Caos F1, rabbia Vasseur: "È imbarazzante, bisogna ancora chiedere chiarimenti sul regolamento"
Chiaro il riferimento del team principal della Ferrari ai motori Mercedes. Wolff però avverte: "Se le regole cambiassero in corsa sarei davvero stupito..."
Chiaro il riferimento del team principal della Ferrari ai motori Mercedes. Wolff però avverte: "Se le regole cambiassero in corsa sarei davvero stupito..."
Jacopo Moretti 18 febbraio - 13:18 - MILANO“Mancano due settimane all’inizio del mondiale e dobbiamo ancora chiedere chiarimenti sul regolamento. È piuttosto imbarazzante”. Non fa giri di parole Fred Vasseur, coinvolto con la sua Ferrari nella “battaglia” sportiva sui motori 2026. Il tema, ormai, è noto: verifiche dei rapporti di compressione. La Rossa, insieme a Honda e Audi vorrebbe che venissero eseguite a caldo. Mercedes, che sarebbe in grado di alterare i valori del suo propulsore in fase di marcia, insiste per controlli a temperatura ambiente. Nel mezzo una lunga lotta politica, fatta di riunioni segrete, lettere alla Federazione e lotte di potere che oggi potrebbe finalmente vedere la parola fine.
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—Già, perché in Bahrain si è riunita la F1 Commission, gruppo di lavoro presieduto dai vertici di Formula Uno e Fia dove si è discusso della spinosa questione. Una decisione, del resto, non può più attendere: “Serve un chiarimento rapido – spiega Vasseur ai francesi di Auto Hebdo –, arrivare alla prima gara con diverse interpretazioni del regolamento comporterebbe differenze importanti in termini di prestazione. E questo non fa bene allo sport”. Quale soluzione, dunque? “Ritengo molto più semplice che si diminuisca il rapporto di compressione piuttosto che costringere gli altri ad aumentarlo. Tecnicamente le soluzioni esistono, eppure sono mesi che ne parliamo e a due settimane dal primo GP siamo ancora costretti a chiedere chiarimenti”. Tradotto: Mercedes adegui il suo motore al regolamento. Caso chiuso.
WOLFF NON CEDE
—Sull’altro fronte, Toto Wolff non intende darla vinta facilmente ai rivali. “Bisognerebbe apprezzare l’ingegno di chi ha saputo trovare soluzioni differenti - ammoniva pochi giorni fa in Bahrain –. Se le regole dovessero cambiare sarei profondamente stupito”. L’austriaco ci prova, forse convinto che questa battaglia contro gli altri motoristi sia troppo anche per un maestro della lotta politica come lui. Ma non si può attendere oltre. Avere una direzione chiara, pur in grado di decidere parte delle sorti del nuovo mondiale di Formula Uno, è nell’interesse di tutti. Mercedes inclusa.
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