Auto con fermo amministrativo, via libera alla rottamazione: cosa cambia e quanti sono i veicoli coinvolti
La Gazzetta dello Sport

Auto con fermo amministrativo, via libera alla rottamazione: cosa cambia e quanti sono i veicoli coinvolti

Mercoledì 18 febbraio 2026
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A partire dal 20 febbraio 2026, i veicoli sottoposti a fermo amministrativo, stimati in circa 4 milioni di unità, potranno essere demoliti e radiati dal Pubblico Registro Automobilistico (Pra) su indicazione degli enti e delle amministrazioni locali

A partire dal 20 febbraio 2026, i veicoli sottoposti a fermo amministrativo, stimati in circa 4 milioni di unità, potranno essere demoliti e radiati dal Pubblico Registro Automobilistico (Pra) su indicazione degli enti e delle amministrazioni locali

Armando Bavaro 18 febbraio - 12:05 - MILANO

Novità in arrivo per le auto sottoposte a fermo amministrativo: milioni di auto e carcasse che finora venivano "congelate" rimanendo inutilizzabili e col divieto di cancellazione dai pubblici registri, da venerdì 20 febbraio 2026 potranno essere rottamati e radiati dal Pra (Pubblico Registro Automobilistico) su indicazioni delle amministrazioni locali, liberando strade e terreni. A cambiare saranno anche le norme che regolano i richiami delle case automobilistiche, molto più stringenti: le vetture che non effettuano l'intervento previsto entro due anni finiranno in un apposito elenco e potranno essere sanzionate. Si stima che siano 4 milioni in Italia gli esemplari sottoposti a fermo, di cui un milione di carcasse o auto fuori uso destinate alla demolizione. "La nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione, con vantaggi per tutti", spiega il presidente di Federcarrozzieri Davide Galli; "I proprietari di auto sottoposte a fermo fino ad oggi erano costretti a pagare bollo e, fino al 2024, anche l'assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile, mentre ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi, ma come conseguenza non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l'acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato. I Comuni, dal canto loro, potranno rimuovere con più facilità le automobili abbondate in strada o su terreni pubblici, e quelle che rappresentano un pericolo sul fronte della circolazione o dell'ambiente". L'altra novità riguarda le auto oggetto di campagna di richiamo che non si sottomettono agli interventi correttivi. Dal 17 febbraio 2026 è operativa una banca dati nella quale le case automobilistiche andranno ad inserire le vetture che, dopo 24 mesi, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza: come spiegato sempre da Galli "Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali". Capitano spesso, infatti, che migliaia di automobilisti circolino a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose: la creazione di questo database consentirà a cittadini e organi di polizia di verificare se un veicolo è stato sottoposto o meno alla prevista campagna di richiamo. Per i trasgressori sono previste sanzioni salate: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata e 173 euro per i proprietari che circolano con un'auto inserita nell'elenco.

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problema sanitario e ambientale

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La misura che consente la rottamazione dei veicoli fuori uso anche in presenza di fermo amministrativo produce benefici per la circolazione e l'ambiente, visto che la presenza di queste auto inutilizzate ha portato alla crescita nelle città di vetture abbondonate, con un incremento del degrado e dell'inquinamento: "Le auto abbandonate sono bombe ambientali e rappresentano vere e proprie fonti diffuse di inquinamento: nel tempo, infatti, rilasciano nel suolo e nelle acque oli minerali, carburanti residui, liquidi refrigeranti, metalli pesanti e acidi delle batterie, con un rischio concreto di contaminazione delle falde, soprattutto nelle aree non impermeabilizzate. A questo si aggiunge la dispersione di rifiuti pericolosi, poiché un veicolo fuori uso contiene componenti classificati come tali, come accumulatori e materiali plastici che degradandosi contribuiscono alla formazione di microplastiche e residui tossici", spiega il presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Alessandro Miani, che richiama anche i rischi sanitari: "la presenza prolungata di carcasse veicolari comporta un rischio di eventi acuti, come incendi accidentali o dolosi, che possono generare emissioni altamente nocive, con effetti diretti sulla qualità dell'aria e sulla salute delle persone". A livello europeo si stima che il fenomeno dei cosiddetti missing vehicles, ovvero i veicoli che non completano correttamente il percorso di rottamazione, generi una perdita economica stimata in circa 2,9 miliardi di euro e un rilevante impatto ambientale.

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fermo amministrativo: cos'è e quando si verifica

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Il fermo amministrativo, come dice il nome, è un provvedimento di natura amministrativa, e non giudiziaria, con cui si dispone il blocco di uno o più veicoli intestati al debitore e che, quindi, determina l'impossibilità di utilizzare l'auto o qualsiasi altro bene mobile registrato. Il blocco dev'essere preceduto da un preavviso con il quale l'interessato è invitato a mettersi in regola nei successivi 30 giorni pena, appunto, in caso di mancato pagamento, l'iscrizione del fermo amministrativo. Tale provvedimento può essere disposto in due situazioni: in seguito al mancato pagamento di una cartella esattoriale derivante, a sua volta, dal mancato pagamento di tasse, imposte, multe, e sanzioni, e come sanzione accessoria in seguito ad alcune violazioni del Codice della Strada. Nel caso in cui il proprietario di un veicolo abbia un debito nei confronti dello stato o di un ente locale, il creditore, per indurre il debitore a sanare la propria posizione, può chiedere il blocco di un bene mobile registrato di proprietà del debitore, per esempio una macchina o una moto. Ilfermo amministrativonon avente natura di sanzione accessoria può permanere a tempo indeterminato se il debitore non provvede al pagamento del debito. Per quanto riguarda il secondo caso, tra queste rientrano la guida senza patente o con patente diversa da quella richiesta; guida con patente sospesa; circolazione con documenti ritirati; circolazione in autostrada con veicoli non in regola con la revisione; circolazione con veicolo sospeso dalla circolazione fino a revisione; circolazione con targa non propria o contraffatta; mancanza di targa o targa installata irregolarmente. In queste e nelle altre situazioni previste, il fermo amministrativo scatta anche se la violazione non è stata commessa dal proprietario del mezzo. Tranne il caso in cui è disposto a seguito della sospensione della carta di circolazione, il fermo amministrativo derivante da violazione di norme stradali ha una durata prefissata stabilita dal Codice della strada e comporta il ritiro dei documenti di circolazione. Un veicolo sottoposto a fermo amministrativo può essere venduto anche se il cambiamento di proprietà non cancella il fermo. Dunque, il mezzo non può circolare nemmeno se viene intestato a un nuovo proprietario. Il fermo amministrativo non può essere imposto in tre occasioni: se il mezzo è utilizzato in attività di impresa o della professione esercitata dal debitore, se viene utilizzato per il trasporto disabili e se, ovviamente, il debitore paga il suo debito.

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