando che lo sport, come la vita, va avanti. Con la prossima gara. Una Goggia di saggezza.

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